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NELL’ESPERIENZA DEL CIBO È MEGLIO IL VERO O IL FALSO?

UN INTERESSANTE ARTICOLO DEL GAMBEROROSSO CI INVITA A RIFLETTERE SULL’ATTRAZIONE VERSO IMMAGINI, LUOGHI, SITUAZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DAL VERO

Pastis restaurant di Stephen Starr

Pastis restaurant di Stephen Starr

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne di Montalcino 

Non solo perché questo tipo di immagini abbiano una resa fotografica migliore rispetto al Vero al naturale. Forse perché siamo ormai abituati alla pubblicità, oppure siamo condizionati dalle ore che trascorriamo davanti agli schermi … ma il comune gusto estetico sta decisamente virando verso immagini poco vere e molto manipolate.

E’ PIU’ BELLO IL VERO O LA VERSIONE IMMAGINARIA DEL VERO?

Fin qui niente di strano, ogni epoca ha le sue “convenzioni visive” nel romanticismo c’era una predilezione per le rovine e le scogliere durante le tempeste. Il verismo ha privilegiato le miserie umane. La fotografia, in un primo momento, è stata salutata come una garanzia di fedeltà al vero in opposizione alla pittura che è sempre stata un’interpretazione del reale e, dalla metà dell’Ottocento in poi, ha preso decisamente tutt’altre strade.

ITALIA PARCO GIOCHI DEL CIBO

IL NEW YORK TIME PUNTA IL DITO SUI CENTRI STORICI ITALIANI TRASFORMATI IN MANGIFICI PER IL TURISMO DI MASSA. LA FOODIFICATION UCCIDE BOTTEGHE STORICHE E ARTIGIANI

Foodification New York Times denuncia la trasformazione dell'Italia in un luna park del cibo

Foodification New York Times denuncia la trasformazione dell’Italia in un luna park del cibo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il turismo enogastronomico da opportunità si trasforma in killer che uccide l’anima dei luoghi perché banalizza, falsifica, si espande sulle strade e le piazze cancellando la loro bellezza. Una situazione che è sotto gli occhi di tutti, una situazione visibile in tutta la nazione. L’overtourism quest’anno è cresciuto come un’onda sospinta dall’aumento dei numeri e il calo della spesa con un visibile aumento del mordi e fuggi che ha colonizzato le città d’arte senza portare benefici economici.

FOODIFIACTION IL DEGRADO TURISTICO A TAVOLA

Tutti lo vedono e sanno che la vita dei residenti è sempre più difficile proprio a causa del turismo di massa e degli affitti brevi che hanno fatto salire i prezzi delle locazioni fuori portata per studenti, giovani coppie e persone a basso reddito. Eppure anche il tentativo di contrastare il mercato degli affitti turistici con la leva fiscale è stato fortemente contrastato dal Ministro Salvini. E intanto i centri storici si svuotano dei residenti. <<Roma, per esempio, ha perso più di un quarto dei suoi residenti e i centri di Venezia e Firenze si sono spopolati ancora più rapidamente>> scrive il GamberoRosso.
Ma c’è voluto un articolo del New York times  scritto da Emma Budola e Motoko Rich perché il grido di allarme cominciasse a diventare un coro di voci arrabbiate. “L’Italia è ormai un grande parco giochi del cibo” la foodification dei centri storici dove si mangiano pizze surgelate, Prosecco di bassa qualità, pasta precotta …. Cibi dal sapore cattivo, senza identità e legame con le tradizioni locali,  ma dall’aspetto instagrammabile.

