I CONSUMATORI NELL’ERA DEL CAOS (2)

I CONSUMATORI NELL’ERA DEL CAOS IL RAPPORTO COOP 2025

I CONSUMATORI NELL’ERA DEL CAOS (2)

LA STAGIONE DEL DECONSUMISMO. I MODELLI DI CONSUMO DELLA FINE DEL NOVECENTO CHE SOMMAVANO BISOGNI REALI, OSTENTAZIONE E RICONOSCIBILITÀ SOCIALE NON FUNZIONANO PIÙ

I CONSUMATORI NELL’ERA DEL CAOS IL RAPPORTO COOP 2025

I CONSUMATORI NELL’ERA DEL CAOS
IL RAPPORTO COOP 2025

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il Rapporto Coop 2025 curato da Albino Russo spiega i motivi e gli effetti del de-consumismo che caratterizza la nostra epoca. Cresce la ricerca del risparmio e di prodotti durevoli, il riciclo, con meno status e più utilità. In Italia, negli anni recenti la crescita dei salati non ha coperto la perdita del potere d’acquisto derivante dall’inflazione ma non si è comunque trasformata in consumi.

IL CAOS E L’INCERTEZZA DETERMINANO SENTIMENTI E CONSUMI

<<In un mondo che cambia vorticosamente, in uno scenario percepito come preoccupante e pericoloso, gli italiani assegnano al cibo una nuova e più intensa centralità>>. Nel cibo si incarna l’aspirazione a una nuova qualità della vita: energia, forma fisica, longevità.. Da qui l’aumento degli alimenti freschi, la scelta di preparazioni più semplici e più identitarie, la riduzione dei pasti fuori casa. “Meno ma meglio” da un’economia del possesso a un’economia dell’uso. 16 milioni di Italiani adottano, nel 2026 un regime alimentare consapevole mentre cresce una cultura della moderazione.
Il biologico non è più una nicchia ma si afferma come uno stile di vita.
Stare lontano dagli alcolici non è più un tabù seguendo la logica “Drink different” e “Sober Curious” del britannico Ruby Warrington.
Anche nella produzione e distribuzione del cibo si assiste all’introduzione massiccia di tecnologie finalizzate all’efficientamento e un rinnovamento di processi e competenze degli addetti. La tradizione non arretra: dialoga, si reinventa, si lascia contaminare.
Cresce il bisogno di spiritualità vissuta come esperienza personale e strumento di equilibrio interiore. La religione mantiene un peso più rilevante che in altri Paesi europei con il 27% degli italiani che la considera “molto importante”. Un dato trascinato in alto da giovani, uomini e Sud. Ma intanto la frequentazione delle chiese diminuisce.
Gli italiani mettono al centro integrità e relazioni mettendo ai margini carriera e affermazione individuale.

UN PIANETA MALATO E PIENO DI VECCHI

L’aspettativa di vita sale, e le nascite diminuiscono. L’Italia è in una fase di declino strutturale con una popolazione sempre più piccola e più vecchia. A questo si aggiunge la predita di capitale umano per i 100mila laureati che sono espatriati fra ilo 2019 e il 2024.
Il baricentro del mondo si sposta ad oriente, La Cina è orai la prima potenza economica e l’India è al terzo posto ma sta crescendo. Il debito pubblico è esploso: il 235% del PIL giapponese, in Italia è il 137% e negli USA il 123% che in termini reali è una cifra molto superiore alle altre. Le famiglie detengono l’11% del debito pubblico ma sarà quello detenuto dai fondi sovrani a dettare l’agenda politica.
Amartya Sen premio Nobel dell’Economia diceva <<la diseguaglianza non riguarda solo ciò che abbiamo ma ciò che possiamo fare e diventare>>



                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.