Legge per l’enoturismo: come, dove e perché

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Legge per l’enoturismo: come, dove e perché

Per distinguere le cantine “turistiche” da tutte le altre, spingerle a qualificarsi, promuoverle e trasformarle in un volano economico per i loro territori

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
Il disegno di legge sull’enoturismo ha avuto una partenza ingarbugliata; a dicembre l\1a prima proposta era stata depositata alla Camera dell’Onorevole Colomba Mongiello poco dopo è arrivata quella del Senatore Dario Stefano che, fra le due, è stata scelta per essere discussa dalla commissione agricoltura e andare avanti. Le audizioni, che si stanno susseguendo, devono portare a un testo definitivo e condiviso che dia alle cantine aperte al pubblico standard minimi possibilmente uguali in tutta Italia, un osservatorio nazionale con funzioni di controllo e indirizzo, infine, ma forse più importanti di tutto, degli strumenti di comunicazione e commercializzazione. Movimento Turismo del Vino, UIV, Città del vino, FIVI …. ascoltati dalla commissione parlamentare hanno chiesto una regia nazionale, che, sebbene

Legge-sull'enoturismo-Dario-Stefano

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indispensabile per dare prospettive all’enoturismo, è in contrasto con le norme su turismo e agricoltura. Due comparti che, in forza di un referendum e delle leggi conseguenti, sono larghissimamente delegati alle regioni. C’è dunque da chiedersi se la legge sull’enoturismo faccia la fine di quella per le Strade del vino, anch’essa nata con i migliori auspici e diventata poi uno stipendificio di organismi inutili. A BARI PER I 18 ANNI DI MTV PUGLIA

Sebastiano-De-Corato-Vittoria-Cisonno-MTV-Puglia-18-anni-Bari-ristorante-Perbacco

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Sono appena stata in Puglia, ospite del Movimento Turismo del Vino guidato dai miei amici Vittoria Cisonno e Sebastiano Di Corato per presentare il mio manuale Marketing delle cantine aperte ma anche per incontrare Dario Stefano, persona che conosco e stimo da molti anni.
L’occasione è ghiotta per parlare del Disegno di Legge sull’enoturismo con il suo primo firmatario. La mia raccomandazione è di essere fermi sul principio di conferire la regia del turismo del vino a un organo nazionale chiedendo alle regioni il recepimento dei suoi indirizzi. Sarà dura farglielo accettare ma è necessario mettere in evidenza l’inutilità, anzi il risultato dannoso di discipline regionali come quelle degli alberghi per cui i 5 stelle di Catania non hanno gli stessi standard di VeronA.

PERCHE’ REGOLARE L’ENOTURISMO

Donatella-Cinelli-Colombini-Marketing-delle-cantine-aperte

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Ma andiamo a vedere i vantaggi che la legge dovrebbe creare in un comparto potenzialmente strategico per il turismo italiano. Si perché l’enogastronomia è la seconda motivazione di viaggio verso l’Italia e la cosa più apprezzata dai turisti di ritorno dal nostro Paese. La visita dei luoghi di produzione del vino è la parte più suggestiva della proposta enoturistica e la Francia, prima destinazione mondiale, ci sta costruendo una manovre di comunicazione e di incoming senza precedenti.

STANDARD MINIMI DELLE CANTINE
La nuova legge italiana sull’enoturismo dovrebbe instaurare standard minimi per chi vuole effettuare attività di intrattenimento, somministrazione e vendita di artigianato locale in regime agricolo. Rimangono escluse dei vantaggi fiscali previsti dalla legge, le cantine industriali che devono avvalersi di licenze commerciali. Gli standard minimi riguarderanno

MTV-Puglia-vini-dei-soci

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gli orari di apertura al pubblico, le attività di degustazione e animazione, i bagni a uso pubblico e per disabili, la presenza di personale formato … oltre alle norme fiscali e sanitarie per il punto vendita e l’assaggio.

VANTAGGI PER LE CANTINE
Ecco che la creazione di standard minimi per le cantine aperte al pubblico determina una divisione fra le oltre 20.000 aziende che attualmente accolgono visitatori e individua un’elite capace di offrire ai visitatori una corretta

Beppe-Schino-di-PerBacco-Bari-con-il-suo-polipo-croccante

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esperienza del vino. Sono queste cantine -e fra esse comprendo anche quelle industriali come la Cantine Antinori nel Chianti Classico oppure quella Florio a Marsala- che avranno diritto a cartelli stradali esentasse e confluiranno nel data base di offerta nazionale cioè in un portale del turismo del vino diviso per territori e per tipologie (valorizzare le differenze è alla base del successo) su cui costruire comunicazione web, promo commercializzazione – on line e non solo – e persino accordi con compagnie aeree, società di trasporto, di noleggio auto, tour operator ….. Sogno troppo? Io non credo, se la Francia ci riesce perché non dovremmo riuscirci noi? Anzi ho già pensato al nome www.visititalywine.it
La mia visita al Movimento del turismo del vino Puglia si è conclusa con due torte per i 18 anni del l’associazione, la seconda delle quali nel ristorante PerBacco tempio della gastronomia più tipica e più attentamente selezionata. Bari è proprio una città che fa innamorare



                                                                       
Cinelli Colombini
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