Osvaldo Baroncelli e Giovanni Piscolla

Osvaldo Baroncelli e Giovanni Piscolla

Osvaldo Baroncelli e Giovanni Piscolla due uomini che hanno fatto la differenza nella storia del vino toscano e che commemoro con rimpianto e gratitudine

Osvaldo Baroncelli

Osvaldo Baroncelli

di Donatella Cinelli Colombini

Osvaldo Baroncelli è morto alla fine di maggio, Giovanni Piscolla ci ha lasciati oggi. Parlare di loro riempie il mio cuore di tristezza ma sento il dovere di ricordarli a voi, amici winelovers, perché queste due persone hanno fatto tanto, ma proprio tanto per il vino e l’agricoltura toscane.

OSVALDO BARONCELLI

Osvaldo Baroncelli era uno chef e ristoratore di Prato che ha innalzato il livello dell’offerta gastronomica locale con il bagaglio culturale appreso in Francia e uno spiccato gusto per il dettaglio, l’organizzazione e l’arte contemporanea. Sommelier professionista con 40 anni di militanza, nel 1998 è diventato Delegato di Prato e nel 2006 Presidente AIS della Toscana, carica che ha ricoperto fino al 2018. In quel periodo ha dato forte impulso agli eventi, alla comunicazione e alla scuola concorsi che hanno portato i Sommelier della Toscana al top in Italia.
Io lo ricordo per la sua squisita gentilezza e l’intelligenza coraggiosa dei progetti. Con lui avevo cercato di organizzare un evento sul vino a Siena per ridare alla città del Palio un ruolo di maggiore peso fra le capitali dell’enologia. Un tentativo che non ebbe successo ed è poi stato realizzato, in tempi più recenti con Wine&Siena.

GIOVANNI PISCOLLA

Con Giovanni Piscolla ho collaborato più a lungo quando lui, in qualità di dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana, lavorava con me sul progetto Strade del vino. Dobbiamo a lui se la Toscana fu pioniera in Italia nell’organizzare e regolamentare questi network di offerta territoriale legata al vino. Ricordo una serie di viaggi a Milano con interminabili riunioni all’assessorato lombardo che, per fortuna, era nella piazza della stazione. I viaggi a Roma nella sede della Regione Toscana e nell’Enoteca dell’Emilia Romagna a Dozza. Credo di avere fatto un numero di chilometri enorme insieme a Giovanni Piscolla … parlavamo di un turismo del vino, che era solo nei nostri sogni e abbiamo contribuito a farlo nascere e crescere.  Giovanni Piscolla ha fatto sviluppare l’agriturismo toscano con un’operazione che ha creato un’economia parallela nelle campagne e ha salvato dall’abbandono un patrimonio edilizio storico che stava letteralmente crollando. Ha lavorato sulla promozione del vino ma anche sui prodotti marginali, come lo zafferano  a lui tanto caro. E’ stato un pioniere coraggioso a cui tutte le denominazioni toscane devono moltissimo.

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