OMEGA MART SEMBRA UN SUPERMERCATO MA E’ UN’OPERA D’ARTE

OMEGA MART A LAS VEGAS, REGNO DEL GIOCO D’AZZARDO, È UN LUOGO IMMERSIVO A METÀ FRA IL REALE E L’IMMAGINARIO DOVE COSE APPARENTEMENTE NORMALI SI DEFORMANO E CAMBIANO

l'immaginario al posto del reale Omega Mart

l’immaginario al posto del reale Omega Mart

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Siete mai entrati in un “non luogo” come un ospedale, una grande sala d’aspetto, un parcheggio sotterraneo …. quando sono vuoti? Fanno sentire a disagio e spaventano perché sono innaturali e senza gli esseri umani c’è una sorta di eco che sembra minaccioso e quasi un’assenza d’aria. Sono i così detti “spazi liminali” che hanno qualcosa familiare e allo stesso tempo estraneo. Luoghi o momenti sospesi fra realtà e immaginario che evocano sentimenti di nostalgia, desolazione. Nell’universo digitale, gli spazi liminali hanno assunto un significato particolare e si caratterizzando con immagini di bellezza inquietante. Di questa estetica fanno parte le Backrooms un fenomeno internet diffusosi circa cinque anni fa che propone luoghi surreali immensi e labirintici come una sequenza infinita di stanze vuote, un percorso lungo muri gialli che non finiscono mai …. Si tratta sempre di situazioni claustrofobiche e angoscianti di cui esiste anche una versione horror chiamata Creepypasta.

OMEGA MART E IL SUPERMERCATO SI TRASFORMA IN MODO IRONICO E IRREALE

La ricerca artistica su questo punto di confine fra il reale e l’immaginario ha una sua espressione in dimensioni reali e enormi a Las Vegas dove è stato costruito un finto supermercato che in realtà è un’opera d’arte gigante. Porta i visitatori in un ambiente surreale che sembra familiare ma in realtà è deformato. Gli artisti cercano di ottenere un effetto di spaesamento che suscita una riflessione sul consumismo e il rapporto con i non luoghi.

IL PIACERE DI BERE DIPENDE ANCHE DAL BICCHIERE

LA DIMENSIONE E LA FORMA DEL BICCHIERE INFLUENZANO I CONSUMI: I CALICI GRANDI SPINGONO A BERE DI PIÙ, LE FORME DRITTE RALLENTANO LA BEVUTA E DANNO MENO PIACERE

La dimensione e la forma dei bicchieri influenza la quantità, la velocità e il piacere del consumo

La dimensione e la forma dei bicchieri influenza la quantità, la velocità e il piacere del consumo

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Sappiamo da tempo che la dimensione del bicchiere influenza la percezione della quantità  del vino bevuto. Per questo i grandi ballon sono stati spesso accusati di spingere i consumatori oltre la moderazione salutare.

I GRANDI CALICI FANNO CRESCERE I CONSUMI

Uno studio dell’Università di Cambridge del 2020 riguardava appunto gli effetti della dimensione dei calici sui consumi e dava esiti chiari. L’analisi coinvolse 217 famiglie britanniche per un periodo di 4 settimane. Usando bicchieri da 290 millilitri anziché quelli da 350 millilitri, il consumo di vino calava del 6,5%. Evidentemente riducendo il volume delle coppe le persone avevano la percezione è di bere la stessa quantità mentre invece consumavano di meno. La prova inversa, condotta in bar e ristoranti, ancora in Inghilterra, dava una conferma esplicita: servire vino in bicchieri da 370 ml invece che in quelli tradizionali da 300 ml aumentava le vendite di circa il 7–10%.

UN SUGGERIMENTO CONTRO LA CRISI DEL VINO

DAL PRAGMATISMO DI FRESCOBALDI AGLI ATTACCHI AI RISTORATORI DI CENTINAIO FINO AL SUGGERIMENTO DI UNA CAMPAGNA TELEVISIVA SULLA DIETA MEDITERRANEA CON IL VINO

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Come sempre il pragmatismo di Lamberto Frescobaldi apre la mente. Lo ha fatto quando ha avvertito che un’eventuale politica di espianti dei vigneti sarebbe stata efficace solo se circoscritta a vigneti molto produttivi e poco qualitativi. Non a quelli qualitativi a basse rese delle colline.
Così come ora è assolutamente condivisibile il suo monito a <<guardare ai consumi finali, non alle spedizioni>> facendo riferimento all’inopportuno trionfalismo di chi si è ventato dei successi dell’export 2024 senza considerare che erano ingenerati dalla paura dei dazi USA. Bravo Lamberto, coraggioso e chiaro.

