DESERTIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI, COSA FARE?

città turistiche desertificate dai residenti e dai negozi per loro

DESERTIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI, COSA FARE?

ESCONO I RESIDENTI E ARRIVANO I TURISTI. QUESTA LA SITUAZIONE DEI CENTRI STORICI ITALIANI DOVE AFFITTI BREVI E NEGOZI PER TURISTI STANNO SOSTITUENDO GLI ABITANTI

città turistiche desertificate dai residenti e dai negozi per loro

città turistiche desertificate dai residenti e dai negozi per loro

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Tutti abbiamo visto i centri storici delle città svuotarsi di residenti e riempirsi di negozi per turisti.
Una desertificazione che riguarda soprattutto le città d’arte e le wine destination. I nostri centri storici si stanno trasformando in parodie di loro stessi perdendo quel carattere che li rende unici, autentici e inimitabili: lo stile di vita dei residenti. E’ inutile illudersi i monumenti si imitano e quelli falsi sembrano addirittura “più veri di quelli veri” perché sono esattamente come il turista se li aspetta. Ciò che rende straordinario un luogo è la compenetrazione fra la sua storia, i suoi scenari artistici, paesaggistici e il modo di vivere che ha suscitato. Questo è irriproducibile ma il turismo di massa e gli affitti brevi lo stanno distruggendo.

QUALI SONO LE ATTIVITA’ CHE CHIUDONO

La politica è impotente per arginare l’ingordigia di guadagno immediato. Ma senza argini il turismo cessa di dare “l’effetto ricchezza” e inizia a creare più problemi che vantaggi. I numeri sono impressionanti: dal 2012 al 2024 hanno chiuso 118.000 attività commerciali con sede fissa. Questa la lista delle attività più colpite dalle chiusure:
-42% benzinai
-34% negozi di giocattoli e libri
-34% negozi di mobili e ferramenta
-26% negozi di abbigliamento e calzature
Anche gli alberghi con poche stelle sono in calo. Nello stesso tempo crescono affitti bervi e ristoranti
+170% alloggi turistici
+ 27% ristoranti -18% bar
+12% farmacie.
Aumentano di 428.000 gli occupati nel 2024, notiamo che 3 su quattro di loro sono stati assunti nei servizi. Quindi anche se i servizi sono settori a bassa produttività, riescono tuttavia a creare posti di lavoro.

PROGETTO CITIES DI CONFCOMMERCIO CONTRO LA DESERTIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI

In questa situazione complicata e circondata da una cornice geopolitica incerta e preoccupante, la Confcommercio prova a dare delle risposte racchiudendole nel progetto “Cities”
Alcune sono appelli che, in un’Italia, dove la politica parla molto e costruisce poco, rischiano di avere scarsissimo effetto. Fra queste la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che dovrebbe partire dalla percezione della città come “bene comune”. Sarebbe bellissimo ma non credo che verrà attuato.
Sono invece convincenti le proposte sulla logistica che potrebbero svuotare le città dalle consegne commerciali creando magazzini e piattaforme di smistamento e consegna, magari con furgoncini elettrici.
Ottima anche la proposta di riqualificazione del tessuto commerciale con il recupero dei negozi sfitti da gestire in modo equo e sostenibile, valorizzando artigiani e vecchi mestieri. Un processo che dovrebbe poggiarsi su un rilevamento dei flussi, anche pedonali, da fare con sistemi elettronici tipo Urban Analytics e dovrebbe essere valorizzato da campagne di comunicazione e marketing.
E’ un sogno? Forse si ma arrendersi alla museificazione dei centri storici è un incubo



                                                                       
Cinelli Colombini
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