NELL’ESPERIENZA DEL CIBO È MEGLIO IL VERO O IL FALSO?
UN INTERESSANTE ARTICOLO DEL GAMBEROROSSO CI INVITA A RIFLETTERE SULL’ATTRAZIONE VERSO IMMAGINI, LUOGHI, SITUAZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DAL VERO

Pastis restaurant di Stephen Starr
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne di Montalcino
Non solo perché questo tipo di immagini abbiano una resa fotografica migliore rispetto al Vero al naturale. Forse perché siamo ormai abituati alla pubblicità, oppure siamo condizionati dalle ore che trascorriamo davanti agli schermi … ma il comune gusto estetico sta decisamente virando verso immagini poco vere e molto manipolate.
E’ PIU’ BELLO IL VERO O LA VERSIONE IMMAGINARIA DEL VERO?
Fin qui niente di strano, ogni epoca ha le sue “convenzioni visive” nel romanticismo c’era una predilezione per le rovine e le scogliere durante le tempeste. Il verismo ha privilegiato le miserie umane. La fotografia, in un primo momento, è stata salutata come una garanzia di fedeltà al vero in opposizione alla pittura che è sempre stata un’interpretazione del reale e, dalla metà dell’Ottocento in poi, ha preso decisamente tutt’altre strade.

















