Come e perché comunicare un territorio è un gioco di squadra

Bruno-Caprioli

Come e perché comunicare un territorio è un gioco di squadra

Donatella Cinelli Colombini ci presenta Bruno Caprioli, il suo lavoro per Montalcino, il Brunello e il suo  nuovo libro sul marketing territoriale

 

Bruno-Caprioli

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Bruno Caprioli:  Montalcino-Torino andata e ritorno. In due battute ecco il rapporto Piemonte – Toscana di questo signore di struttura fisica minuta, occhi sempre vigili, vestiti sempre impeccabili, che parla con  accento toscano ma ha la discrezione e il tatto dei piemontesi. Montalcinese di origini è diventato un esperto di comunicazione a Torino ed è tornato nella sua terra per occuparsi dell’ufficio stampa del Consorzio del Brunello conquistandosi rapidamente la fiducia dei produttori qui e di altre località. Questo incarico è stato infatti il trampolino per entrare nel mondo del vino che conta ed ecco che l’agenzia Mailander, di cui Bruno è partner, ha ora anche l’ufficio stampa  di Gancia.

Con Monica Mailander, Alessandro Bollo e Seppo Rainisto, Bruno Caprioli ha firmato il manuale  Nuovo Marketing dei

Il-nuovo-marketing-dei-sistemi-territoriali

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sistemi territoriali (Gruppo 24 Ore pp. 201 € 28) un libro utile per chi vuole rilanciare l’immagine e il business  di una zona. La parte più interessante del libro riguarda le case-history di successo. Ovviamente c’è Montalcino ma anche situazioni decisamente più complicate come il rilancio del turismo in Serbia. Il titolo del capitolo è tutto un programma “Dalla parte dei cattivi”. Il piano di comunicazione ha usato la musica come strumento per proporre un’identità nazionale alternativa a quella guerriera e feroce. Un piano ardito che tuttavia ha funzionato ed ecco che il turismo è aumentato a doppia cifra nel 2010.

BenvenutoBrunello2012-CenaDiGala

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Un altro progetto di comunicazione da esaminare con attenzione è quello sul Piemonte e particolarmente su Torino in concomitanza con le Olimpiadi invernali. Un’azione che prende più consistenza alla luce di ciò che è successo a Londra -300.000 visitatori in meno, ristoranti vuoti, britannici in fuga dalla capitale-. Quello che colpisce nel progetto “Olimpiadi di Torino” è il carattere strategico del piano. Qualcosa di unico nell’Italia dove tutto è estemporaneo. Soprattutto colpisce l’occhio lungo di chi ha progettato, coinvolto la popolazione, creato un effetto permanente. La comunicazione ha avuto un ruolo determinante e risultati strepitosi. Un esempio per tutti: chi ha recentemente guardato le Olimpiadi di Londra (4 miliardi di persone) non ha visto niente dell’Inghilterra mentre nel 2006 i giochi sono stati usati  come << un’ottima opportunità per valorizzare l’immagine del territorio>> cioè come una vetrina in cui esporre <<l’offerta non solo sportiva, ma anche culturale e turistica. In questo caso l’idea vincente è stata quella di trasformare il tradizionale spezio dedicato dalle TV  a servizi “di colore” a margine dell’evento olimpico … non lasciando che le cose da riprendere venissero scelte, a caso, dalle Tv estere >> . Il Piemonte, con i suoi musei, i suoi castelli, la sua enogastronomia è apparso al mondo come un posto da Principe azzurro ….. e gli effetti ci sono ancora, anzi … quella che appariva prima una regione senza appeal turistico viene percepita collettivamente come una destination di prima grandezza.  Brava Mailander e bravo Bruno Caprioli.

letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

wine-destination

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