CALANO LE VENDITE, I PREZZI DEI VINI E I PREZZI DEI VIGNETI IN FRANCIA

La situazione del vino è grave. Quello che è successo a Bordeaux con il calo dei prezzi dei vini, l’espianto di migliaia di ettari e il crollo del valore dei vigneti (-18,4% di media a Bordeaux e meno 1,1% in tutti i vigneti francesi) è solo la punta dell’iceberg. L’ondata di crisi arriva o arriverà presto su tutte le cantine del mondo.

COME OVER OCTOBER CONTRO LE CAMPAGNE ANTI ALCOL

COMINCIANO LE REAZIONI AL NEO PROIBIZIONISMO CHE SI ESPRIME IN NORME GOVERNATIVE O IL SOBER OCTOBER. PER ESEMPIO COME OVER OCTOBER CIOE’ BEVI IN COMPAGNIA

DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

La cosa che colpisce è l’apparente incapacità di imparare dai propri errori. Il proibizionismo, dal 1920 al 1933, aveva per scopo la moralizzazione della società e l’aumento della capacità produttiva. La teoria dei fondamentalisti era che, arrestando chi beveva, ci sarebbero state meno vittime dell’alcol e dei crimini correlati. Il risultato fu l’esatto opposto: il consumo di alcolici continuò ma i prezzi aumentarono di dieci volte. Al Capone, fu il più importante boss del traffico di alcolici e la criminalità arrivò a livelli mai visti prima con sparatorie per le strade. La polizia fu sistematicamente corrotta dai miliardi di dollari generati dal mercato nero degli alcolici. Nel 1920, a New York erano presenti 32 mila Speak-easy, contro i soli 15 mila bar legittimi di prima della proibizione.

PREZZI DEI VIGNETI ITALIANI 2024

VIGNETI ITALIANI SEMPRE PIU’ CARI SPECIALMENTE NEL BAROLO: 2 MILIONI DI EURO ALL’ETTARO, UNO PER BRUNELLO E BOLGHERI E POCO MENO PER IL LAGO DI CALDARO

Casato Prime Donne vigneto Ardita

Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne vigneto Ardita

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Sorprendentemente il prezzo dei vigneti italiani continua a crescere mentre la Francia inizia a spiantare 30.000 ettari di vigna come richiesto a gran voce dai vignaioli di Bordeaux.
Sorprendono anche le nuove acquisizioni di cantine che sono passate di mano in numero notevole e a cifre nettamente superiori al loro possibile reddito. Alla luce di consumi e mercato del vino in fase calante, nell’intero pianeta, c’è da chiedersi ma come mai? Forse la liquidità finanziaria è talmente enorme da spingere grandi investitori a fare speculazioni a lungo termine contando sulla dimensione ridotta delle denominazioni più blasonate e della loro volontà di non espandere la superficie dei vigneti.

IL BLOGGER WESTFALL, I GIOVANI E IL VINO

IL VINO È TROPPO CARO, TROPPO PALUDATO DAL LUSSO, CANTINE POCO ACCOGLIENTI, MARKETING ORIENTATO SU CONSUMATORI VECCHI E DIFFUSO CON CANALI VECCHI

i giovani si allontano dal vino perchè è caro , cantine mentre comunicazione non si rivolgono ai giovani

i giovani si allontano dal vino perchè è caro , cantine mentre comunicazione non si rivolgono ai giovani

di #donatellacinellicolombini, #winedestination

La frase che mi colpisce di più riguarda le cantine e il turismo del vino che respinge i giovani. <<Non ci sentiamo benvenuti>>. Secondo Nate Westfall, il mondo del vino è diventato <<È uno sfortunato sottoprodotto del posizionamento di mercato progettato per proiettare il lusso e attirare ricchezza>>.
Un ambito rivolto ai clienti ricchi che guardano dall’alto in basso chi non ha un conto in banca con almeno cinque zeri. Un modo in cui i giovani si sentono a disagio.

