Torneranno le guerre di religione?

Chianciano -convegno del Circolo Verso l'Europa

Torneranno le guerre di religione?

Dopo il ferimento della studentessa  Malala e il Premio Nobel per la Pace  all’Unione Europea l’ex Ministro Gerardo Bianco parla dello scontro religioso

Chianciano -convegno del Circolo Verso l'Europa

Chianciano -convegno del Circolo Verso l'Europa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’ex Ministro Gerardo Bianco, il Professor Paolo Nepi dell’Università di Roma e l’Ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti  sono a Chianciano su invito di Donato Palarchi del Circolo Verso l’Europa, per parlare di un tema caldo: la religione e la pace. Nepi offre una lettura più tecnica descrivendo i caratteri dell’attuale società secolarizzata dove la religione è relegata alla sfera privata staccandola dallo Stato laico.  Tuttavia, proprio la religione può dare compimento al principio di fratellanza che, fra quelli della rivoluzione francese “liberté, égalité,fraternité” fraternité” appare l’unico realmente disatteso. E’ infatti considerano gli uomini tutti figli di Dio, cioè fratelli,  che è possibile diffondere il concetto di fratellanza universale.

La relazione di Gerardo Bianco è incardinata su tre temi. <<Il primo è la primavera araba, iniziata il  17 dicembre 2010 quando

Gerardo Bianco - Chianciano

Gerardo Bianco - Chianciano

un  verduraio ambulante tunisino si dette fuoco, innescando la rivolta contro i poteri totalitari in Egitto, Libia, Siria … un movimento che ha poi perso il confronto elettorale con i Fratelli mussulmani per cui esiste un reale pericolo di presa del potere da parte dell’integralismo religioso nella costa meridionale del Mediterraneo>>.

Donato Palarchi

Donato Palarchi

Altro aspetto, che l’ex ministro invita ad osservare con attenzione, è l’atteggiamento delle donne arabe, specialmente di quelle che hanno studiato all’estro e sono portatrici di nuovi valori come la parità di diritti civili. Ultimo elemento di riflessione è il ruolo di internet come propagatore di libertà. La diffusione dei valori è infatti l’unico modo per esportare la democrazia e soprattutto per salvaguardarla dalle devianze.

Tutte queste riflessioni per affermare che lo scontro fra l’Islam e l’Occidente non è inevitabile se, come ha fatto Giovanni Paolo II, gli uomini di religioni diverse imparano a stare insieme per pregare.