L’ENOTURISMO CRESCE ENORMEMENTE NEI TERRITORI DEL VINO UNESCO
IL CASO PROSECCO È EMBLEMATICO MA ANCHE LE LANGHE E LA VAL D’ORCIA SEGNANO CRESCITE A DOPPIA CIFRA NEI FLUSSI ENOTURISTICI PERCHÉ IL VINO DA SOLO NON CREA FLUSSI

territori UNESCO e grandi vini un’accoppiata che fa crescre l’enoturismo
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
L’accoppiata grande vino – territorio Unesco imprime un’accelerazione all’enoturismo ecco che, fra il 2019 e il 2024 Montalcino ha segnato un +39% e tutta la Toscana +6,7% il Barolo + 17.6% e il Piemonte nel suo complesso +3,4%, la zona di Conegliano Valdobbiadene + 26,5% e il totale Veneto +8,6%.
Tre territori Unesco del vino segnano un progresso impressionante rispetto alla loro regione di appartenenza vista nel suo insieme. Non può essere un caso, a me sembra indicare che la somma delle attrattive produce un totale maggiore di quello aritmetico. L’accelerazione che gli economisti chiamano effetto moltiplicatore.
IL SISTEMA PROSECCO MOLTIPLICATORE DI SVILUPPO E RICCHEZZA
Al recente congresso Assoenologi n° 79 a Conegliano il focus sull’enoturismo ha riguardato il “sistema Prosecco”.
Il concetto portante è stato l’ospitalità che trasforma il visitatore in ambasciatore del brand -territorio nel proprio luogo di origine.
Tutto parte dal 2009 quando l’allora Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia istituì la Doc Prosecco e ribattezzò l’uva con il nome di Glera per tutelare il territorio di produzione italiano che diventò quindi il solo a produrre il vino Prosecco. Poi nel 2019 è arrivato il riconoscimento UNESCO e a quel punto l’enoturismo è cresciuto enormemente: dalle 250.000 presenze del 2019 alle 570.000 del 2025, con un forte investimento dell’ospitalità diffusa (strutture +45%), un aumento dei posti letto (+35%) e una crescita del fatturato turistico oltre il 21%.
Più della metà dei turisti rimane almeno 3 giorni e visita più di 3 cantine.





