IL VINO IN LATTINA CHE PUZZA
I RICERCATORI DELLA CORNELL UNIVERSITY SCOPRONO COME PRESERVARE L’AROMA DEI VINI IN LATTINA, UN PACKAGING AMATO DAI GIOVANI CONSUMATORI SPECIALMENTE IN ESTATE

Gavin-Sacks Cornell University- studio sull’odore di uova marce di alcuni vini in lattina
di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
Non consideratemi la solita snob produttrice di Brunello che guarda dall’alto in basso le novità e i vini più semplici, da consumo quotidiano.
So benissimo che non è sempre possibile bere grandi bottiglie e sono anche consapevole che il vino ha il packaging più vecchio fra tutti gli alimenti perché il vetro è pesante e fragile, il tappo richiede un accessorio difficile da usare …. Insomma le innovazioni servono e vanno sempre guardate con attenzione.
Tuttavia il vino in lattina qualche problema ce l’ha davvero.
PERCHE’ IL VINO IL LATTINA HA SUCCESSO FRA I GIOVANI
Vorrei premettere che questa nuova confezione in alluminio (riciclabile) è pratica, ha un aspetto allegro e invitante e sta riscuotendo un crescente successo di pubblico, specialmente in USA e specialmente in estate perché portare le lattine a un picnic, in piscina o a un concerto è decisamente più semplice rispetto a una bottiglia. Persino raffreddare il vino è più veloce mentre in tavola i barattolini colorati mono dose, danno una sensazione di festa e di allegria.
Il problema arriva quando, apri la linguetta e esce fuori l’odore delle uova marce.
Più di un consumatore aveva denunciato questa puzza e un gruppo di produttori di New York si sono rivolti al dipartimento di scienze alimentari del College of Agriculture and Life Sciences della Cornell University per trovare una spiegazione e una soluzione. Il dottor Gavin Sacks e la dottoressa Julie Goddard hanno studiato il problema e hanno pubblicato numerosi articoli sull’American Journal of Enology and Viticulture che sono stati poi rilanciati nel mondo del vino da Wine Spectator e, in Italia, da WineMeridian.
PERCHE’ IL VINO IN LATTINA A VOLTE PUZZA DI UOVA MARCE
Il vino spesso contiene circa da 0,5 a 1 parte per milione (ppm) di anidride solforosa (SO2), che in queste piccole quantità è inodore e serve a combattere l’ossidazione. Spero viene aggiunto come conservante, ma viene anche prodotto naturalmente durante la fermentazione dell’uva. Purtroppo quando la SO2 ha in contatto superiore a 4-8 mesi, con l’alluminio, come quello con cui sono fatte le lattine, avviene una reazione chimica che crea idrogeno solforato (H2S), un composto dal pessimo odore di marcio.
COME ELIMINARE I CATTIVI ODORI DALLE LATTINE DI VINO
Il primo consiglio dei ricercatori è stato di ridurre sensibilmente la SO2. Il problema è che l’anidride solforosa è aggiunta maggiormente nei vini bianchi e in quelli prodotti con uve non perfettamente sane. Cioè nelle tipologie con cui sono fatti la maggioranza dei vini “facili” che più frequentemente vengono confezionati in lattina.
<<So what has the Cornell team come up with to combat the SO2 issue? The answer may surprise you: plastics>> cosa ha escogitato il team della Cornell per combattere il problema dell’SO2? La risposta potrebbe sorprendervi: la plastica.
Una soluzione che potrebbe sembrare in contrasto con la riciclabilità delle lattine in alluminio che ne fanno uno dei contenitori più sostenibili per gli alimenti. In realtà, come tutte le nuove scoperte, anche questa fa l’occhiolino all’ambiente e i ricercatori stanno progettando e testando polimeri riciclabili per uso alimentare da applicare all’interno della lattina.






