500€ PER CENARE IN UNO DEI 50 TOP RISTORANTI MONDIALI
PIÙ CHE CENE SONO ESPERIENZE DI CREATIVITA’ NEI SAPORI. IL COSTO DI UNA CENA VARIA DA 260 A 1.200 € MA NON E’ SOLO IL PREZZO AD ESSERE LONTANO DALLA GENTE NORMALE

Asador Etxebarri the world’s best 50 restaurant
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
Lorenzo Ruggeri del GamberoRosso ci porta a Torino nella cerimonia di premiazione di “The World’s 50 Best Restaurants” un evento che avviene in Italia per la prima volta. Lorenzo racconta piccoli siparietti come l’ << after party memorabile con Bottura superstar>> e le immagini rubate dei grandi divi dei fornelli. <<La community della 50 Best esiste eccome: persone del settore da tutto il mondo che si salutano come se fossero compagni di banco dalle elementari>>. E questo non è strano perché, come avviene nel mondo del vino, gli chef si frequentano si legano e si controllano gli uni con gli altri. Ricordo di essere stata seduta accanto a Bottura durante una premiazione e lui era nervosissimo perché ospitava nel suo ristorante la brigata di un superstellato e doveva tornare all’Osteria Francescana prima possibile.
THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANT LA PREMIAZIONE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA
Vincere il titolo ha una ricaduta positiva su tutta la ristorazione della nazione del campione mondiale. Per questo il Governo danese ha sostenuto con forza il Noma di Copenaghen vittorioso 5 volte e capace di gettare luce positiva su tutta la cucina nordica.
Un percorso che, in misura minore, ha fatto anche il Governo italiano con Massimo Bottura portandolo a rappresentare il nostro Paese in occasioni particolarmente importanti.
I VINCITORI DEL THE WORLD’S BEST RESTAURANT
Quest’anno ha vinto Maido di Lima. Secondo classificato e primo in Europa Asador Etxebarri Atxondo che si trova fra Bilbao e San Sebastian in Spagna. Segue il miglior ristorante del Nord America Quintonil di Città del Messico.
Il primo degli italiani è sedicesimo Lido 84 di Gardone Riviera di Riccardo e Giancarlo Camanini seguito da Reale di Castel di Sangro dello chef Niko Romito al 18 posto.
QUALCHE RIFLESSIONE SULL’ALTA CUCINA E IL SUO RAPPORTO CON LA GENTE
Fanno riflettere le parole di Lorenzo Ruggeri sul ruolo degli chef superstellati. <<Una volta l’alta cucina rappresentava un sogno, ma relativamente accessibile, anche solo per una volta nella vita. Oggi è diventata una pratica identitaria da club esclusivo. Dove non si entra più solo per merito, ma per estrazione e disponibilità economica>>. E’ insomma come l’alta moda, è qualcosa di lontano dalla vita vera.
Anche un’altra annotazione fa riflettere: l’alta cucina è un mondo di uomini bianchi. Le donne sono poche i neri sono assenti.
“The World’s 50 Best Restaurants” è una classifica, non una guida. Come la premiazione alle Olimpiadi la notizia è veloce e secca. E l’articolo del Gambero Rosso si chiude con una domanda <<è davvero questa la classifica, e la narrazione, che l’Italia del cibo deve scalare?>>
Condivido questa opinione benchè lo chef e ristoratore Massimo Bottura e la compagna Lara Gilmore, premiati con il Woodford Reserve Icon Award siano giustamente noti per coniugare creatività culinaria e impegno sociale. Ma l’altissima cucina è ormai troppo lontana sia dalla ricerca sul cibo che dalla gente.
A riprova di questa affermazione la parte della cerimonia che tutti hanno apprezzato di più è stato l’after party, ancora nei padiglioni del Lingotto, con la pizza di Franco Pepe e i tortellini del team di Bottura. <<Un after party a cui gli chef hanno partecipato divertendosi come matti, con Bottura fisso in consolle a fare il vocalist accanto a Benny Benassi>> come racconta Valentina Dirindin in Dissapore. Questo dimostra che tornare umani è un sollievo per tutt, anche per i superchef.






