DOPO MARIA GRAZIA LUNGAROTTI L’UMBRIA PERDE UN’ALTRA FIGURA GIGANTE: ARNALDO CAPRAI CHE HA AVUTO UN RUOLO CHIAVE NEL SUCCESSO DEL SAGRANTINO
Arnaldo Caprai spiega il sagrantino
Ho incontrato più volte Arnaldo Caprai ma un incontro è stato determinante per la mia vita. Era il 1998 o l’anno prima, a Bevagna, poco distante da Foligno e c’erano le Gaite una spettacolare rievocazione storica di antichi mestieri e mercati. Alla sera la festa si trasformava in banchetto in stile medioevale e li incontrai Arnaldo Caprai. Conoscevo suo figlio Marco che, con l’aiuto del padre, aveva creato una straordinaria cantina portando al successo internazionale il Sagrantino. Di Arnaldo conoscevo la fama di geniale imprenditoriale del settore tessile ma niente di più. C’era poca luce, tanto rumore e avevamo bevuto parecchio tutti e due. Non so come mai, perché io non mi apro con gli sconosciuti; invece, gli raccontai cose molto personali come la paura di creare un’azienda partendo dalle proprietà che i miei genitori mi avevano dato e che avevano bisogno di enormi investimenti.
SI TROVA NELL’HÔTEL DE PARIS – SOCIÉTÉ DES BAINS DE MER A MONTE CARLO PRINCIPATO DI MONACO È STATA COSTITUITA NEL 1864 E CONTIENE 300.000 BOTTIGLIE PREGIATISSIME
Un patrimonio enologico senza eguali nel mondo affidato al capo sommelier Patrice Frank. 350.000 bottiglie che occupano 1500 metri quadrati in un labirinto di grotte scavate a 10 metri sotto i giardini dell’Hotel de Paris, dove la temperatura è costante a 12-14°C. Le bottiglie vengono trasportate con vecchie carriole su cui sono montati piccoli scaffali in legno perchè ogni vino sia da solo al sicuro. Nella cantinai vini sono ordinati in scaffali di legno lungo le pareti e divise per regioni e per annata. I principali settori sono dedicati a Bordeaux, Borgogna, Provenza, Rodano e Champagne. Il 98% dei vini sono francesi.
Un cancello di ferro battuto protegge i vini del Domaine de la Romanée-Conti. C’è poi un museo di bottiglie uniche dedicata a Marie Blanc, che ha contribuito a finanziare le cantine che furono scavate nel 1874.
MARIA CANABAL, WINENEWS, TREBICCHIERI E LINEA VERDE VINCONO IL PREMIO CASATO PRIME DONNE 2024 E INCORAGGIANO I GIOVANI TALENTI TOSCANI: COMUNICATORI, ARTISTI, PASTICCERI, ORAFI E STUDENTI
Alessandro Regoli e Irene Chiari WineNews Vincitori del Premio Casato Prime Donne 2024
Sabato 14 settembre 2024torna il Premio Casato Prime Donne a Montalcino, un appuntamento che coincide con l’inizio della vendemmia del Brunello. La raccolta, se la festa non verrà rovinata dalla grandine, si prospetta eccellente e abbondante come quelle leggendarie 2010 e 2019. Con il nuovo clima, le viti di Sangiovese, trovano infatti il loro miglior equilibrio quando il terreno è ben idratato e l’estate è caldo-arida. Ottimi auspici per la cantinaCasato Prime Donne, la prima in Italia con un organico tutto femminile, che finanzia il Premio Casato Prime Donne.
La cerimonia della XXIII edizione si terrà sabato 14 settembre nel teatro degli Astrusi a Montalcino e si concluderà in modo solenne, nel pomeriggio, alla Fattoria del Colle, quando Sua Eminenza Cardinale Augusto Paolo Lojudice Arcivescovo di Siena, benedirà la nuova ambulanza della Misericordia di Sinalunga dedicata a Carlo Gardini, marito di Donatella Cinelli Colombini recentemente scomparso.
