Spritz sotto attacco del New York Times

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Spritz sotto attacco del New York Times

La battaglia dello Spritz: il New York Times lo stronca ma il Washington Post svela che l’autrice del pezzo è la portabandiera degli aperitivi francesi

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ l’aperitivo più fotografato del mondo, basta aprire Instagram per rendersene conto. Campari lo ha rilanciato con una campagna pubblicitaria sull’Aperol, in America l’anno scorso. Da tempo ci sono favorevoli e contrari ma ora infuria la polemica innescata dall’ articolo di Rebekah Peppler sul New York Times. Il titolo è <<The Aperol Spritz Is Not a Good Drink – The popular, Instagram-friendly aperitif drinks like a Capri Sun after soccer practice on a hot day. Not in a good way>> L’Aperol Spritz non è un buon aperitivo. L’aperitivo più conosciuto e più postato su Instagram, da bere come un dopo spiaggia a Capri. Non è buono.

New York Times stronca lo Spritz a causa dei suoi ingredienti

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Una stroncatura che parte dalla storia del cocktail e dalla sostituzione degli ingredienti di qualità con autentiche “ciofeche” primi fra tutto l’Aperol, che riceve le accuse più pesanti e poi il Prosecco di basso livello al posto dello spumante. <<To build a spritz worth drinking, direct your attention first to the sparkling wine, then the aperitif bottle. In the 3:2:1 formula, sparkling wine takes up the most real estate, and most spritzes are being topped with garbage bubbles>> per preparare uno Spritz che vale la pena di bere, bisogna, prima di tutto, scegliere una buona bollicina. Nella formula 3: 2: 1, il vino sparkling è l’ingrediente principale, mentre la maggior parte degli Spritz è dominata da bollicine di immondizia.

Spritz: favorevoli e contrari anche in Italia

Letta così la stroncatura del New York Times è assolutamente condivisibile come ha ammesso anche il Gambero Rosso. Sta di fatto che l’articolo ha scatenato una bufera: 371 commenti all’articolo on line e tutta la stampa del mondo, soprattutto quella italiana che entra nella polemica.
Washington Post titola << Suddenly, everyone has an opinion on the Aperol Spritz >> all’improvviso tutto hanno un’opinione sull’Aperol Spritz. Un articolo da cui partono autentiche stilettate e scopriamo che l’opinionista del NYT Rebekah Peppler, che ha tanto criticato lo Spritz è autrice di un libro sui cocktail francesi intitolato “Apéritif”, che ha avuto la nomination per un James Beard Award.

L’articolo contro lo Spritz del NYT troppo filo francese

Una circostanza che getta un cono d’ombra sull’obiettività di giudizio della Peppler e spiega il motivo per cui, nel suo articolo invece di sostituire il Prosecco scadente con una bollicina italiana tipo Franciacorta propone un vino francese. <<When deciding on bubbles, quality prosecco is a good choice, though by no means the only one. There’s no need to dilute very good Champagne over ice, but I often opt for a pétillant naturel>> nel decidere le bolle, il prosecco (notate che Prosecco non ha l’iniziale maiuscola) di qualità è una buona scelta, anche se non è l’unica. Non c’è bisogno di diluire un ottimo Champagne (notate l’iniziale maiuscola) con il ghiaccio, ma io spesso scelgo un pétillant naturel.
Come disse Andreotti <<a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina>>.

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