Addetti all’accoglienza in cantina 1° parte

Addetti all'accoglienza in cantina Bolgheri

Addetti all’accoglienza in cantina 1° parte

Piccoli segreti per diventare dei perfetti addetti all’accoglienza in cantina: gli abiti, la prima impressione, le notizie negative, i discorsi noiosi …

Addetti all'accoglienza in cantina Bolgheri

Addetti all’accoglienza in cantina Bolgheri

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

ABBIGLIAMENTO
E’ vero che <<l’abito non fa il monaco>> ma, vedendo qualcuno con indosso il saio, siamo portati a pensare che sia un frate. Questo perché la prima impressione fa leva sugli stereotipi e sulle cose più evidenti. Come dice il proverbio qualche vota inganna ma, in ogni caso, si imprime nella memoria con forza. Per questo, chi lavora al pubblico a contatto con persone mai viste prima dovrebbe trasmettere, al primo colpo d’occhio, un’impressione più possibile coerente con il proprio personaggio e con l’azienda che rappresenta. Nel caso degli addetti all’accoglienza in cantina, all’estero,

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

Violante Gardini CinellicolombiniJr al Casato Prime Donne Montalcino

soprattutto in California, risolvono il problema imponendo una divisa. Magliette o felpe e grembiuli rossi da cantiniere con stampato il brand rendono immediatamente riconoscibili i membri dello staff. Sono efficaci ma, forse, poco adatti alla realtà italiana composta di tante piccole imprese familiari dove l’accoglienza turistica è spesso fatta da dipendenti che hanno anche altre mansioni. Per questo, la stragrande maggioranza di quelli che ricevono i turisti del vino in cantina hanno normali abiti da ufficio, non giacca e cravatta, che in campagna sembrano piuttosto fuori posto, quanto piuttosto qualcosa di casual e country. Abiti comodi che tuttavia devono essere curati per non apparire sporchi e trascurati. Soprattutto fra i turisti italiani c’è la convinzione diffusa che gli abitanti della campagna siano arretrati e di basso livello culturale: è opportuno quindi manifestare l’opposto al primo colpo d’occhio.

CantineAperte-CasatoPrimeDonneMontalcino3

CantineAperte-CasatoPrimeDonneMontalcino3

Altro elemento da comunicare anche con l’abbigliamento è l’autorevolezza. La persona che guiderà la visita in cantina e la degustazione deve apparire degna di fede: benissimo il vecchio cantiniere che accoglie i turisti con le scarpe grosse ( e poi mostra il <<cervello fino>>) ma altrettanto bene la giovane poliglotta con i capelli tagliati all’ultima moda e i jeans di tendenza. Quello che va evitato è invece un abbigliamento equivoco che faccia pensare a situazioni che non corrispondono al vero come le gonne con spacco inguinale che potrebbero spingere i visitatori a qualche avances fuori luogo. L’abbigliamento deve essere quasi in sintonia con il vino e la cantina ma tenere anche conto degli interlocutori. Per fare un esempio, chi dovesse

visita guidata in cantina con addetti all'accoglienza

visita guidata in cantina con addetti all’accoglienza

presentare bottiglie da 80€ l’una ai membri dell’associazione industriali di Bergamo, vestito con una vecchia maglietta e dei pantaloni strapazzati, si troverebbe in seria difficoltà. Abbigliamento griffato e gioielli (soprattutto indosso alla produttrice) sono utili accogliendo clienti asiatici con i quali è bene ostentare il successo economico. Al contrario possono essere giudicati indizi di una cultura consumistica e superata dai giovani informatici californiani.
Profumi e dopo barba profumati sono assolutamente da evitare perché disturbano l’apprezzamento del vino. La guida di cantina deve essere inodore. Per le donne assaggiatrici è sconsigliabile anche l’uso del rossetto; benché sia estremamente gradevole da vedere sulle labbra, lascia tracce sui bicchieri.