Leone Rosso 2021 Doc Orcia nasce in una vendemmia di eccellente qualità, 5 stelle, ma di scarsa di quantità a causa di una grossa gelata all’inizio di aprile...
Elena Testi, Aldo Fiordelli e Chiara Beghelli vincono il Premio Casato Prime Donne 2022 che riparte trasformandosi in incubatore di giovani talenti locali
Dopo due anni di stop Covid, torna il Premio Casato Prime Donne con la premiazione che avrà luogo sabato 17 settembre a Montalcino e propone un personaggio femminile di grande attualità: la giovane inviata in prima linea Elena Testi. Insieme a lei due giornalisti che hanno contribuito alla divulgazione di Montalcino e dei suoi vini: Chiara Beghelliper il podcast de “Il Sole 24 Ore” e Aldo Fiordelliper numerosi pezzi pubblicati nel “Corriere Fiorentino”
Negli anni il Premio Casato Prime Donne, finanziato dalla cantina di Montalcino con lo stesso nome, prima in Italia ad avere un organico interamente femminile, ha contribuito all’affermazione del nuovo ruolo e del nuovo contributo delle donne alla società e al mondo del lavoro. In passato è stato assegnato a personalità della scienza come la virologa Ilaria Capua o l’astronauta Samantha Cristoforetti, sportive con la calciatrice Sara Gama, esponenti della cultura e paladine dei diritti umani.
6 Brunello di Montalcino 2015 in cassa di legno e una pompetta per estrarre l’aria e conservare le bottiglie aperte e berle con calma. Consegnate a casa
Un’offerta imperdibile per voi Brunello lovers. Un Brunello 5 stelle, a un prezzo speciale, per organizzare una super cena vera oppure un virtual dinner che farà morire d’invidia tutti i vostri amici. Perché questo è un Brunello straordinario e siete fra i primi a berlo. Nella cassa in legno del vino c’è anche la pompetta che consente di preservare il vino avanzato per qualche giorno. Le bottiglie che non volete bere subito potranno rimanere nella vostra cantina per le grandi occasioni future aumentando di qualità e di valore.
ROBERT PARKER E WINE SPECTATOR PUNTEGGIO DI 94/100 AL BRUNELLO 2015
Avete visto l’Insider del Wine Spectator del I° aprile? C’è il nostro Brunello di Montalcino 2015 con il rating di 94/100 con questa descrizione <<Complesso e armonioso, questo rosso evoca ciliegia, prugna, terra, catrame ed erbari selvatici. Luminoso, di solida struttura, con una lunga persistenza di frutta, minerali e sottobosco>> poi il consiglio <<avrà il suo momento migliore nel 2023>> Bruce Sanderson
Lo stesso vino con identico punteggio 94/100 è stato recensito da Wine Advocate –Robert Parker <<Un vino che contiene lunghi anni di attento studio e sperimentazione. Quando penso ai caratteri che aveva questo Brunello circa 10 anni fa, noto come le sue modifiche stilistiche riflettano fedelmente l’evoluzione generale della denominazione. Questo vino è il simbolo di un passo unito verso espressioni più snelle e delicate ottenute con tecniche di vinificazione che riflettono un ideale più tradizionale toscano. Il bouquet si apre a delicati fiori e violette con ciliegia selvatica e mandorla amara. L’impronta dei fusti in legno -tostatura e speziatura – è stata notevolmente ridotta. I risultati sono lucidi, puliti e luminosi. Sono state prodotte circa 42.000 bottiglie entrate in commercio nel gennaio 2020. Da bere fra il 2021 e il 2035>> Monica Larner.
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Pizza; un business di 100 miliardi di Euro l’anno. Gli americani ne mangiano 13 kg a testa ogni anno, quasi il doppio degli italiani (7,5kg) che forse ne consumano meno perché la accompagnano con la birra con conseguente pesantezza di stomaco. Si perché l’abbinata birra-pizza è tutta nostrana.
Qualcuno dice che è un’eredità degli antichi egizima la verità è meno nobile e soprattutto meno antica.
