CASATO PRIME DONNE UNA CANTINA DI BRUNELLO E NON SOLO (2)

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CASATO PRIME DONNE UNA CANTINA DI BRUNELLO E NON SOLO (2)

LE OPERE E LE DEDICHE DEL PERCORSO DELLE PRIME DONNE CHE TRASFORMANO LA VISITA IN CANTINA E IL TREKKING NEI VIGNETI IN UN’ESPERIENZA CHE ARRICCHISCE E RIGENERA

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Montalcino-Casato Prime Donne 2012 “AR

Montalcino-Casato Prime Donne 2012 “AR

2012 “ARDITA” DI MARCO PIGNATTAI

Ardita raffigura un bue chianino, a grandezza naturale, un animale storico di questa terra, dove ha lavorato tirando lo stesso aratro che l’artista ha messo dietro la scultura. Il bue è realizzato con una silhouette in acciaio a specchio che riflette la campagna circostante quasi diventandone parte. Si trova accanto al vigneto che porta lo stesso nome sulla collina che domina il Casato Prime Donne.
Nel 2005 il giovane architetto montalcinese Marco Pignattai disegnò il primo bue chianino che fu realizzato in travertino, pietra tipica del senese. L’istallazione, come solitamente avviene per la Land Art, entrò a far parte dell’ambiente naturale, divenne mutevole con il cambio delle stagioni e delle ore del giorno … si coprì di muschio e crollò al suolo distrutta dagli agenti atmosferici. Ecco che la prima Ardita è ora distesa per terra come un’ombra della sua gemella istallata al suo posto e addirittura capace di incorporarla con l’immagine.

Dedica di Maria Carmela Lanzetta sindaca di Monasterace che ha sfidato l’ndrangheta
<<I nostri occhi stupefatti dai colori del mare del paese natio e dai cipressi che veleggiano sulle armoniose onde delle colline toscane. Viaggiare nella loro prospettiva infinita e pensare alla Bellezza del Paesaggio da tutelare e alle Donne da proteggere dalla violenza quotidiana>>

Montalcino Casato Prime Donne -2013 “PUNTI DI VISTA” DI CARLOTTA, GIUDITTA E ANNIBALE PARISI

Montalcino Casato Prime Donne -2013 “PUNTI DI VISTA” DI CARLOTTA, GIUDITTA E ANNIBALE PARISI

2013 “PUNTI DI VISTA” DI CARLOTTA, GIUDITTA E ANNIBALE PARISI

“Punti di vista”2013 di Carlotta Giuditta e Annibale Parisi esemplifica la diversa visione del mondo delle donne ma è anche una riflessione sul concetto di visione: la realtà che cambia a seconda del punto di osservazione, gli oggetti che si trasformano grazie alla fantasia, le donne che sono viste in un modo diverso nel corso del tempo e loro stesse hanno del mondo una visione “di genere”. Su alcune carrette sono stati riprodotti profili femminili tratti da Léger, Picasso, Modigliani, Gauguin, Frida Kahlo, Matisse e uno nella poetica di Carlotta Parisi.
Dedica di Linda Laura Sabbadini Direttore ISTAT per prima individuò la dimensione degli abusi sulle donne in Italia <<Montalcino è un luogo di elevata civiltà italiana, culla di una tradizione millenaria di convivenza armoniosa, di quell’intesa fra l’opera dell’uomo e la natura di cui le donne sono depositarie e maestre e il vino un simbolo pacifico e festoso>>