LE PAROLE CHE CREANO AFFEZIONE
Le sensazioni sono tutte molto durevoli, sia quelle buone che quelle cattive, e non solo il primo amore che “ non si scorda mai”. Per questo, mostrarsi sorridenti e con

Visita guidata in cantina Casato Prime Donne Montalcino

Visita guidata in cantina Casato Prime Donne Montalcino

l’aspetto migliore è determinante per la riuscita della visita in cantina e per trovarsi in vantaggio nel momento di presentare i vini. Non tutti hanno la bellezza di una star del cinema, ma tutti possono usare la simpatia e la cortesia che sono armi vincenti. Alla gradevolezza visiva è possibile insomma sostituire la gradevolezza dei contenuti, come fanno spesso in America. Senza arrivare alle battute di spirito, che intercalano i discorsi in USA, è tuttavia opportuno, almeno all’inizio, usare l’autoironia e gli aneddoti divertenti per mettere a proprio agio chi ascolta e creare un’atmosfera rilassata. La simpatia della guida andrà direttamente nel bicchiere facendo sembrare più buono il vino. Le sensazioni negative o, come in questo caso, positive, si attaccano infatti a quello che a loro si associa senza un nesso logico. Le grandi industrie rifiutano infatti gli spazi pubblicitari trasmessi dopo notizie di catastrofi e non vedrete mai lo spot delle merendine dopo un servizio sulle frodi alimentari. In pratica fra loro non ci sono collegamenti ma, invece, la mente del consumatore le associa.

addetti all'accoglienza in cantina Valpolicella

addetti all’accoglienza in cantina Valpolicella

Per questo la guida noiosa, che costringe i wine lovers ad ascoltare interminabili spiegazioni con voce inespressiva e magari discute con un turista che fa una domanda dispettosa, finiscono per avere un effetto dissuasivo all’acquisto e persino far sembrare i vini meno buoni. Suscitare affezione mostrando il lato intimo, misterioso e sensuale della cantina è la tattica giusta <<ora vi rivelerò un segreto che pochi sanno, un secolo fà…. >> . Il racconto che lega affettivamente i visitatori alla cantina è quello breve, concreto e piacevole. Persino l’ammissione di qualche piccola debolezza può rafforzare il messaggio rendendolo più sincero. Ma attenzione! Le frasi piene di no, non, neppure … cioè le frasi al negativo, sono controproducenti. Quindi evitiamo frasi del tipo <<anche quest’anno non abbiamo avuto fortuna con la stagione>> mentre va bene la frase <<prima e durante la vendemmia tutti guardiamo le previsioni del tempo ogni ora… appena svegli, prima di andare a letto… sempre… nel pc, nel telefono … sembriamo tutti matti. Tutti a cercare la previsione migliore >>. La situazione è mostrata nel lato comico ma è esattamente quello che succede.

accoglienza e esperienza turistica in cantina

accoglienza e esperienza turistica in cantina

Anche la retorica degli aggettivi, le frasi generiche e astratte sono da evitare. Non convincono nessuno e vengono dimenticate subito. Molto meglio qualche esempio semplice e concreto con la tecnica dello storytelling <<guardate da questo piccolo foro, è da qui che tanti, tanti anni fa il cantiniere controllava il gatto della vinsantaia che doveva salvare i caratelli (piccole botti da Vin Santo) dai topi; oggi i topi non ci sono più ma il nostro gatto nerone adora venire quassù>>. State certi che i turisti ricorderanno per sempre il vostro Vin Santo, specialmente se, ascoltando i loro discorsi all’arrivo, la guida ha scoperto che fra loro ci sono dei veri amanti dei gatti. L’esposizione è infatti tanto più efficace quando tocca le corde sensibili di chi ascolta; per questo è importantissimo capire chi sono i turisti parlando con loro al momento dell’arrivo. Il modo migliore per essere accettati è infatti fare il primo passo e accettare gli altri.
Ogni giorno di più la scelta di un vino è la condivisione dei valori che sono alla base della sua produzione di cui la guida di cantina è l’interprete e il portavoce. In altre parole, più che la scelta di una cantina o di una bottiglia, il consumatore sceglie lo stile di vita, le convinzioni del produttore: l’aspirazione al lusso e all’esclusività, il rispetto della natura e delle tradizioni, la ricerca di novità e tendenze giovani ….
Sta alla guida di cantina capire quali sono i punti di contatto fra i visitatori e la cantina dove li conduce.



                                                                       
Cinelli Colombini
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