La pizza nasce a Napoli nel XVI secolo come una sorta di pane schiacciato poveramente condito e solo successivamente si arricchisce di pomodoro, alici e mozzarella. Negli anni Cinquanta, in Italia permanevano alcune limitazioni sulla somministrazione di alcolici emanate in epoca fascista. In particolare le pizzerie non potevano servire bevande con più dell’8% di alcool. Erano gli anni del boom economico con una crescita costante di guadagni e consumi. L’abbinamento pizza –birra nasce dall’arrivo nelle pizzerie di una clientela disposta a spendere di più. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il 36% degli italiani beve birra con la pizza e solo l’8% sceglie il vino.
Ma almeno fosse un abbinamento azzeccato! Invece no, fa stare anche male. Per risparmiare tempo e costi la maggior parte delle pizze ha una lievitazione accelerata che spesso continua durante la digestione e riceve un rafforzamento dai lieviti della birra con il risultato di una pesantezza di stomaco senza eguali.
Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità
di Sara Mazzeschi
I love brunello di Montalcino
Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario. Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.
Scuola di cucina con la gastronoma Helle Poulsen Tesio, con la chef Roberta Archetti o, per chi ha solo poche ore, con le massaie dell’Osteria di Donatella.
Di Sara Mazzeschi – Fattoria del Colle
Scuola di cucina Toscana a fattoria del Colle
Si fa presto a dire scuola di cucina! Negli ultimi tempi sono diventate davvero “cool”, di gran moda, basti pensare a tutte le trasmissioni in tv: dal più noto Masterchef ai vari Cotto e Mangiato e Cuochi&Fiamme, ormai la passione per i fornelli va di pari passo con quella del cibo ed infatti le richieste per corsi di cucina, più o meno intensivi, intasano o quasi la nostra posta in agriturismo.
A noi dello staff di Fattoria del Colle non è mai bastato fare le cose come gli altri, seguire semplicemente le mode e dunque, di stagione in stagione, siamo andati ad organizzare corsi per tutti i gusti ma soprattutto per tutti i cuochi, dai più esperti a chi sa appena tenere un coltello in mano. Niente novelle cuisine ma semplici e gustose ricette della tradizione regionale e trequandina, presentate e condivise con allegria e convivialità…e infatti ogni nostro corso inizia con un bell’aperitivo di benvenuto, quando ai novelli cuochi vengono dati grembiuli, ricettari ed un bicchiere di Rosato o di Rosso di Montalcino, per i più tosti!
Uno degli aspetti più entusiasmanti del mio lavoro a Fattoria del Colle è il tempo che passo in cantina o in giro per la struttura con i turisti. Sia qua che a Casato Prime Donne a Montalcino è davvero bello mostrare a inesperti o appassionati wine lovers dove produciamo e affiniamo Chianti, Doc Orcia e, nel caso dell’altra azienda, Brunello.
Ho sempre pensato che far conoscere alle persone ciò che sta “dietro” ad una bottiglia, quanti sforzi e decisioni difficili portano – si spera – ad un vino di alta qualità, è l’aspetto più importante del mio parlare e raccontare, per questo sono sempre contenta quando leggo curiosità nelle facce di chi mi segue e quando mi vengono fatte domande . Va detto, non c’è limite a ciò che mi è stato chiesto, ogni volta che penso di aver sentito tutto arriva un ragazzino sveglio o un professore che solleva gli occhiali per guadarmi meglio e…resto senza parole!
Depliant piccoli, con molte immagini e poco testo, capaci di raccontare ai turisti del vino ciò che distingue una cantina da tutte le altre dando emozioni
depliant in cinese della cantine con Violante
Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Comincio con l’ammettere un difetto: siccome sono toscana fino al midollo, sono sobria. All’ apparenza preferisco sempre la sostanza e mi infastidiscono quelle manifestazioni di lusso che confondono la percezione vera della realtà aziendale, insomma i castelli vanno lasciati a chi ce l’ha davvero mentre chi è un vignaiolo appassionato con dei vini meravigliosi non si esponga al ridicolo presentandosi come un marchese o un miliardario. Non ne ha bisogno, basta quello che è e quello che fa per affascinare i turisti delle cantine.
