Prosecco rosé il vino che si vende ma non esiste

Prosecco rosé il vino che si vende ma non esiste

Il Prosecco esiste solo bianco invece molti rosati a base di Glera, compreso il Flor di Joe Bastianich, vengono chiamati Prosecco rosé
Di Donatella Cinelli Colombini

Prosecco rosè

Prosecco rosè

Il Prosecco rosé per ora non esiste ma, in attesa che il Consorzio  ne ottenga la legittimazione, viene già prodotto e venduto. La notizia è troppo divertente per essere ignorata anche se riguarda soprattutto Joe Bastianich il figlio della mia amica Lidia. Conosco Joe da quando era appena laureato e venne a Montalcino per vedere come nascevano i formaggi, i salumi, i biscotti … nei piccoli laboratori artigiani più tradizionali della Toscana. E’ simpatico, allegro, curioso, intelligente ma irrefrenabile.
Per questo vederlo coinvolto nel pasticcio del Prosecco rosè non mi sorprende più di tanto.
Il problema nasce dall’uso troppo disinvolto della parola Prosecco in sostituzione di Glera, l’uva che serve per produrlo. I due termini non sono sinonimi, o per lo meno non lo sono più dal 2009, per questo sostituirli uno all’altro crea una confusione imbarazzante.
Il vino descritto come Prosecco rosé nasce nelle cantine di diversi produttori ma il più noto è Flor. Le bottiglie hanno un elegante giglio argento e sono descritte in molti siti come The Champagne of Venice, brut rosè sparkling prodotto da Bastianich e

Joe-Bastianich

Joe-Bastianich

distribuito da “Batali-Bastianich wine & Spirit Merchants”. La parola Prosecco appare nella spiegazione dell’uvaggio in sostituzione di Glera, insieme al Pinot Noir che conferisce al vino la tinta rosata. Il blog Vinialsupermercato di Davide Bortone ce lo segnala da Ricci a Milano ristorante di Joe Bastianich e Belen Rodriguez vicino alla stazione centrale.
Oltre a Flor c’è “Motivo” Rosé Prosecco extra Dry dell’azienda Borgo Molino. Anche in questo caso il pasticcio nasce dall’uvaggio del vino descritto come Prosecco o Glera, Pinot Noir e Raboso.
Sembra un grossolano tentativo di semplificazione piuttosto che una truffa ma purtroppo potrebbe indurre in errore il consumatore facendo loro credere che esista il Prosecco rosé. << Ritengo che tante volte si tratti di un problema di ignoranza delle regole, piuttosto che di malafede>> ha detto Luca Giavi, direttore generale del Consorzio Prosecco Doc <<l’overbranding del Prosecco porta a identificare con la nostra Denominazione l’intera categoria ‘spumanti>>.
E’ vero, il successo mondiale del Prosecco -660 milioni di bottiglie- ha sicuramente dei contraccolpi negativi. E’ stato così enorme e così veloce da suscitare appetiti e comportamenti decisamente disinvolti. Faccio riferimento soprattutto ai wine bar-pub che propongono vinelli bianchi alla spina e scrivono sopra Prosecco. Questo è molto peggio del Prosecco rosé.

wine-destination

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