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DAL SOGNO ALL’INCUBO DELLE STELLE MICHELIN

ALBERTO LUPINI CI RACCONTA IL PASSAGGIO DAL SUCCESSO ALLA CHIUSURA DI 18 RISTORANTI STELLATI ITALIANI NEL 2024 SINTOMO DI UNA CRISI CHE TOCCA TUTTA LA RISTORAZIONE

Giorgio-Pinchiorri

Giorgio-Pinchiorri

DI Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nemmeno l’alta ristorazione si salva dalla crisi che sembra aggredire tutto il settore dei pubblici esercizi italiani: tra il 2023 e il 2024 hanno chiuso 18 ristoranti stellati nel nostro Paese. La guida Michelin 2025, inoltre, ha tolto la stella ad altri 16 locali e questo grande cambiamento mostra come un certo modello di alta ristorazione non sia più sostenibile. Chef che diventano cuochi a domicilio oppure aprono ristoranti alternativi. Affitti stratosferici, enorme difficoltà nel trovare il personale, guide con aspettative sempre più alte …. I motivi sono tanti ma il risultato è il passaggio dal sogno della stella Michelin all’incubo dei conti da pagare.
L’elenco dei ristoranti stellati che hanno chiuso nel 2024 è molto lungo e triste. Fra di essi “Viva” di Viviana Varese a Milano, “Bianca sul Lago” di Emanuele Petrosino a Oggiono (Lc), “Cannavacciuolo Cafè e Bistrot” a Novara, “Locanda Tamerici” di Ameglia (Sp), “Dal Corsaro” di Cagliari, “Somu” di Baja Sardinia (Ss)

LA STELLA MICHELIN COSTA PIU’ DI QUANTO RENDE

Aveva fatto scalpore, nel gennaio 2025 il cartello “vendesi” fuori del ristorante Bros di Lecce che dal 2018 faceva brillare una stella Michelin a Lecce. Grazie agli chef Floriano Pellegrino e Isabella Potì aveva portato un messaggio di rinnovamento nella proposta gastronomica salentina. I due titolari parlano di “pausa creativa” prima di tornare con un progetto ancora più ambizioso e più vicino ai loro ideali gastronomici, ma intanto hanno tirato giù la saracinesca.

PSICOLOGIA DEL PREZZO AL RISTORANTE

PREZZO ESCA, DECIMALI, MENU’ DEGUSTAZIONE …. TANTE TATTICHE PER INDIRIZZARE IL CLIENTE DEL RISTORANTE E FARGLI VIVERE UN’ESPERIENZA GASTRONOMICA ENTUSIASMANTE

Psicologia del prezzo al ristorante

Psicologia del prezzo al ristorante

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Il menù del ristorante viene letto velocemente e porta a decisioni rapide e istintive. Per questo la psicologia può aiutare per indirizzare la scelta del cliente. Qui di seguito vi presento alcuni sistemi largamente usati a questo scopo tratti dall’articolo di Kairos Goodfriend pubblicato in “Italia a tavola”.

DECOY PRICING – PREZZO ESCA

Piatto dal prezzo molto alto chiamato “prezzo esca” che il cliente usa come metro di paragone per valutare le altre opzioni. Serve per far apparire più attraenti le proposte con prezzo medio.

180 SECONDI PER DECIDERE COSA MANGIARE

IN TRE MINUTI IL CLIENTE APRE IL MENÙ E VALUTA LA PROPOSTA DEL RISTORANTE. POCO TEMPO DA SFRUTTARE AL MEGLIO PER FIDELIZZARLO E INSIEME RIEMPIRE LA CASSA

menu engineering come usare il 180 secondi in cui il cliente sceglie cosa mangiare

menu engineering come usare il 180 secondi in cui il cliente sceglie cosa mangiare

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

La tecnica per ottimizzare il menù si chiama menù engineering e ne ho già scritto sei anni fa, ma vale la pena ritornare sull’argomento dopo aver letto l’articolo di Italia a tavola con le novità portate da Giacomo Pini, esperto di marketing della ristorazione CEO di GpStudios.

