I GIOVANI FANNO VIVERE IL VINO DIVERSAMENTE
I RITUALI DI UN TEMPO SONO FINITI E I GIOVANI SCOPRONO IL VINO SULLO SMARTPHONE LO BEVONO SOPRATTUTTO VINI FUORI CASA E LO ASSOCIANO A CONVIVIALITÀ E VALORI

giovani e vino infedeli, bevono fuori casa e cercano nel vino racconto e valori
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Un esame dei dati di Nomisma Wine Monitor, Enpaia-Censis e WineNews rivela un nuovo modo di bere vino da parte dei giovani. Fra il 18 e i 30 anni il vino ha un nuovo stile di consumo e deve raccontare valori e territori in modo autentico.
TRASGRESSIVI E INFEDELI I GIOVANI CERCANO NEL VINO STORIE, VALORI E NUOVI AMICI
I giovani non legano il vino al rito del pasto a tavola. Forse questo dipende dalle famiglie meno strutturate di un tempo e da uno stile di vita con continui spostamenti. Ma i giovani consumano il vino fuori dalla convivialità domestica e il 45,3% dichiara di consumarlo sempre più spesso in occasioni come aperitivi, eventi, degustazioni rapide, wine bar e festival. Per gli over 65 avviene invece il contrario: l’80% beve vino nelle mura domestiche e circa il 15% fuori.
I valori dell’esperienza vino sono autenticità, sostenibilità, socialità e benessere. In altre parole il vino deve raccontare territori e valori ma anche entrare in un nuovo equilibrio. Da questo derivano la scelta crescente di vini biologici, naturali, low o no-alcohol come ha notato Wine Trends Italy 2025. Anche l’enoturismo è in sintonia con il nuovo stile di consumo con la sua proposta di brevi esperienze immersive. La Gen Z ama anche “flash tasting” e wine festival anche perché consentono nuovi incontri.
I NUOVI PACKAGING DEL VINO AMATI DAI GIOVANI
Anche nel packaging del vino i giovani rompono gli schemi e il 96% di loro apprezza formati non convenzionali come lattine o bag-in-box. I canali social hanno un ruolo diverso e maggiore rispetto al passato, nella scoperta del vino. L’85% dei giovani li usa per conoscere cantine e denominazioni. Un linguaggio nuovo meno formale e più friendly. Per capirlo basta guardare i video di leistudialuistappa.
I giovani sono consumatori infedeli rispetto a brand o vitigni ma fortemente sensibili ai valori che specifici vini riescono a trasmettere. Per questo l’autenticità dello storytelling conta per i giovani più della scheda tecnica.
TUTTI CAPISCONO LA NECESSITA’ DI CAMBIARE RITI E LINGIAGGIO DEL VINO MA POI POCO CAMBIA
Il vino deve quindi uscire dal mondo elitario in cui si è racchiuso e puntare a una maggiore spontaneità e condivisione. <<Il vino non è in crisi: sta semplicemente cambiando voce. La Gen Z non rifiuta il vino, lo riprogramma secondo i propri valori ridefinendone il significato. Beve meno, ma meglio; non a tavola, ma in compagnia; non per abitudine, ma per esperienza>> scrive Elisa Busato, studentessa, VSM Università Ca’ Foscari.
Un concetto che tutti condividono ma poi non trova grandi applicazioni. Leggo un divertente articolo di Intarvino con un titolo che ben riassume il contenuto <<La Gen Z non ha abbandonato il vino. Siamo noi che l’abbiamo reso insopportabile>> ma poi gli articoli che seguono rispecchiano riti e linguaggi che si ripetono da decenni.






