TURISMO 2025 DA RECORD GRAZIE AGLI STRANIERI
224 MILIONI DI PRESENZE ESTERE +4% SULL’ANNO 2024 E UNA SPESA DI 46 MILIARDI DI EURO ANCH’ESSA IN CRESCITA DEL 5%. MA NON TUTTO VA BENE SPECIALMENTE AL MARE

turismo italiano 2025 record di presenze ma spiagge vuote
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne a Montalcino, Fattoria del Colle a Trequanda
Un trend positivo in tutte le zone d’Italia e in tutte le tipologie di turismo con punte nel Sud e nelle isole, oltre che nelle località di montagna.
Un risultato che compensa la stanchezza del turismo italiano e porta le presenze turistiche totali intorno a 479 milioni con un 3% in più sull’anno precedente.
Gongola la Ministra Daniela Santanchè mettendo l’accento sulle strategie di marketing che hanno agevolato il successo italiano e soprattutto sul portale Italia.it che con i suoi 22,7 milioni di visite (16,3 milioni di utenti unici) ha avuto una visibilità superiore a quella dei competitor quali Irlanda, Spagna e Francia.
LA CRISI DEL TURISMO AL MARE
Va tutto bene? C’è chi dice di no, soprattutto sulla costa. Presenze in calo del 20-30% e un luglio da dimenticare. La ragione dell’insuccesso è attribuita alle temperature altissime della piena estate e all’aumento dei prezzi che ha allontanato i viaggiatori italiani. Circostanze che sembrano confermate dal buon andamento di giugno (+20%).
I prezzi medi settimanali di un ombrellone e due lettini, registrati da Altroconsumo, sono saliti a 212 Euro segnando un incremento del 5% rispetto al 2024 e un aumento del 17% dal 2021.
Sui lamenti degli operatori turistici delle coste si allunga l’ombra nera di una diffusa irregolarità. Nel 2024, controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nel litorale Domitio (Caserta) hanno rilevato irregolarità fiscali nel 70% degli stabilimenti balneari e ristoranti esaminati, con una presunta evasione fiscale di oltre 800.000 Euro,
UN NEGOZIO SU 5 CHIUDERA’ ENTRO IL 20235
Dal rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio emerge che negli ultimi dodici anni hanno chiuso 140mila attività al dettaglio, tra negozi e ambulanti.
La causa di tale decimazione è nell’aumento dei prezzi. Secondo Massimo Artorige Giubilesi che ha scritto un bellissimo articolo per Italia a Tavola, <<abbiamo letteralmente fatto fuori i nostri connazionali>> puntando solo su un turismo estero con maggiore capacità di spesa rispetto a quello nazionale e quindi <<abbiamo trasformato ogni angolo d’Italia in un parco giochi per stranieri, alzando i prezzi come se non ci fosse un domani>>.
Carenze anche sul fronte tecnologico con solo il 13,5% delle strutture ricettive che usano l’intelligenza artificiale e un numero molto alto che ha sistemi di prenotazione molto vecchi e complicati. Continuando così <<gli italiani andranno tutti in vacanza all’estero e noi continueremo a lamentarci del “calo della domanda interna”>>.
Parole dure che devono far riflettere alla luce dei 706 bar (21.000 negli ultimi 10 anni ) e un saldo negativo di 19.000 ristoranti.






