La tradizione attrae turisti e consumatori più del nuovo

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La tradizione attrae turisti e consumatori più del nuovo

Quali cantine attraggono maggiormente i turisti del vino? Piace più il cibo tradizionale oppure quello delle imprese tecnologicamente avanzate?

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Molti risponderanno <<le cantine famose>> ed è vero. I super brand del vino sono calamite forti per i wine lovers. Ma fra le varie tipologie di aziende non sono i capolavori degli archistar o le creazioni giganti e innovative quelle che entrano nel cuore dei visitatori bensì le cantine boutique dove tutto parla della passione del produttore nel cogliere la magia della natura trasformandola in un nettare unico e diverso da ogni altro.

 

IL CIBO CONTADINO BATTE QUELLO AD ALTA TECNOLOGIA

Sono la tradizione e la cura manuale le cose più apprezzate. Se chiedete alle guide dei wine tour vi diranno che se i visitatori vedono il produttore uscire dalla vigna sporco di terra per accoglierli … è fatta, i clienti si innamoreranno di lui.

tradizione-e-manualità-vince-sulla-tecnologia-agli-occhi-dei-turisti-Violante-CinelliColombini-nella-vigna-di-Brunello

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Per questo è sempre meglio iniziare la visita turistica in cantina dalla bottaia piuttosto che dalle zone dove l’acciaio e la tecnologia sono protagonisti, come la tinaia o il confezionamento.
In effetti già nel suo secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico, Roberta Garibaldi notava come il fascino esercitato dalle antiche tradizioni fosse un elemento capace di spiccare sugli altri: nel suo sondaggio, infatti, i maggiori incrementi di interesse si registravano nei ristoranti e caffè storici, l’assaggio di piatti tipici nella loro zona d’origine.
Tutte tendenze che sono state amplificate dall’epidemia, il lockdown e la quarantena forzata in città. L’Osservatorio Turismo Nomisma-UniCredit, in partnership tra Enit per il progetto “Made4Italy” ha messo in evidenza l’importanza crescente della “Food experience” nel viaggio e come questa sia sempre più collegata al territorio, alla cultura e alle tradizioni locali. Per questo il 28% delle strutture ricettive sta predisponendo tour enogastronomici sul territorio per consentire ai turisti di entrare in cantine e laboratori di gastronomica tipici, mentre il 24% proporrà menù a base di prodotti locali e materie prime a km0.

 

AGRICOLTURA E VINO FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

L’agricoltura e il vino in Europa sono di fronte a grandi sfide: green-deal, next generation, Farm to Fork, Biodiversity … l’innovazione è un cammino obbligato ma devono rimanere fedeli a loro stessi e alle loro radici se non vogliono perdere fascino e clientela.
L’indagine di Nomisma-Agrifood Monitor in collaborazione con Crif ci mostra come il 45% degli italiani, percepisca come superiori i prodotti agroalimentari delle aziende “tradizionali” rispetto a quelli delle imprese tecnologicamente avanzate.
C’è persino un 18% disposto a pagare di più pur di avere alimenti autenticamente contadini. Ma allo stesso tempo una quota maggioritaria di consumatori (54%) chiede all’agricoltura uno scatto in avanti nel segno della sostenibilità e quindi dell’innovazione.

 

45% PER I CIBI TRADIZIONALI E IL 5% PER QUELLI FATTI IN LABORATORIO

In effetti ci sono anche persone (13%) pronte a mangiare insetti e alghe così come il 5% è disponibile a consumare cibi costruiti in provetta …. Ma sono evidentemente una minoranza come il 10% che si dichiara indifferente alla provenienza geografica di ciò che ha nel piatto.
In effetti la fobia per la tecnologia applicata alla produzione di alimenti è diffusa e trova origine dai troppi scandali e truffe degli ultimi anni: mucca pazza, formaggi killer, mozzarelle azzurre … Tuttavia non possiamo scordare che la popolazione mondiale aumenta, il clima riduce i terreni coltivabili e nel 2050 avremo bisogno del 60% di cibo in più di quello attuale.

 

AGRICOLTURA 4.0 PER UNIRE NATURA E TRADIZIONE CON SOSTENIBILITA’

Una sfida che passa attraverso l’agricoltura 4.0. Applicarla non è facile a causa della ridotta dimensione delle aziende italiane (11 ettari contro i 17 della media Ue) e lo scarso utilizzo di internet. Nelle nostre zone rurali sono on line l’82% delle famiglie, mentre in Olanda sono il 99%. Per questo al Forum Agrifood n. 5 Paolo De Castro ha detto che il 55% dei fondi destinati allo Sviluppo Rurale derivanti dai progetti Next Generation e Farm to Fork sono stati destinati a investimenti per l’ innovazione delle aziende agricole e al miglioramento genetico.

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