LA DIFFERENTE REAZIONE DEL CLIENTE DI FRONTE A UN MENU’ TRADIZIONALE O OTTIMIZZATO

La differenza fra un menù artigianale e uno pensato secondo le tecniche di engineering è grande e porta esiti grandi. Per il ristorante può far crescere i profitti del 10-15%. Nei tre minuti in cui il cliente dedica la sua attenzione al menù rifletterà su quanto spenderà, se c’è qualche piatto che lo incuriosisce, se ingrasserà, oppure quello che sicuramente potrebbe fargli male…. E poi avrà timore di sbagliare. Con il menù tradizionale egli ordinerà il cibo che costa meno o gli piace di più. Invece il menù engineering lo indirizza verso quello che il ristorante vorrebbe fargli assaggiare.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL TURISMO

PRESENTATO A AINEM – ASSOCIAZIONE ITALIANA DI NEUROMARKETING IL MASTER “INNOVATION IN HOSPITALITY” SU BIG DATA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E STRATEGIE DIGITALI

neuromarketing e intelligenza artificiale applicate al turismo

neuromarketing e intelligenza artificiale applicate al turismo

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestinaation

Indubbiamente il futuro del turismo comprende una grossa componente di elettronica e i manager dovranno padroneggiare un mondo digitale molto complesso. Per questo il neuromarketing ha sposato le neuroscienze e usa il turismo come banco di prova. Ainem, l’Associazione italiana di neuromarketing, presenta il Master “Innovation in Hospitality” che, dal febbraio 2024, darà ai futuri manager delle competenze trasversali: neuromarketing, intelligenza artificiale, big data, strategie digitali e social, customer experience e anche sostenibilità.
Le notizie e i commenti mi arrivano tramite Italia a Tavola  e devo ammettere spaventano chi, come me, non è nativo digitale ed è a capo di una piccola struttura ricettiva, perché il futuro vedrà un massiccio uso delle neuroscienze applicate al digitale.

LA PACE AIUTA IL TURISMO

IL GLOBAL PEACE INDEX CON GLI STATI PIU’ SICURI MOSTRA COME LA PACE INFLUENZI IL TURISMO. ITALIA AL 34° POSTO E UK AL 37° MOLTO MALE LA FRANCIA AL 67°

global pace index 2023

global pace index 2023

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

C’è una relazione fra sicurezza e turismo? Ovviamente il turista cerca luoghi belli, dove godersi la natura, la cultura, lo sport, i piaceri della tavola … ma non può vivere queste esperienze se ha paura della criminalità, della guerriglia urbana o della guerra. Quindi la pericolosità cambia la mappa del turismo come ha ben evidenziato Italia a Tavola in un suo interessate articolo.
Per questo la classifica dei Paesi più sicuri del Global Peace Index su 162 nazioni del mondo, è un indicatore che influenza tour operator e turisti nella scelta delle loro destinazioni. L’indice usa 22 indicatori: dalle relazioni con gli stati confinanti alla stabilità politica, dal numero di omicidi e crimini pro capite al livello dei diritti umani. E’ considerato molto attendibile ed è prodotto dall’Institute for Economics and Peace (IEP).
Nel 2023 per l’ottavo anno consecutivo il Paese più sicuro del mondo è l’Islanda. Si tratta di un Paese isolato, con poca popolazione, pochissimi crimini, bassissime tensioni interne e esterne.

Ristorante in hotel e agriturismo: una perdita sicura?

Tre anni consecutivi di calvario per i ristoranti di hotel e agriturismi che aggravano le consuete difficoltà e diventa urgentissimo capire come portarli a reddito

 

Toscana-agriturismo-Fattoria-del-Colle-sala-del-camino

Toscana-agriturismo-Fattoria-del-Colle-sala-del-camino

di Donatella Cinelli Colombini

Italia a Tavola, come sempre punto di osservazione privilegiato sulla ristorazione e il sistema turistico, pone un problema <<Ristorante in albergo o in agriturismo: male necessario o opportunità?>>

 

L’ALBERGO GUADAGNA E IL SUO RISTORANTE PERDE

In effetti chi ha strutture ricettive conferma l’esistenza del problema <<l’albergo guadagna e il ristorante perde>>. Una situazione precedente al covid che si è ulteriormente aggravata con la pandemia e le perdite incamerate negli ultimi due anni che riducono la capacità di investimento nella qualificazione delle strutture e nella comunicazione. A questo si aggiunge la difficoltà di trovare personale. Ho scritto personale e non addetti competenti perché la mancanza di camerieri, maitre, chef ….. è talmente grave che ormai vengono assunti e formati in modo accelerato e approssimativo, tutti quelli che bussano alla porta cercando lavoro. Ultimo e non piccolo problema è l’impennata delle bollette di luce, gas, immondizia …. Mentre i prezzi con i tour operator sono stati fissati nel febbraio scorso.

 

NUOVO TURISTA DIFENSORE DEI TERRITORI

Prima le destinazioni turistiche venivano trasformate sulle esigenze dei viaggiatori ora i turisti vogliono contribuire a preservarle come sono

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

crostini-neri-senesi-fattoria-del-Colle-nuovi-turisti-difensori-dei-territori-e-delle-biodiversità

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Il covid ha cambiato i desideri dei turisti ma internet ha cambiato il rapporto fra ciò che sta nel display e quello che vale il viaggio.

