100.000 “Italian restaurant” all’estero sono falsi
Nel 59% dei casi i ristoranti italiani esteri non hanno chef italiani o capaci di cucinare le nostre ricette e neppure materie prime italiane
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
VinoWay ha attratto la mia attenzione su qualcosa che avevo sempre sospettato: all’estero la maggioranza dei ristoranti italiani sono falsi, cioè hanno un cuoco libanese o greco e se è italiano prima faceva tutt’altro mestiere. I ristoranti falsi sono quelli dall’aspetto più “nostalgico” con tovaglie a quadri, sedie impagliate e tricolore in vetrina, insomma ricordano la Trastevere anni Cinquanta, uno stereotipo da cartolina, che ormai non esiste più.
Spesso i piatti sono unti, troppo cotti, pesanti e dal sapore sgradevole .. nemmeno somiglianti a quelli che siamo abituati a mangiare quando usciamo a cena. La sensazione, infatti è quella di un uso abbondante di conserve, carne congelata, olio di semi, parmisan o mozzarilla… Per fortuna alla fine il conto è quasi sempre leggero.Poi esistono i veri ristoranti italiani con chef che hanno passato anni studiando la nostra cucina con ottimi
maestri. E’ qui che troviamo design italiano negli arredi, materie prime di ottimo livello, soprattutto grandi vini italiani e una clientela che sa apprezzarli. Sono questi locali che Unioncamere ha deciso di certificare attraverso la società RINA. Con un lavoro certosino durano 4 anni sono già stati certificati i primi 1.500 pubblici esercizi di 58 Paesi esteri. Il Presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello ha presentato il progetto “Ospitalità italiana, ristoranti italiani nel mondo” alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nel febbraio scorso <<A queste tavole ogni anno siedono, potenzialmente, quasi 60-70 milioni di persone; si tratta di persone che entrano in un locale italiano per respirare e per vivere l’emozione del nostro Paese. Quindi, quale miglior ambasciatore possiamo individuare per contrastare ….. la contraffazione delle nostre produzioni ? >> ha detto Dardanello. Ed
ha ragione, dalla vera ristorazione italiana parte l’export dei prodotti italiani nel mondo e della cultura italiana. Per questo il ruolo di questi locali è così importante e per questo lui, ogni anno, premia i migliori e tenta di certificarne il maggior numero.
Qualche nome eccellente di ristorazione italiana nel mondo: Felidia della mia amica Lidia Bastianich, Valentino di Piero Selvaggio a Los Angeles, Cioppino del mio amico Pino Semeraro a Vancouver e poi Sadler a Beijing e non dimentichiamo Tony May … Tra l’altro quasi tutti i nomi italoamericani dello star system possiedono un ristorante tricolore: da Francis Ford Coppola a Lady Gaga, da Sylvester Stallone a Robert De Niro, da Danny DeVito a Hulk Hogan …
Speriamo, che il progetto Ospitalità italiana, ristoranti italiani nel mondo serva a dividere quelli veri da quelli falsi che attualmente portano solo danno alla nostra immagine e al nostro export.