IL BLOGGER NATE WESTFALL BEVITORE PENTITO

Come dare torto a Nate Westfall  blogger statunitense millennial? Per anni il vino ha seguito la scia del leader massimo del lusso LVMH cercando l’apparenza lussuosa per nobiliare anche vini che, in realtà, venivano venduti soprattutto al supermercato….

LE ETICHETTE CONCETTUALI NON FANNO VENDERE IL VINO

L’ETICHETTA CHE FA USCIRE IL VINO DALLO SCAFFALE È SEMPLICE E CONCENTRATA SULL’ASSE VERTICALE. L’85% DEI CONSUMATORI COMPRA D’ISTINTO IN BASE AL PACKAGING

 

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Di Donatella Cinelli Cinelli, #winedestination 

I vini sono tantissimi. Ormai nel mondo circolano oltre 3 milioni di etichette diverse provenienti da oltre 250.000 cantine. Anche l’esperto più esperto fatica a orizzontarsi.
E’ già molto complicato in Italia, dove gli scaffali sono dominati dalle bottiglie nazionali, ma pensate agli USA o alla Gran Bretagna dove ci sono etichette di tutto il mondo. Il consumatore non riesce a ricordarsi nomi, cantine, denominazioni, regioni ….. salvo pochi nomi molto noti. Infatti un sondaggio organizzato da Vivino nel 2023 su 1800 clienti rivelò che l’85% aveva scelto in base al packaging.
Per questo è determinante progettare le etichette in modo che il consumatore le veda e, dopo che ha bevuto il vino con soddisfazione, lo ricordi e lo ricompri.

IL RICATTO DIGITALE ATTRAVERSO I PORTALI DELLE RECENSIONI

IL RACKET DELLE RECENSIONI COLPISCE SOPRATTUTTO GLI ALBERGHI: PAGHI 5.000 € O TI MANDO 1000 RECENSIONI FALSE

False recensioni di hotel e ristoranti costruite nelle farm di fake news

False recensioni di hotel e ristoranti costruite nelle farm di fake news

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

Nel febbraio scorso la notizia era uscita sul mensile GamberoRosso ma sembrava un fenomeno circoscritto su cui la procura stava già intervenendo. Un ottimismo sostenuto dal recepimento, avvenuto il 7 marzo 2023 da parte del Parlamento italiano, della direttiva europea Omnibus che rafforza la protezione dei consumatori contro le fake news in ambito commerciale.
Purtroppo, anche le nuove norme, che impongono ai portali di recensioni, un maggior controllo sulla fonte dei messaggi, non bastano a fermare la pirateria informatica.

GAMBERO ROSSO PUBBLICA LE NOTIZIE DEL RICATTO AL RISTORATORE COLAO A FEBBRAIO

Il caso raccontato dal Gambero Rosso riguarda Vincenzo Colao, titolare del ristorante Ripa12 di Roma, che ha denunciato le minacce ricevute per non aver accettato la proposta di un “promotore professionale di recensioni Google” del Bangladesh.

PER LA TOSCANA E’ IL MOMENTO DI RISCOPRIRE I SUOI BIANCHI?

