I caratteri dei vini vulcanici secondo John Szabo

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I caratteri dei vini vulcanici secondo John Szabo

Più sapidi che fruttati, legati da un fill ruge composto da salinità, densità di polifenoli e longevità. John Szabo ci presenta i vini vulcanici

Di Donatella Cinelli Colombini

Migliori libri di vini e spiriti John Szabo Volvanic Wines

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Prima di John Szabo  i vini delle zone vulcaniche non erano una categoria con caratteri distintivi ma venivano accomunati a quelli delle zone di origine: l’Etna con i vini di Sicilia, il Vulture con la Basilicata e il Soave con il Veneto. Invece adesso costituiscono una tipologia caratterizzata da elementi distintivi come i vini da invecchiamento o quelli da dessert.

JOHN SZABO E I  VINI VULCANICI DEL MONDO

La svolta è arrivata quando John Szabo, che nel 2004 fu il primo Master Sommelier canadese, bevve un calice di vino di Santorini e <<sentii qualcosa che non avevo mai assaggiato prima>>. Da qui il tentativo di trovare i punti di congiunzione fra territori sparsi in tutto il globo con latitudini, distanze dal mare, vitigni … diversi: Napa Valley (California), Casablanca Valley (Cile), Santorini (Grecia), Kaiserstuhl (Germania), Rias Baixas e Canarie (Spagna),

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Isole Azzorre e Madeira (Portogallo), Alture del Golan (Siria e Israele), Yarra Valley (Australia) Tokaj (Ungheria) …. per citare solo i più noti. Impresa non facile che John Szabo ha sviluppato nel libro << Volcanic Wines: Salt, Grit and Power >> del 2016 e organizzando una convention mondiale dei produttori delle montagne fumanti la cui prima edizione si è svolta a New York nel 2018.

I TERRITORI ITALIANI DEI VINI VULCANICI

Che il timbro minerale la capacità di invecchiamento siano degli elementi comuni a tutti i vini vulcanici -bianchi o rossi che siano- è un dato di fatto incontrovertibile. Partendo da questo bisogna definire la mappa basandola su dati scientifici che facciano riferimento a suoli e vitigni autoctoni. Questo è l’obiettivo del gruppo italiano che fa capo a Edoardo Ventimiglia vicepresidente del Consorzio del Bianco di Pitigliano e portabandiera di “Volcanic Wines”. Il marchio di proprietà del Consorzio Soave, riunisce 19 territori italiani ( Colli Euganei, Valsesia, Castelli Romani, Pitigliano e Sorano, Orvieto, Campi Flegrei, Vesuvio, Vulture, Etna, Pantelleria ed Eolie, Mogoro).

CARATTERI DEI VINI VULCANICI

Il rischio è quello di una corsa a imbucarsi anche da parte di aree non vulcaniche ma solo “vincine a”. La questione è complessa perché i suoli vulcanici sono estremamente diversi: dalle sabbie e lapilli del Vesuvio e Campi Flegrei, al tufo di Pitigliano e Orvieto, alla roccia basaltica dell’Etna o ancora del Soave, per citarne alcuni. A questo si aggiungono la varietà delle condizioni climatiche, dal continentale al quasi tropicale e infine le diverse tradizioni locali relativamente a vitigni e sistemi di produzione. Basta pensare alle viti di Santorini che formano quasi dei nidi.

PROGETTI PER I VINI E GLI AMANTI DEI VINI VULCANICI

Tuttavia la voglia di fare non manca: sta per nascere, ad iniziativa di John Szabo una sorta di wine club in USA dedicato agli appassionati di questa tipologia mentre a Soave stanno istituendo il Volcanic Wine Park, per offrire esperienze turistiche basate su un racconto originale e distintivo.
Ancora a Soave, in occasione di “Mondo Soave” al quale hanno preso parte, come relatori, Sarah Abbott, Kerin O’Keefe, John Szabo, il supersommelier canadese ha sfoggiato un italiano perfetto.

JOHN SZABO MASTER SOMMELIER CHE AMA L’ITALIA

Qualche giorno fa è stato da me un amico italo canadese Stephen Campagnolo che da Toronto è tornato a vivere a Castelfranco Veneto. Mi ha detto <<ho incontrato John Szabo a Soave e sono rimasto sbalordito: parla un italiano perfetto>>. E rimango sbalordita anch’io perché quando ho incontrato il più celebre sommelier del Canada, lui parlava solo inglese <<ha studiato italiano quattro anni>> e infatti ora spiega i vini vulcanici, nella nostra lingua, in modo scorrevole. Fantastico e fantastica anche quello che pensa << si potrebbe dire che l’Italia sia il Paese più vocato alla produzione di vini vulcanici e sicuramente è il più ricco di diversità>>



                                                                       
Cinelli Colombini
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