2016 THE DOVE’S FLIGHT DI ROBERTO TURCHI

2016 THE DOVE’S FLIGHT DI ROBERTO TURCHI

2016 THE DOVE’S FLIGHT DI ROBERTO TURCHI (CON LA COLLABORAZIONE DI GIUSEPPE SANFILIPPO, TOMMASO DIRONATO E MCM SERVICE)

L’opera di Roberto Turchi, “The Dove’s Flight” è una performance di immagini digitali che trasformano la nuova tinaia in uno spazio artistico.
The Dove’s Flight” il volo della colomba è il protagonista della storia dipinta e proiettata (con la collaborazione di Giuseppe Sanfilippo, Tommaso di Donato e MCM Service) sui tini troncoconici della sala da vinificazione.
Roberto Turchi pittore, esperto di vino, oste, interior designer di assoluta e viscerale identità montalcinese si cimenta qui in qualcosa di dinamico e coinvolgente che, per 3 minuti, porta i visitatori in un mondo dove si mescolano immagini dipinte e reali, colori e suoni, emozioni e leggerezza e trasmette loro o spirito reale e autentico del borgo di Montalcino.

Dedica di Chaimaa Fatihi, Attivista per la pace
<<A tutte le Donne del mondo, che sanno farsi forza e non mollano mai di fronte alle paure, ai pregiudizi, all’odio e alla violenza. Alle madri, alle figlie, alle sorelle, nonne e zie di ogni nazione, fede e pensiero, che non temono l’incontro, la condivisione e la reciproca solidarietà femminile che le caratterizza>>

2017 DONNA CHE GUARDA DI ALESSIA BERNARDESCHI

Montalcino-Casato Prime Donne 2017 DONNA CHE GUARDA DI ALESSIA BERNARDESCHI

Montalcino-Casato Prime Donne 2017 DONNA CHE GUARDA DI ALESSIA BERNARDESCHI

L’istallazione artistica (acciaio 130 x 95 cm ) ha la forma di una cornice che si compone e si scompone giocando con chi vuol farsi un selfie davanti alle vigne di Brunello. Un rapporto attivo con il pubblico che diventa quindi coautore dell’opera e una nobilitazione, in forma artistica, degli scatti fotografici che vanno più di moda.
La cornice infatti è costituita da tre parti che si ricompongono solo stando di fronte. Raffigurano una donna che guarda lontano mentre la sua chioma fluente forma una cornice dove azzurri, gialli e bianchi giocano fra il decorativo e l’informale.

Dedica di Federica Bertocchini biologa molecolare
<<Queste parole sono dedicate a ogni singola donna che abita il nostro pianeta, e alla Toscana, questa terra di un valore inestimabile che ha deciso di celebrarle>>.

2024 MONNA VITE DI LUIGI CORBINI

Montalcino Casato Prime Donne 2024 MONNA VITE DI LUIGI CORBINI

Montalcino Casato Prime Donne 2024 MONNA VITE DI LUIGI CORBINI

Nel momento in cui ha creato questa opera Luigi Corbini era uno studente diciassettenne del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena e in questa veste ha partecipato dall’incubatore di talenti del Premio Casato Prime Donne. L’opera è dedicata alle forze generatrici di vita: la donna, la terra e la pianta della vite simboli di rinascita, di amore, di pace, di gioia e di rivincita sulla morte.
Su un fondo verde è appoggiata una parete metallica in corten con un busto femminile «un po’ come una contemporanea Venere di Willendorf», che si ripete in modo modulare. Davanti ad essa si arrampica una grossa vite centenaria in metallo specchiante disegnata in uno stile grafico medievaleggiante. Il contrasto culturale e cromatico è la cifra stilistica e, ironicamente provocatoria, di un’opera che racconta le contraddizioni centenarie fra sessualità, piacere e sacralità, rapporto con la natura e desiderio di rinascita con anche simboli cristiani come il seme di mandorla che indica la vita.
Dedica di Maria Canabal, Presidente Parabere Forum <<Come Demetra, la dea greca del raccolto, le donne sono state a lungo riconosciute e celebrate per il ruolo cruciale che svolgono in qualità di custodi della terra e della biodiversità – e per il loro indispensabile contributo al passato, al presente e al futuro dell’alimentazione. Sono le donne che nutrono il mondo>>.



                                                                       
Cinelli Colombini
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