Intelligenza artificiale per riconoscere la maturità dell’uva
Il progetto Smart Grape porta l’intelligenza artificiale nel vigneto per decidere il giorno della vendemmia ma anche per rendere più sostenibile la coltivazione

Maturità-e-qualità-dell’uva-valutate-con il-progetto-smart-grape
di Donatella Cinelli Colombini
Quando creai la mia nuova azienda, nel 1998 e negli anni successivi, la data della vendemmia veniva decisa in base alle analisi di laboratorio. Ogni settimana venivano prelevati acini negli stessi punti dei vigneti e sui due lati delle spalliere delle viti. Tutti avevamo imparato la doppia curva della maturità dell’uva: i polifenoli e l’alcol che salivano e l’acidità che scendeva. Io stessa avevo assistito alle lezioni di Yves Glorie, all’Università di Bordeaux imparando a scegliere il giorno della raccolta senza troppa paura della surmaturazione.
VALUTAZIONE TRADIZIONALE DELL’UVA CON ASSAGGIO E ANALISI DI LABORATORIO

L’intelligenza-artificiale-al-servizio-dell’ambiente-e-della-qualità-del-vino-progetto-Smart-Grape
Nel 2010 arrivò al Casato Prime Donne di Montalcino, una nuova consulente, l’enologa Valerie Lavigne forte della collaborazione con un altro guru del vino francese, Denis Dubourdieu, e ci disse <<basta analisi, tornate ad assaggiare l’uva con la bocca>> e noi la seguivamo su e giù per le vigne masticando acini d’uva.
In realtà servono sia le analisi che l’assaggio. Il Consorzio del Brunello ha dato un aiuto decisivo alle cantine effettuando l’analisi di laboratorio sui valori tecnologici e polifenolici dell’uva di Sangiovese, tutte le settimane, dalla fine di agosto alla fine della vendemmia. Il campionamento avviene in tutti i versanti della collina di Montalcino e, insieme alle centraline meteorologiche e ai dati di ogni azienda, permettono di vendemmiare scegliendo le date con grande precisione.
PROGETTO SMART GRAPE CON SPETTROSCOPIA METEOROLOGIA E HARDWARE
Io rimango convinta che la cosa decisiva è l’osservazione e l’assaggio dell’uva e per questo ho guardato con un certo scetticismo la notizia, diffusa da WineNews sul progetto “Smart Grape” dell’istituto di ricerca Fraunhofer di Monaco di Baviera, che in pratica mette in campo l’intelligenza artificiale e la spettroscopia ad infrarossi per determinare la qualità e la maturità dell’uva.
I dati incrociati con quelli climatici permetteranno di analizzare l’effetto del global warming sulla viticoltura. La spettroscopia ad infrarossi fornisce dati sulla composizione chimica dell’acino d’uva. Sommati con quelli meteorologici formano una mole che li rende difficili da elaborare con metodi matematici o statistici convenzionali, ma che invece vengono velocemente digeriti da un hardware con il risultato di accorciare moltissimo i tempi necessari per trarre le conclusioni della ricerca e fornire indicazioni a chi coltiva la vigna.
LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL’AMBIENTE E DELLA QUALITA’ DEL VINO
Il passo successivo sarà l’ottimizzazione delle coltivazioni secondo una logica sostenibile e poi l’allargamento dei rilevamenti a zone più vaste. Gli scenari vanno dal confronto fra distretti viticoli al miglioramento delle macchine usate nella coltivazione fino ad una evoluzione dei prodotti sanitari usati nelle malattie del vigneto.
Devo ricredermi l’idea è davvero smart! Speriamo di poterla mettere in pratica presto in Toscana.