LA VERNACCIA, REGINA RIBELLE, POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE MA CI SONO ANCHE IL VERMENTINO E L’ANSONICA SULLA COSTA. LA TOSCANA DEVE VALORIZZARE I SUOI BIANCHI

Bottiglie di Vernaccia di San Gimignano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Cominciamo con qualche dato di scenario. Nel mondo vengono consumati 220 milioni di ettolitri di vino ma il consumo continua a scendere. La produzione di vino mondiale è di circa 250 milioni di ettolitri per cui, ogni anno, si forma una quota di invenduto che aumenta le giacenze nelle cantine.
Una situazione sfavorevole che permane da anni e che la Toscana aveva contrastato bene puntando sui vini DOP e sull’internazionalizzazione (Buy wine) delle piccole aziende imbottigliatrici. Queste imprese, in Toscana, sono circa 5.000 per cui la regione risulta quella con la maggiore polverizzazione produttiva.
Ma c’è un altro problema.
La quota di vini bianchi nella produzione mondiale è passata dal 47,7% (anni 2014-17) al 49,5% degli ultimi 3 anni. Un’evoluzione che coincide con la maggiore richiesta di vini bianchi del mercato. Negli ultimi dieci anni, nel Nostro Paese, il consumo di vini bianchi è passato dal 47 al 59% del totale. Intanto, dal 2018 in poi, l’export dei vini rossi, salvo il rimbalzo post covid, dal 2018, era in seria difficoltà.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 10

ALCUNE INIZIATIVE HANNO AVUTO UN IMPATTO RILEVANTISSIMO SULLA STORIA DEL VINO ITALIANO: FORMAZIONE, STAMPA SPECIALIZZATA, GUIDE, FIERE E SOMMELIER

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-Presidente-Onorario-Antonio-Calò

Questo gruppo di 5 innovatori riunisce in forma molto, molto, molto riassunta delle iniziative che hanno determinato radicali cambiamenti nel modo di produrre, commercializzare, consumare il vino italiano. Nell’insieme mostrano un processo virtuoso verso l’innalzamento qualitativo e il passaggio dalla vendita del vino sfuso alla commercializzazione di bottiglia con il proprio marchio. Un processo che ha fatto crescere produttori e consumatori e che ha avuto un’accelerata alla fine del Novecento con il fiorire di nuove iniziative per poi consolidarsi nella forma attuale.
Con il post numero 10 di questa serie siamo arrivati a 50 profili. Per andare avanti ho bisogno delle vostre idee e dei vostri suggerimenti e li aspetto a donatella@cinellicolombini.it.
Mi scuso per tutti quelli che avrebbero meritato di essere citati e invece non sono ricordati in questo testo ma non potevo allungare oltre questa scheda che è già molto prolissa.

LA FORMAZIONE

La formazione ha giocato un ruolo determinante nella qualificazione del vino italiano partendo dalle scuole enologiche di Conegliano (1876), Avellino (1879) e Alba (1881), con a fianco le associazioni enofile e le cattedre ambulanti.
Un’offerta formativa che si è propagata in tutta Italia, nel corso del Novecento, allungandosi poi nelle università.

LA VITA E’ UNA COMBINAZIONE DI PASTA E MAGIA

PASTA CHE PASSIONE! UN MINILIBRO DI CARLO OTTAVIANO PER SCOPRIRE CURIOSITA’, NOTIZIE E FAKE NEWS SULLA PASTA IN UNA STORIA DI QUASI MILLE ANNI

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle-

pinci_al_sugo_di_nana_Fattoria_del_colle-

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

“La vita è una combinazione di pasta e magia” con queste parole di Federico Fellini inizia l’opuscolo di Carlo Ottaviano “Parole di pasta” edizione fuori commercio riservata agli amici. A me è arrivato per Natale e questo è un ringraziamento tardivo per un dono graditissimo.

 

ORIGINE DELLA PASTA NON IN CINA MA PROBABILMENTE IN AFRICA SETTENTRIONALE

Un librino tanto piccolo quanto prezioso perché fa scoprire cose che quasi nessuno conosce e che sono invece intriganti e affascinanti. Ma dall’ex direttore del Gambero Rosso, non ci aspettavamo di meno!

                                                                       
Cinelli Colombini
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