Chianti in polvere e Chianti al mirtillo

Chianti in polvere e Chianti al mirtillo

In 6 mesi i cacciatori di truffe ingaggiati dal consorzio Chianti hanno scovato 6000 casi di kit contenenti preparati chimici per fare il vino in casa

Chianti-Superiore-Fattoria-del-Colle-Violante-Gardini

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di Donatella Cinelli Colombini

10.700 minacce al brand Chianti individuate nei primi sei mesi del 2019 dai cacciatori di truffe Griffeshield, azienda specializzata in nuove tecnologie. Il Presidente del Consorzio Chianti Giovanni Busi precisa che nella stragrande maggioranza si tratta di violazioni del brand della denominazione ma anche di vendita di vini Chianti contraffatti e di etichette Chianti contraffatte.

CHIANTI: LE DIMENSIONI DELLE FRODI

La frode principale è rappresentata dai così detti wine kit cioè dalle confezioni contenenti preparati chimici per fare il vino in casa. Purtroppo il vino “fai da te” riscuote un notevole successo grazie alla fantasia dei truffatori che propongono anche il Chianti al mirtillo. Infatti sono state individuate e rimosse circa 6.000 proposte di questo tipo. Altri 3.000 illeciti riguardano casi di Chianti falso spacciato per vero e 2.000 etichette contraffatte.

Il fiasco e la commercializzazione del vino Chianti

LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI VINI CONTRAFFATTI AVVIENE ON LINE

La commercializzazione di queste porcherie avviene on line attraverso siti come Italian Chianti Style oppure Original Chianti e Vintners Reserve Chianti o ancora World Vineyard Italian Chianti seguiti dai principali canali di e-commerce E-bay e Amazon.
In uno scenario commerciale simile alla giungla con bestie feroci e minacce ovunque. Per questo il Consorzio Chianti ha deciso di continuare il monitoraggio e nel terzo trimestre 2019 Griffeshield ha individuato altre 4.852 nuove violazioni. E’ evidente che i truffatori si spostano appena vengono scovati diventando minacce quasi inafferrabili. Tuttavia nei due anni di attività dei cacciatori di truffe Griffeshield, è stato registrato un calo delle minacce a conferma che la crescita dei controlli ha dissuaso una parte dei taroccatori.

USA NAZIONE  DOVE I  CHIANTI CONTRAFFATTI SONO PIU’ DIFFUSI

Sorprendentemente l’area in cui prolifera la truffa sono gli Stati Uniti. La percentuale di enforcement, cioè la rimozione dei prodotti sleali, è del 78%. Alta ma non totale a causa della scarsa volontà di collaborare.
Male anche il Regno Unito dove proliferano i wine kits e la percentuale di successo delle azioni di contrasto è del 91%. Paradossalmente le cose vanno meglio in Cina, nazione regina della contraffazione che, tuttavia, si è dotata di un sistema di contrasto agli illeciti più efficace degli altri Paesei e infatti tutte le istanze di rimozione dei vini taroccati sono andare a buon fine.
Il contrasto alle frodi è <<un mezzo per difendere i consumatori>> ha detto Giovanni Busi ma anche una <<tutela del nostro brand e delle nostre aziende>>. Verissimo e speriamo che anche gli altri consorzi mettano in campo le stesse strategie.

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