 

COME IL COVID HA CAMBIATO I TURISTI

Il covid ci ha dato la paura dei contagi, di stare, toccare e respirare con altre persone. La popolazione del mondo è più povera e più spaventata. Risparmia, cerca sicurezze sanitarie, sente il bisogno di spazi aperti e di natura oltre il piacere ma quasi come una necessità fisica.
Pian piano passerà. Il miglioramento di vaccini e terapie, la ripresa economica ci ridaranno fiducia.

COME INTERNET HA CAMBIATO I TURISTI

treno natura-nuovi-turisti-difensori-delle-identità-lovali

treno natura-nuovi-turisti-difensori-delle-identità-lovali

Quello che invece rimarrà e anzi crescerà sarà la presenza della tecnologia e soprattutto delle finestre virtuali sul mondo che passano da internet. E sono queste che influiscono in modo più radicale sul comportamento dei turisti. Non solo per scegliere le destinazioni, prenotare e poi mantenersi in contatto con i residenti…. Il primo innesco di questo cambiamento sta nella possibilità di vedere, ora per ora cosa succede in ogni angolo del mondo, crea una familiarità con contesti lontani ma contemporaneamente accelera la loro trasformazione in set cinematografici.
Da sempre chi riceve i turisti tende ad adattarsi alle loro attese cioè di diventare simile agli stereotipi e i desiderata presenti nella mente di chi viaggia. Dopo l’avvento di internet, il processo si è radicalizzato perché chi offre una destinazione a chi cerca un viaggio online, attua un processo che chiamerei “sono come tu mi vuoi”.

 

Ripartenza: ristoranti e centri storici a rischio di morte

Avevamo 3 volte i locali da ristorazione della Francia con meno abitanti e meno turisti. Ora sono vuoti. Possiamo permetterci di improvvisare la ripartenza?

Di Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Ogni grande crisi, come una guerra o l’epidemia covid, produce un cambiamento permanente con Paesi, economie, imprese … che crescono e altre che affondano. In altre parole, finita l’epidemia tutti ci ritroveremo in una posizione diversa rispetto al passato e non è detto che sia migliore.

LA NECESSITA’ DI UNA RIPARTENZA BEN PROGETTATA

Ora il problema sono gli alberghi chiusi, i ristoranti vuoti, i disoccupati …. Lo shopping di attività da parte di network criminali che sta allarmando Prefetti e Sindaci….
Il prossimo inverno, le imprese con le casse vuote, si chiederanno cosa hanno davanti.
Una buona gestione della ripartenza e delle risorse UE potrebbe spingere l’Italia verso una riduzione dell’overtourism e l’intercettazione di un bel turismo, rispettoso del nostro patrimonio e disposto a spendere. Diversamente potremmo perdere terreno e diventare la destinazione delle masse e dei piccoli prezzi.

LE ANOMALIE DELLA RISTORAZIONE IN ITALIA E IL DISASTRO COVID

Alberto Lupini e Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Direttore di Italia a Tavola e Donatella Cinelli Colombini

Traggo da Alberto Lupini di Italia a Tavola una lucida e dettagliata fotografia di quello che era, quello che è e quello che potrebbe essere il comparto ristorativo in Italia. << Va rivisto un modello economico sbagliato e accettare l’idea che dobbiamo “asciugare” il comparto. È amaro doverlo scrivere, ma l’Italia in queste situazioni non può avere quasi 3 volte più dei locali della Francia>>.
Una divisione della torta dei consumi autdoor che non trova giustificazioni perché la Francia ha più abitanti e arrivi turistici dell’Italia (loro 66,9 milioni di abitanti e 86,9 milioni di arrivi turistici, noi 60,3 milioni di abitanti, 58,3 milioni di arrivi).

Poi è arrivato il covid e la situazione è diventata tragica. <<Fra bar e ristoranti almeno uno su dieci non ha riaperto…. per non parlare degli hotel che, salvo qualche località al mare o in montagna, hanno riaperto in non più di 3 casi su 10>>.
Nei centri storici si sommano la scomparsa dei turisti alla mancanza di chi lavora da casa in smartworking: statali, universitari e bancari in primis..
Una situazione che mette a rischio persino i 215 locali storici italiani veri “musei dell’ospitalità” che hanno scritto al Presidente Conte chiedendo aiuto.

