Arcioni – centovini, ottant’anni ma non li dimostra
Arcioni, una delle enoteche più importanti di Roma, ricorda la sua storia, una bella storia italiana fatta di lavoro, coraggio e successi
Nel 1932 Mario Arcioni apre il loro primo negozio in una delle zone di nuova espansione di Roma, vicino a Villa Ada e alle catacombe di Santa Priscilla. E’ un bar con torrefazione di caffè e una rivendita di coloniali e profumi. Passano gli anni e gli Arcioni, che nel frattempo sono diventati 3 con l’arrivo di Claudio e Massimo, nel 1967 decidono di affrontare una nuova sfida: aprono una delle prime enoteche di Roma. Sono gli anni eroici in cui il vino viene venduto, in Italia, prevalentemente sfuso e il tentativo degli Arcioni di qualificare l’offerta, puntando sulle bottiglie migliori, scatena lo scandalo. Quando, negli anni Settanta, le cantine imbottigliatrici cominciano a moltiplicarsi, gli Arcioni spingono sull’acceleratore.
Anno dopo anno l’enoteca si allarga e sviluppa la sua attività diventando anche distributore e infine aprendo un wine bar capace di affiancare la vendita di bottiglie alla somministrazione di happy hour.
Ora in azienda è arrivata la terza generazione: Massimiliano e Andrea, giovani belle e intraprendenti, dimostrano che l’azienda
arcioni guarda lontano. Sono felice di affidare la vendita a Roma del mio Brunello, il mio Chianti e la mia Doc Orcia alla famiglia Arcioni. Del resto sono in buona compagnia, alla festa per l’ottantesimo compleanno dell’azienda ho trovato un vecchio amico e grande produttore, Maurizio Felluga.
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini









