I potenziali espressi di un giovane scrittore di Siena

Guido Fruscoloni autore di Siena POtenziali Evocati

I potenziali espressi di un giovane scrittore di Siena

Nelle campagne senesi, alle porte del Chianti, si nascondono talenti di vario genere, anche letterari. Eccone uno. 

 

Guido Fruscoloni autore di Siena POtenziali Evocati

La copertina del libro di Guido Fruscoloni Potenziali Evocati

Guido Fruscoloni è nato a Grosseto nel 1980, ma è un senese d’adozione, in quanto da anni vive a Siena e lavora come coordinatore infermieristico in una delle realtà ospedaliere più prestigiose della Toscana. “Potenziali Evocati” è il suo primo romanzo, uscito circa un anno fa.

Quando un amico mi chiede di leggere il suo libro, come di ascoltare il suo demo musicale o di andarlo a vedere nella sua performance teatrale, io tremo. Tremo perché temo. Temo che non mi piaccia, che sia banale, o scontato, o dilettantesco. E temo di non avere la diplomazia necessaria per dirglielo.

Così, dopo aver conosciuto e stretto in breve tempo una forte amicizia con Guido Fruscoloni, quando mi dice di aver pubblicato alcuni mesi fa un romanzo, ecco che si presenta di nuovo questa brutta sensazione. So però che scrive molto bene, e che ha variegati interessi, insieme ad una naturale predisposizione alla cura per i dettagli. Queste cose mi portano a credere che non possa poi essere male un suo scritto, e quindi acquisto il suo romanzo.

Lo leggo molto velocemente e con piacere, ed appena è finito la prima

Fattoria del Colle, Bonella legge il libro di Guido Fruscoloni

Il libro di Guido Fruscoloni, Potenziali Evocati, alla Fattoria del Colle

sensazione è di essere sollevata. Perché il libro è molto bello e non dovrò inerpicarmi in tentativi maldestri di finto apprezzamento.
“Potenziali Evocati”, edito Caosfera, uscito a Dicembre 2011, è una commistione di generi tale che non è facilmente incasellabile. Forse ogni lettore anzi sarà portato a vederlo nella chiave che più gli è consona. Per me per esempio è stato un noir. Un noir con tante intrusioni di genere, ma un noir. Anzi, direi un noir avveniristico.

Il personaggio principale, benché si chiami Guido, non è autobiografico, almeno non più di quanto (credo) non lo sia ogni personaggio che un autore crea, e in cui mette un po’ di sé. E’ un uomo che nel momento della resa, nel momento in cui tocca il fondo, in cui il suo corpo sembra disfarsi e cadere a pezzi, trova la sua rinascita e scopre ciò di cui è veramente capace. E così i pezzi del suo corpo (che scandiscono i segmenti del romanzo) si ricompongono, e lo portano verso la sua evoluzione. La storia ha varie letture, varie altre storie al suo interno. Non tutte queste storie si concludono e questo mi fa ben sperare che possa nascere un secondo romanzo, uno spin-off del primo. Se l’autore vorrà cogliere il mio suggerimento, saprei anche chi far vivere in un romanzo tutto suo. Carlo, il miglior amico di Guido, lo conoscerete in queste pagine e vorrete poterlo andare a trovare il giorno dopo.

Non posso dirvi come finisce, o come interpreto io il finale, senza togliervi un po’ di suspense, quindi mi limiterò a dire che il noir è lì, più che mai, nel finale. Nello spirito che vive nelle parole dirette e a volte così profondamente distaccate, cinicamente lucide e sentite di Guido. Vi consiglio di dedicarmi un pomeriggio di lettura e scoprire questo piccolo ma intenso romanzo. Non ve ne pentirete.

Letto per voi da Bonella Ciacci, dalla Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini