ROSATI UNA CATEGORIA CON TANTE DIFFERENZE
IL TERZO COLORE DEL VINO CRESCE PIANO MA CRESCE E SI DIVERSIFICA IN TANTE TONALITA’ TANTE INTERNSITA’ E TANTI CARATTERI DIVENTANDO MOLTO VERSATILE NEGLI ABBINAMENTI

Toscana-Rosato-Rosa di Tetto-Fattoria del Colle-Trequanda
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
E’ curioso notare come fra i vini rossi e i vini bianchi ci siano migliaia di tipologie diverse e questo venga considerato una ricchezza mentre nei rosati la crescita dei distinguo sia vissuto quasi come un problema, qualcosa che complica le cose e sconcerta.
Ecco che la prestigiosa rivista Falstaff inizia il suo articolo sui rosati con la frase <<Color pastello, buccia di cipolla, rosa corallo, arancio salmone, rosso mattone. La gamma dei colori del rosè è ricca di sfumature quanto i loro stili>>.
IL PREDOMINIO DEL ROSATO FRANCESE
Ovviamente il rosè più noto è quello chiaro e fruttato della Provenza con 157 milioni di bottiglie prodotte pari al 43% di tutto il rosato francese e al 6% di tutto il rosato mondiale. L’enorme successo del rosato francese nel mercato nazionale(un terzo del vino bevuto in Francia è rosa), aveva fatto sperare ad una performance simile in Italia che invece non c’è stata. Questo fa percepire come irrilevanti le percentuali di crescita che invece sono buone e soprattutto anticicliche perché mostrano un segno più in un periodo di consumi calanti per la totalità del vino e soprattutto dei rossi. I distinguo della produzione italiana sono descritti in un numero monografico del Corriere Vinicolo che vi invito a consultare

Spumante Brut Rosé Millesimato Metodo Classico di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle
I ROSATI ITALIANI
In Italia la produzione di rosato inizia dopo la seconda guerra mondiale in Puglia, nel Salento e a Castel del Monte. Altre zone forti sono l’Abruzzo con il Cerasuolo e la Lombardia soprattutto nel Metodo Classico Brut Rosè
Per TheDrinkBusiness il grande sfidante è l’Italia e forse il terreno di gioco è il Regno Unito dove le vendite di vino sono in calo mentre l’unico segmento in positivo è quello del rosato provenzale. A parere degli esperti la competizione è aperta purchè ci sia un brand disposto alla sfida e il vino sia pallido, secco e beverino come quello ottenuto da Negroamaro in Puglia.