Prima regola quindi: niente bugie perché, come tutti sanno, hanno le gambe corte e producono più danni che benefici.
ingresso della cantina Casato Prime Donne, Montalcino
I depliant turistici delle cantine sono di due tipi: quelli da lasciare negli uffici turistici, negli alberghi, nei ristoranti … della zona e quelli da distribuire in azienda. Soprattutto i primi devono essere piccoli al punto da non ingombrare, altrimenti difficilmente verranno esposti. Conterranno una brevissima spiegazione delle particolarità dell’azienda, l’orario di apertura della cantina, il pagamento, il calendario degli eventi, i vini principali, wine toure le degustazioni a pagamento e gli altri servizi offerti, il percorso stradale per raggiungere la cantina e le coordinate GPS. Poche notizie e molte foto. I flyers distribuiti in azienda servono invece per dare ai turisti del vino una panoramica dell’offerta: ristorante, scuola di cucina, soggiorni …. corsi di avvicinamento al vino, mountain bike, animali, orto didattico ….. in altre parole devono far venire voglia di rimanere e soprattutto consumare di più. In tutti i tipi di flyers è importante indicare telefoni, e-mail, sito e social.
Abbiamo organizzato il matrimonio di campioni mondiali di sport, registi cinematografici, finanzieri con invitati di 16 nazionalità diverse … e ognuno ha detto <<sposarsi al Colle è più bello>>
Perché a tavola ci sono Brunello e altri vini con premi internazionali, perchè il taglio della torta è nel boschetto con le luci dello scenografo di “4 matrimoni e un funerale”, perchè la luna di miele è nella camera del Granduca di Toscana, perché i panorami sono i più belli del mondo e perché la Fattoria del Colle è un luogo autentico, con quattrocento anni di nobile storia e un matrimonio ha bisogno di una cornice vera come l’amore degli sposi.
Ho preso parte a cerimonie in tutta Italia ma non c’è niente da fare , sposarsi in Toscana è insuperabile! Infatti , dati alla mano, è tra le mete più ricercate e negli ultimi tempi ville, castelli e casali che si offrono come possibili location sono spuntate come funghi. Fattoria del Colle, nel Sud di Siena, dove organizzo matrimoni da anni ha visto decine e decine di coppie richiedere la perfezione per il loro Giorno e mai questo luogo antico e magico ha deluso. Ma perché sceglierlo? Perché sposarsi qua è più bello?
I vini Orcia Doc della Fattoria del Colle iniziano il loro affinamento nelle nuove botti di rovere Allier appena arrivate insostituzione delle barriques...
Si prevede una vendemmia d’altri tempi e questo grazie ai segnali dell’invaiatura. Ecco perché produrre meno uva e uva migliore.
Si chiama “vendemmia verde” perché di fatto i grappoli vengono vendemmiati cioè tolti dalle viti, ma invece di andare in cantina, come durante la vendemmia vera, sono gettati a terra. Il diradamento serve per diminuire il carico d’uva delle piante in modo che i grappoli rimasti arrivino prima e più facilmente alla perfetta maturazione. Viene fatto durante l’invaiatura cioè il cambiamento di colore dell’uva da verde a blù. Normalmente, nella Toscana centrale l’invaiatura avviene i primi di agosto ma quest’anno è...
Iniziano gli happy wine nella cantina storica della Fattoria del Colle.
Con la primavera ecco un programma settimanale che varia ogni giorno e comprende birre artigianali, Champagne e bruschette, il bianco “Sanchimento” con i crostini al tartufo e, ovviamente, il Brunello di grandi annate con i sigari toscani.
Ma come rinunciare al binomio sapori emozioni senza ascoltare una colonna sonora tutta toscana? Ecco dunque Gianna Nannini e Irene Grandi, Jovanotti e i Baustelle, Stefano Bollani e Bocelli…
Insomma, un’atmosfera allegra e informale che spinge a fare nuove amicizie. Vi aspettiamo!
[caption id="" align="aligncenter" width="410" caption="Happy Wine in cantina. Sapori ed emozioni alla Fattoria...