VALORITALIA ANALISI E PROSPETTIVE PER IL VINO ITALIANO

Valoritalia-i numeri della criwsi del vino italiano

VALORITALIA ANALISI E PROSPETTIVE PER IL VINO ITALIANO

BENE I VINI BIANCHI, IN LEGGERA CRESCITA GLI SPUMANTI MENTRE I ROSSI PERDONO IL 13%. NELLE CANTINE IL VINO INVENDUTO SALE DEL 15%. IL 2026 INIZIA MALISSIMO

Valoritalia-i numeri della criwsi del vino italiano

Valoritalia-i numeri della criwsi del vino italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Come sempre la capacità diagnostica di Giuseppe Liberatore direttore generale di Valoritalia, permette di capire i problemi meglio di tante statistiche e la sua intervista a WineNews è una sintesi esemplare del problema: 2025 difficile soprattutto per gli IGT (-11%).

NEL 2026 BENE SPUMANTI E BIANCHI MALE I ROSSI

Primi 5 mesi 2026 con un – 5% nei volumi di vino italiano da considerare critico ma ancora gestibile. Preoccupa maggiormente il + 15% nelle giacenze. Tutte le tipologie di vino hanno un segno meno: IGT, Doc e DOCG ma evidentemente soffrono di più le denominazioni piccole e meno strutturate.

Le difficoltà di mercato non riguardano le bollicine che continuano a crescere (+1,7%), insieme ai banchi (+6,3%), mentre i rossi hanno registrato una contrazione superiore al 13%. I dati di Valoritalia sono particolarmente importanti perché questo ente certificatore controlla il 60% del vino con denominazione prodotto in Italia e pressoché tutte le denominazioni più grandi (219).

LE PRIME 40 CANTINE SUPERANO IL 55% DEL VINO CERTIFICATO MA IL 75% DELLE CANTINE ITALIANE E’ PICCOLA

Va sottolineato che esiste, seppure in maniera minore di altre nazioni una certa concentrazione produttiva: le prime 15 denominazioni rappresentano l’81% dei volumi certificati. Se guardiamo le imprese: le prime 40 superano il 55% del totale certificato.
Tuttavia l’Italia rimane il Paese della frammentazione produttiva con oltre il 75% delle cantine che imbottiglia meno di 500 ettolitri all’anno. Una situazione che certo non agevola il contrasto alla crisi commerciale. Per questo Liantonio Presidente di Valoritalia ha parlato di un doppio binario per uscire dalla crisi << rendere più competitiva la filiera con politiche meglio attrezzate>> per rispondere ai << bisogni di imprese e territori; dall’altro, dobbiamo trovare le giuste modalità per riequilibrare la ripartizione dei margini economici, soprattutto lungo la catena distributiva, e affrontare con coraggio il tema della sovracapacità produttiva>>.  In altre parole il sostegno alle imprese deve mirare a potenziare il loro accesso al mercato e dall’altro lato impedire che i vignaioli paghino il prezzo più alto della crisi.

L’IMPORTANZA DELLA SOSTENIBILITA’ PER I CONSUMATORI

Uno degli elementi su cui puntare potrebbe essere la sostenibilità che secondo lo studio Nomisma Wine Monitor “Scenario di mercato e ruolo della sostenibilità per la crescita del vino italiano” presentato da Denis Pantini, ha un valore sempre più importante agli occhi dei consumatori. Contano sia la riduzione degli agrofarmaci che la riduzione degli scarti, la sicurezza sul lavoro, la tutela della natura anche in termini di paesaggio e di biodiversità. Comportamenti virtuosi che hanno bisogno di una certificazione per essere riconosciuti dal mercato come la certificazione Equalitas che poggia su 3 pilastri: l’approccio di filiera, il rigore scientifico e l’affidabilità internazionale. Circa 500 aziende sono già certificate e oltre 300 sono in fase di certificazione, per un totale che rappresenta circa il 20% della produzione vinicola italiana.



                                                                       
Cinelli Colombini
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