Equilibrio biologico nelle vigne anche fra gli insetti

Equilibrio biologico nelle vigne anche fra gli insetti

Ricreare l’equilibrio naturale nei vigneti, distrutto da un Novecento fiducioso nei fitofarmaci, passa attraverso l’equilibrio fra gli insetti che vi abitano

Equilibrio-biologico-nei-vigneti-Andrea-Lucchi

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Di Donatella Cinelli Colombini

La natura non riesce a fare tutto da sola, come chi ha preso moltissime medicine e per ritrovare la forma fisica deve aiutarsi con sole, mare, fermenti lattici, vitamine, esercizio fisico e massaggi.
La cosa importante è usare rimedi naturali e puntare a ricostituire un equilibrio biologico.
Un esempio è il “mal dell’esca” un complesso di funghi che seccano la vite in pochissimi giorni. Quest’anno il caldo e le piogge frequenti hanno creato le condizioni favorevoli perché decimasse le viti. Per anni abbiamo cercato una soluzione per poi capire che l’unico modo per mantenere l’integrità della vigna è quello più naturale e indolore: ripartire dalle radici cioè dalla parte sotto l’innesto non toccata dalla malattia.
Altri rimedi naturali sono la confusione sessuale contro la tignoletta e i predatori contro i ragnetti gialli. Questi insetti vengono venduti dalle biofabbriche e pian piano diventano stanziali nel vigneto dove trovano ragnetti da mangiare. Ma si può fare di più ….
La logica di reagire ai problemi

Angelo-Gaja-CaMarcanda-insegna-l'equilibrio-biologico-nel-vigneto

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sanitari della vite ricostruendo l’equilibrio biologico è qualcosa di nuovo nella gestione agronomica e, Università, come quella di Pisa, sono grandi alleate in questo percorso. In pratica l’uso dei fitofarmaci, rompendo l’equilibrio creato nei secoli, ha innescato una situazione di dipendenza dalla chimica perché la natura, soppressi gli antagonisti biologici, non riusciva più a difendersi da sola. Il portabandiera della nuova “alleanza biologica” fra ricerca e vignaioli è il Professore di entomologia Andrea Lucchi. L’ho ascoltato a un convegno promosso dall’Azienda Col d’Orcia presso Ocra a Montalcino e mi ha convinto. Il suo dipartimento ha creato un “extension service” che aiuta azienda del calibro di Gaja Ca Marcanda, Guado al Tasso di Antinori e Ornellaia di Frescobaldi.

Gaja-CaMarcanda-suscitare-la-vita-nel-vigneto

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E’ lui che finalmente spiega come avviene la confusione sessuale della tignoletta che noi, come tanti vignaioli biologici usiamo da anni senza capirne bene il funzionamento << La tignoletta femmina produce feromoni sessuali di richiamo per il maschio durante la fase che precede la fecondazione>>; ecco che i ferormoni prodotti in laboratorio e poi disseminati nel vigneto fanno si che << il maschio non riesce più a trovare la femmina che non può più produrre le uova da cui nascono le larve, uniche responsabili del danno>> .
Vi assicuro che funziona, soprattutto se il numero dei vigneti che la praticano è molto elevato e quindi non ci sono appezzamenti dove i maschietti riescono a trovare le compagne e a riprodursi. Amedeo Cencioni, che fortunatamente ha le vigne di Brunello vicine a quelle del Casato Prime Donne, ha fatto un ottimo lavoro di proselitismo sulla confusione sessuale della tignoletta a Montalcino.
A Bolgheri vi era un altro insetto dannoso per l’uva, che è stato sconfitto attraverso la lotta biologica: la cocciniglia farinosa, un emittero, che imbratta i grappoli con melata e a sua volta causa lo sviluppo di funghi che rendono i grappoli non vinificabili. <<La soluzione biologica in questo caso ha riscontrato un notevole successo con il rilascio di due specie di insetti>> ha spiegato il Professor Luchi a Cronache di Gusto <<il primo è un imenottero parassitoide, l’Anagyrus pseudococci, una sorta di piccola vespa, il secondo è una coccinella, un coleottero predatore (Cryptolaemus montrouzieri) che mangia letteralmente a morsi la cocciniglia>>. Rimedio feroce ma efficace. A Ca Marcanda, quando ho incontrato il Professore, in occasione della visita dell’Académie International edu Vin, Angelo Gaja ha chiesto a tutti gli ospiti di liberare le coccinelle, contenute in tanti barattolini, nel vigneto ed è stata un’esperienza emozionante. La vespa invece << depone le sue uova all’interno della cocciniglia e non solo la uccide ma si riproduce, facendo nascere una nuova vespa che riprende il lavoro di “pulizia”>>.
I risultati della lotta biologica convincono un sempre maggior numero di viticultori ad adottarla. Infatti a fronte dei costi iniziali più alti rispetto al trattamento con insetticidi il risultato è più duraturo e dopo qualche anno si instaura un rapporto naturale “prede-predatori” che non necessita di altri interventi a meno che non ci sia un’invasione dall’esterno oppure si usi lo zolfo in polvere. Per questo è necessario estendere più possibile la logica dell’equilibrio biologico, anche oltre i vigneti perché, purtroppo alcuni insetti dannosi, come la cocciniglia, sono anche negli aranceti. Per fortuna altri aiuti arrivano dalla natura come le erbe spontanee tra i filari e le siepi che aiutano gli insetti benefici a vivere e a riprodursi.
Il successo dei sistemi biologici di lotta agli insetti nocivi è dimostrato dall’aumento di richieste alle biofabbriche, cioè agli allevamenti di insetti benefici come la Bioplanet di Cesena, che accresce la sua produzione del 20% all’anno. Quindi la strada per avere dell’uva più buona e più sana passa anche attraverso la ricerca, la tecnologia e l’unità di intenti fra gli agricoltori, perché, anche in questo caso,  l’unione fa la forza.

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