E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

Jancis Robinson

E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

Questa è l’evoluzione prospettata da Jancis Robinson: vino sempre più interattivo e esperienziale, i produttori protagonisti e in contatto con i consumatori

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello

Jancis Robinson la Master of Wine più nota e più ascoltata ci dona un’autentica perla sulla rapida evoluzione del rapporto fra i consumatori e il vino. Come sempre visionaria e anticipatoria la super wine expert britannica individua delle tendenze prima di tutti gli altri con due premesse: il vino è ancora prevalentemente consumato da chi ha più di 50 anni e questo viene spesso dimenticato dagli addetti al marketing che si affannano sulle generazioni di nativi digitali. Altro punto di partenza sono i rapporti fra le imprese e i consumatori. Nell’industria manifatturiera o meccanica gli uffici “assistenza clienti” quelli che un tempo erano gli “uffici reclami” sono diventati il più importante anello di congiunzione con la clientela e vengono considerati di importanza strategica per fidelizzare alla marca e rendere più soddisfacente il consumo o l’utilizzo della merce venduta.
Nel vino avviene la stessa evoluzione anche se più sotto traccia ed è proprio la

Jancis Robinson MW

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Robinson a metterla in luce. Sullo sfondo di questa analisi c’è anche il ruolo dei wine critics. La loro influenza sugli over 50 è ancora forte ma devono imparare a dialogarci di più affrontando anche l’annoso problema dell’autenticità e della trasparenza dei giudizi.
Non sappiamo se i consumatori sono <<more empowered or just most self expressive>> più potenti o più auto assertivi ma certamente stiamo andando verso un ”economia dell’esperienza” in cui i consumatori vogliono visitare il luogo in cui nasce la loro bottiglia preferita e pagano per interagire con il brand o ancora meglio con il produttore. Ecco che l’assaggio del vino sta diventando un’esperienza più composita durante la quale si entra in contatto con la cantina attraverso un rapporto “multi-channel ” che comprende numerose opzioni: dalla realtà aumentata, alle foto postate sui social, alle recensioni nei portali … ma la cosa più rivoluzionaria è che le nuove generazioni non si preoccupano di <<how the wine is made. They wont to know why it was made>>, come è fatto un vino bensì di perché un vino è stato creato.
Questo conduce Jancis Robinson a una ipotesi che sovverte l’attuale ordine di importanza <<winemakers have become more important than their wine>> grazie all’enoturismo i produttori stanno diventando più importanti dei loro vini. In altre parole la bidirezionalità dei rapporti tipici della rete internet e delle visite in cantina tende a creare legami diretti fra chi produce e chi consuma e diventa quasi un partner dell’azienda enologica. Ecco che attraverso internet i consumatori entrano nel vissuto dell’azienda e ne condividono i valori.
Jancis Robisnon chiude il suo lungo articolo con due riflessioni. La prima riprende le opinioni di Bev Skeggs della London School of Economics & Political Science sulle “risorse sociali non finanziarie” che riguardano il linguaggio, l’abbigliamento, l’istruzione … e determinano l’appartenenza a gruppi sociali generando anche barriere di esclusione attraverso il gusto. Fra gli elementi rilevanti c’è il corpo femminile. In altre parole esistono delle community determinate da “classe sociale, razza, genere” che guidano i comportamenti anche nel bicchiere.
L’elemento di riflessione con cui Jancis chiude la sua analisi sono i vini Cinesi. Nell’ultimo Concours Mondial de Bruxelles quasi un quarto di tutti i vini di prezzo più alto, iscritti alla competizione 2017, erano Cinesi e quasi un terzo di essi è stato premiato con una medaglia. L’avanzata delle cantine cinesi in termini di volumi ma anche di qualità è più che veloce.
Da queste due ultime indicazioni potremmo trarre una deduzione: lo scenario attuale sta cambiando e forse con esso anche le “rendite di posizione” di chi è in posizione dominante.

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