La guerra dei ristoranti contro l’agricoltura

FIPE contro l’agriturismo e l’enoturismo: i pubblici esercizi si sentono abbandonati e attaccano. Nel turismo si vince in squadra! E’ meglio unire le forze

Ristoranti-contro-agricoltura-Fattoria-del-Colle-l'unione-fa-la-forza

Ristoranti contro l’ agricoltura  Fattoria-del-Colle-l’unione-fa-la-forza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Per capire cosa sta succedendo vi racconto quello che è successo a me. Alcuni mesi fa è uscita la nuova classificazione toscana degli agriturismo con 5 livelli, come gli alberghi. La Fattoria del Colle puntava ovviamente al massimo punteggio (appartamenti, ville, camere con bagno, ristorante,  3 piscine, campo da tennis,  centro benessere, scuola di cucina, 3 parchi, 4 percorsi per trekking …) ma scopriamo che il ristorante, regolarmente autorizzato come pubblico esercizio, non può essere considerato fra i servizi offerti agli ospiti e quindi, la nostra struttura è classificata con un girasole, il punteggio minimo come i piccoli agriturismi senza servizi.

Ristoranti-presidio-dell'agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Ristoranti-presidio-dell’agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Per non avere quello che giudicavamo un giudizio disastroso per la reputazione della Fattoria del Colle e per le sue prospettive commerciali, abbiamo dovuto riportare nell’agricoltura il ristorante e tutti i suoi magazzini. Scopriamo inoltre che i ristoranti agrituristici hanno la possibilità di servire pasti anche a chi non pernotta con la sola restrizione di usare solo alimenti toscani (con eccezione di caffè, pepe e simili).

Da un punto di vista fiscale e retributivo poco cambia fra pubblico esercizio e ristorante agrituristico. Rimane l’amarezza di aver buttato via soldi e tempo per deruralizzare i locali e acquisire la licenza di ristorazione che ora riporteremo in comune.

Tuttavia è giusto fare una riflessione sulle logiche “politiche” che stanno dietro alla nuova legge sull’agriturismo toscano, così come sulle norme relative ai “Distretti del Cibo” (40 milioni in 3 anni) e all’enoturismo che sono stati inseriti all’interno dell’ultima legge di Bilancio.

2018 anno italiano del cibo come renderlo fruttuoso

2018 anno italiano del cibo : vediamo come Australia e Scozia hanno trasformato la comunicazione turistica in business e salvaguardia delle tradizioni

2018 anno del cibo. come renderlo profittevole Ravioli con ripieno di pecorino Leone Rosso (9)

2018 anno del cibo. come renderlo profittevole Ravioli con ripieno di pecorino Leone Rosso (9)

Di Donatella Cinelli Colombini

I turisti stranieri che vengono in Italia hanno come principale motivazione di viaggio l’arte e come seconda la buona tavola ma quando tornano hanno apprezzato di più il cibo e il vino piuttosto che i musei. Siamo un Paese pieno di prodotti tipici e di ottimi cuochi, di grandi vini e luoghi suggestivi per sorseggiarli eppure non tutto il potenziale attrattivo del nostro agroalimentare è ben utilizzato. Anzi all’apparenza tutto avviene in modo spontaneo, caotico e a gran vantaggio dell’italian sounding. Ovviamente ci sono dei risultati positivi grazie all’eccellenza dei prodotti e alla buona volontà di tanti ma senza una strategia per cui i risultati hanno un prezzo altissimo per le imprese .
Esiste dunque un notevole margine di miglioramento con un gioco di squadra e soprattutto esiste la possibilità di spalmare meglio i vantaggi del turismo decongestionando i luoghi dove i visitatori sono troppi e portandoli dove o quando sono troppo pochi.

Restaurant-Australia-esempio-di-marketing-turistico-sul-food-and-wine

Restaurant-Australia-esempio-di-marketing-turistico-sul-food-and-wine

2018 anno italiano del cibo, come renderlo fruttuoso?
C’è chi ci riesce e senza avere i “giacimenti gastronomici” dell’Italia ma solo con una regia che coordina l’offerta e una buona comunicazione.
Ecco due esempi virtuosi che andrebbero copiati. Vengono proposti da Roberta Garibaldi in un articolo di Italia a Tavola e riguardano l’Australia e la Scozia. Paesi dove pochi turisti vanno attratti dai piaceri golosi eppure le azioni per potenziare il turismo gastronomico hanno incrementato il business in modo importante.

Voucher o lavoro nero?

Cosa fare se al ristorante arrivano più clienti del previsto? Rallento il servizio in tutta la sala, li mando via, o telefono a un amico facendolo lavorare al nero?

