L’IMPORTANZA DI REGISTRARE I VISITATORI DELLA CANTINA (1)
E’ IMPORTANTE PERCHÉ VENDERE IL VINO AI TURISTI, UNA SOLA VOLTA, DOPO LA VISITA È POCO. L’ENOTURISTA DEVE DIVENTARE UN CLIENTE AFFEZIONATO CHE RICOMPRA E TORNA
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Toscana-Montalcino-CasatoPrimeDonne- Accoglienza turistica in cantina
Riuscirci è facile. Molto facile.
Il punto chiave è accogliere il visitatore con calore. Paul Wagner dice <<il turista non si ricorderà quello che gli direte ma si ricorderà come lo fate sentire>> ed è vero. Tutti gli esperti concordano sul fatto che le emozioni vengono ricordate molto più a lungo delle informazioni.
IL TURISTA NON RICORDERA’ QUELLO CHE GLI DITE MA COME LO FATE SENTIRE
Quindi un benvenuto caloroso e sincero (non quello del personale alberghiero che recita un copione) è la metà del successo. Quando il visitatore si sente atteso e considerato un ospite speciale si rilassa e gode l’esperienza che avete preparato per lui.
Il secondo trucchetto è capire i suoi interessi e adeguarsi. Se apprezza il racconto delle storie familiari puntare su quelle, se è un ingegnere forse apprezzerà che gli parliate di come avete risolto i problemi tecnici, se invece è una fanatica della cucina buttatevi sugli abbinamenti dei vostri vini col cibo. Le cose che il turista sente, vede e assaggia devono orientarlo nella scelta dei vostri vini e fargli scoprire i valori che li animano ma soprattutto enfatizzare i valori che anche lui condivide. Non è difficile basta stare attenti a quello che dice e come si nuove il visitatore.
FAR ENTRARE IL VISITATORE NEL NOSTRO MONDO
Infine, il colpo di grazia: il turista ha comprato 1000€ di vino e voi lo invitate a mangiare un piatto di spaghetti in casa. Magari il bagno è in disordine e il salotto è pieno dei giocattoli dei vostri figli …. ma un invito del genere instaura un legame profondissimo con il visitatore. E’ la vera esperienza italiana che sognava. Lo so, non è sempre possibile, ma spero di aver trasmesso il concetto che la socialità, il calore, la capacità di far entrare i turisti nel proprio mondo e trasformarli in “quasi amici”, è la chiave del successo.
LE CANTINE ITALIANE HANNO MEDIAMENTE 1000 CONTATTI CIASCUNA
Lo strumento che serve per andare avanti è la mail del nostro turista e la sua firma sulla liberatoria per la privacy. Una firma che può essere fatta online oppure su un documento cartaceo ma richiede un testo e una procedura che, almeno nella mia azienda, ha predisposto un consulente specializzato. Tutto facile ma serve chi da indicazioni aggiornate e precise.
Io mi soffermerò su come vanno usate queste mail che sono il vero tallone d’Achille dell’enoturismo italiano. In media le cantine turistiche del nostro Paese hanno 1000 contatti ciascuna secondo i dati raccolti da CESEO – Centro Sudi Enoturistici e Oleoturistici nelle sue indagini 2024 e 2025 sulle cantine del Movimento del Turismo del Vino. Pensate che solo il 42% delle cantine ha una mailing list e solo il 33% manda almeno 3 messaggi ai propri clienti.





