LA FRANCIA DEL VINO

Chateau Pètrus Pomerol Francia

LA FRANCIA DEL VINO

La Francia è sicuramente il Paese del vino più prestigioso e più ricco. 5° produttore mondiale d’uva, 2° produttore di vino e 1° nei fatturati e nell’export

 

Turismo-del-vino-in-Francia-Alsazia-Hugel & Fils

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di Donatella Cinelli Colombini

L’Italia non è mai riuscita ad avvicinarsi alla montagna di Euro prodotti dal vino d’oltralpe. Il valore mondiale della produzione enologica è francese per il 35%, l’Italia ha il 18% del totale seguita da Stati Uniti con l’11% e Spagna e Australia rispettivamente con il 6 ed il 4%.

 

UVA, VINO E WINE BUSINESS NEL MONDO

Se invece guardiamo il vino prodotto la torta mondiale mette al primo posto l’Italia (19%) e poi la Francia (18%), Spagna (15%) e Usa (9%). Confrontando le due statistiche è facile capire che la Francia raddoppia il valore della sua produzione mentre questo non avviene in nessuno degli altri Paesi.
La terza immagine riguarda la ripartizione mondiale dei produttori d’uva da tavola e da vino. Al primo posto la Cina con 14 milioni di tonnellate seguita dall’Italia con 7,9 e dagli Stati Uniti 6,2. Seguono Spagna 5,7 e Francia 5,4 e poi sorprendentemente Turchia e India. 
Il panorama mondiale ci mostra quindi un volto diversificato con la Francia che usa i sui vigneti quasi solo per produrre vino e poi riesce a venderlo in modo molto remunerativo. Vediamo ora sommariamente come è ripartita l’uva francese. I rossi di Bordeaux rappresentano il 26% del totale, il Pinot Noir il 16%, lo Chardonnay l’11% e le uve per lo Champagne il 7% ciò che è destinato al Brandy il 4% come le uve del Rodano meridionale a cui si aggiunge Syrah 3%. Questa è la composizione del paniere d’uva francese.

 

LE DENOMINAZIONI DEL VINO FRANCESE

Il sistema delle denominazioni francesi AOC è stato creato all’inizio del XX secolo. Nel 2012 c’erano più di 450 denominazioni controllate e altri 150 Vin de Pays/IGP . Il sistema AOC proteggere i nomi dei vini e ne garantisce la qualità e la provenienza. Ogni denominazione ha un disciplinare che fissa i suoi confini, i vitigni, i sistemi di produzione, maturazione e immissione al consumo.
In linea di massima la Francia produce ogni anno circa 50 milioni di hl di vino (6.500 milioni di bottiglie standard) da circa 775.000 ettari di vigneti.
Le principali regioni del vino francese sono 18: Alsazia, Armagnac, Beaujolais, Bordeaux, Borgogna, Champagne, Cognac, Corsica, Coteaux du Lyonnais, Giura, Linguadoca-Rossiglione, Loira, Mosella, Normandia, Provenza, Rodano, Savoia e Francia sudoccidentale.

 

IL CLIMA E I VINI FRANCESI

La diversità del vino francese è dovuta, in parte, a zone climatiche molto distinte. Lo Champagne, la sua regione più settentrionale, ha un clima fresco in contrasto con la calda e secca Valle del Rodano a Sud-Est.
Bordeaux, a Sud-Ovest, ha un clima marittimo e mite mentre le regioni orientali – Borgogna e Alsazia hanno un clima continentale con estati calde e secche e inverni freddi.
Nella Francia del Sud , la Provenza e la Linguadoca-Rossiglione hanno un clima mediterraneo con estati calde e inverni miti.

 

IL TERROIR E I TERRENI

Come il clima anche i terreni vitati francesi sono molto diversi: dalle colline granitiche del Beaujolais ai pendii gessosi di Chablis e alle ghiaie del Médoc.
La scelta dei vitigni, a seconda del clima e dei terreni, avvenuta nel corso dei secoli, ha determinato il concetto di terroir. In pratica il terroir è il risultato della sperimentazione millenaria fatta dall’uomo per cercare in luogo migliore e la coltivazione migliore per ottenere il vino migliore. Un rapporto quasi amoroso fra i vignerons e la terra che, in alcuni casi si è evoluto naturalmente nei secoli arrivando a esiti diversi. Ne è un esempio lo Chardonnay dello Champagne -croccante e strutturato- rispetto a quello di Mâcon più rotondo, pieno e complesso.



                                                                       
Cinelli Colombini
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