Voucher-chi-li-ha-usati-bene-viene-penalizzato

Voucher-chi-li-ha-usati-bene-viene-penalizzato

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Questa è la situazione in un’Italia che rinuncia ai voucher in nome della convenienza politica e dell’incapacità di fare controlli, pur sapendo che, in alcuni settori, questo strumento era usato correttamente e contrastava efficacemente il lavoro nero.
L’agricoltura aveva usato questo strumento in modo corretto per studenti e pensionati, mettendo qualche soldo in tasca a persone che ne hanno davvero bisogno. La mia è la rabbia di chi è ha rispettato le regole e si vede penalizzato per colpa di grandi aziende, enti pubblici e persino sindacati, che hanno abusato dei voucher sostituendoli alle assunzioni a termine. Erano loro da bloccare non noi!

Voucher-senza-diventa-difficile-nella-ristorazione-Fattoria-del-Colle-Toscana

Voucher-senza-diventa-difficile-nella-ristorazione-Fattoria-del-Colle-Toscana

Susanna Camusso e la CGIL mettono in ginocchio il turismo proprio mentre inizia la stagione. E’ evidente che alla radice del problema non ci sono le “assunzioni volanti” nei ristoranti o della vendemmia, ma bensì grandi imprese e enti che hanno aggirato la legge, senza che nessuno controllasse o punisse. Eppure, nell’epoca di internet e dei controlli per via telematica, non dovrebbe essere difficile bloccare chi abusa e supera certi volumi con la stessa partita iva o con lo stesso codice fiscale. Perché all’estero ci riescono e da noi no?
Per il turismo la mancanza dei voucher è un disastro. Il turismo è cambiato, quasi nessun cliente prenota più in anticipo per cui i ristoranti si riempiono all’improvviso e bisogna trovare personale all’ultimo momento.

Tormentone TripAdvisor contributori dite la vostra

Recensioni vere e false, garbuglio di affari con il colosso delle prenotazioni on line Expedia. Ma il web è uno strumento di trasparenza o un imbroglio?

Tripadvisor

Tripadvisor

Di Donatella Cinelli Colombini

La sentenza dell’Antitrust su Expedia e Booking ha opposto Federalberghi ai due colossi del turismo on line ma la vertenza va avanti con il ricorso al TAR. Insomma le due principali piattaforme di prenotazione on line sarebbero ormai una presenza ingombrante più che un’opportunità, per chi offre pernottamenti. Ma la polemica non finisce qui perché sul banco degli accusati c’è anche TripAdvisor il sito che per anni è stato presentato come il campione della democrazia e della trasparenza perché raccoglie

matteo-scibilia-notripadvisor-straccia

matteo-scibilia-notripadvisor-straccia

le valutazioni del pubblico. Primo e maggiore problema è il garbuglio azionario fra TripAdvisor e Expedia: in entrambe le società c’è lo stesso grande investitore Liberty Media che sta facendo fare soldi a palate ai suoi azionisti.
In una simile situazione, con entrambe le società che spingono per le prenotazioni immediate, prendono commissioni sulle prenotazioni di viaggi e alberghi …. I dubbi vengono.

4 candidati a una presidenza AIS

Emanuele Conte, Antonello Maietta, Romeo Mancini e Alessandro Scorsone campagna elettorale durissima per la presidenza nazionale dei Sommelier AIS

Antonello Maietta, Alessandro Scorsone, Romeo Mancini, Emanuele Conte

Antonello Maietta, Alessandro Scorsone, Romeo Mancini, Emanuele Conte

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I Sommelier AIS di nuovo al centro della cronaca e con toni decisamente aggressivi e sullo sfondo la recente divisione con Bibenda-Fondazione Italiana Sommelier.
L’uomo da battere è il presidente uscente Antonello Maietta, autore del regolamento che, per la prima volta il 23 giugno, consentirà ai 31.000 sommelier AIS di votare direttamente il loro leader nazionale. E’ lui il bersaglio delle critiche degli sfidanti. Può mettere sul tavolo un bel pò di lavoro fatto che lui stesso ci illustra: la << nuova rivista Vitae in uscita a breve con il secondo numero, di cui andiamo fieri. Redatto interamente dall’Ais, non demandata a terzi, e che ospita grandi personaggi della critica del vino come Fabio Rizzari. E poi c’è la nuova guida che lanceremo ad ottobre, interamente curata dall’Ais, e che si differenzierà dalle altre in tante cose>>. A lui va il sostegno di voci autorevoli come Carlo Macchi di Winesurf e del blog Vinodaburde di Andrea Gori che riporta un lungo elenco di Sommelier “maiettiani”.

                                                                       
Cinelli Colombini
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