IL VINO IN LATTINA CHE PUZZA
I RICERCATORI DELLA CORNELL UNIVERSITY SCOPRONO COME PRESERVARE L’AROMA DEI VINI IN LATTINA, UN PACKAGING AMATO DAI GIOVANI CONSUMATORI SPECIALMENTE IN ESTATE

Gavin-Sacks Cornell University- studio sull’odore di uova marce di alcuni vini in lattina
di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
Non consideratemi la solita snob produttrice di Brunello che guarda dall’alto in basso le novità e i vini più semplici, da consumo quotidiano.
So benissimo che non è sempre possibile bere grandi bottiglie e sono anche consapevole che il vino ha il packaging più vecchio fra tutti gli alimenti perché il vetro è pesante e fragile, il tappo richiede un accessorio difficile da usare …. Insomma le innovazioni servono e vanno sempre guardate con attenzione.
Tuttavia il vino in lattina qualche problema ce l’ha davvero.
PERCHE’ IL VINO IL LATTINA HA SUCCESSO FRA I GIOVANI
Vorrei premettere che questa nuova confezione in alluminio (riciclabile) è pratica, ha un aspetto allegro e invitante e sta riscuotendo un crescente successo di pubblico, specialmente in USA e specialmente in estate perché portare le lattine a un picnic, in piscina o a un concerto è decisamente più semplice rispetto a una bottiglia. Persino raffreddare il vino è più veloce mentre in tavola i barattolini colorati mono dose, danno una sensazione di festa e di allegria.
Il problema arriva quando, apri la linguetta e esce fuori l’odore delle uova marce.






