VIGNA DELLE MIE BRAME: QUAL È LA MIGLIORE DEL REAME?
“THE WEALTH REPORT” 2026 DELL’AGENZIA DI REAL ESTATE “KNIGHT FRANK” METTE IN FILA I VIGNETI PIÙ DESIDERATI DAGLI INVESTITORI MONDIALI E ALCUNI SONO ITALIANI

“The Wealth Report” 2026 di Knight Frank- investimento in vigneti
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Il cambiamento climatico e il successo di alcune tipologie come il tramonto di altre muovono il marcato degli investimenti in vigneti.
“The Wealth Report” 2026 di Knight Frank, la grandissima agenzia immobiliare con una sezione International Vineyards specializzata nella compravendita di tenute con cantina, rivela come i vigneti mantengano il loro fascino nei confronti di chi possiede grandi patrimoni e vuole differenziere gli asset. Chiaramente conta il successo del vino ma anche la possibilità di comprare qualcosa di bello e in quantità limitata.
LE REGIONI DEL VINO PIU’ DESIDERATE DAGLI INVESTITORI
In questo senso le maggiori denominazioni italiane sembrano perfette e infatti piacciono agli investitori: Alto Adige, Friuli, Chianti Classico, Montalcino, Bolgheri, Barolo e Barbaresco. Molto appetibili gli storici vigneti francesi ma anche Willamette Valley in Oregon o Mendoza in Argentina e persino il Regno Unito nuovo territorio cult delle bollicine.
Regioni da tenere d’occhio: produzioni di alta qualità
• Francia – Champagne, Borgogna, Bordeaux
• Stati Uniti – Napa Valley (California), Willamette Valley (Oregon)
• Italia – Piemonte (Barolo/Barbaresco), Montalcino, Bolgheri
• Australia – Barossa Valley, Eden Valley
I vigneti continuano ad attrarre investitori anche se le richieste sono meno numerose di qualche anno fa. Sono richiesti soprattutto vigneti che producono vini corrispondenti al nuovo gusto dei consumatori. Zone circoscritte, dove la popolazione ha una forte cultura enologica, ci sono flussi enoturistici, si producono vini di alta qualità, identità e artigianalità. Ovviamente il cambiamento climatico permette di scoprire nuove zone dove la forbice fra il prezzo di acquisto e quello di vendita, dopo alcuni anni, promette di essere davvero elevata.
Il trend è cambiato rispetto a qualche anno fa. Il prestigio del vino conta ma non basta, posizionamento del marchio ed enoturismo convivono, le zone di produzione sono ormai anche destinazioni turistiche capaci di generare valore.
Di contro il progetto di investimento cambia anche se permane il punto chiave della diversificazione rispetto agli investimenti tradizionali. C’è il vino ma anche il turismo e lo stile di vita mentre il rispetto della natura diventa un elemento di rilievo anche nel prezzo.
Le tenute italiane con vigneto e cantina sono sempre di più percepiti come asset iconici, capaci di racchiudere le principali tendenze del mercato attuale. Accanto ai beni tradizionali, emerge una nuova domanda legata all’esperienza, al benessere e alla crescita personale, dando impulso a quella che viene definita “transformation economy”.
REGIONI DA TENERE D’OCCHIO PERCHE’ OFFRONO GRANDI VINI E GRANDI ESPERIENZE
• Stati Uniti – Napa Valley, California
• Francia – Champagne, Provenza
• Italia – Toscana (Chianti Classico, Montalcino)
• Argentina – Mendoza, Valle dell’Uco
• Sudafrica – Stellenbosch e la costa meridionale del Capo
• Georgia – Kakheti, Kartli, Imereti
I prezzi variano dal Barolo, dove servono 2,7 milioni di dollari per un ettaro di vigneto. Bolgheri e Brunello di Montalcino, quotati 1,2 milioni di euro ad ettaro. Il Chianti Classico, costa 245.000 dollari per ettaro di vigna.
Le quotazioni più alte sono nella Côte de Nuits della Borgogna dove i grandi cru costano 55 milioni di dollari per ettaro, ma è praticamente impossibile trovare chi li vende. Nella stessa zona i non Cru, costano 1,05 milioni di dollari, mentre in Champagne servono 1,9 milioni di dollari per ettaro e a Margaux, nel bordolese, 1,65 milioni di dollari.
In Usa il vigneto a Rutherford a Napa Valley è costato 1,17 milioni di dollari l’ettaro ma in Oregon il prezzo è 270.000 dollari sulle Dundee Hills.
I CAMBIAMENTI CLIMATICI INFLUISCONO SULL’APPETIBILITA’ DELL’INVESTIMENTO IN VIGNETI
La nuova regione dell’Essex, dove nascono le bollicine inglesi, costa 120.000 Dollari per ettaro come Marlborough in Nuova Zelanda. Mentre Stellenbosch, più celebre zona del vino del Sudafrica, è quotata 60.000 Dollari per ettaro
Regioni da tenere d’occhio: cambiamenti climatici
• Germania – Mosella, Rheingau
• Francia – Valle della Loira, Limoux
• Italia – Alto Adige, Friuli
• Stati Uniti – Willamette Valley, Oregon
• Cile – zone costiere e pedemontane delle Ande
• Australasia – Tasmania, Central Otago, Marlborough
• Inghilterra – Sussex, Kent, Essex
Nel suo insieme “The Wealth Report” 2026 di Knight Frank e soprattutto le elaborazioni matematiche del Wealth Sizing Model e del Prime International Residential Index (PIRI 100), mostrano come la ricchezza mondiale continui a crescere. Un fenomeno da legare ai sistemi finanziari come la crescita degli investimenti e del debito o l’utilizzo di monete digitali, la crescita demografica e la globalizzazione produttiva e commerciale. La ricchezza non va a spalmarsi sull’intera umanità ma si concentra e la sproporzione crescente fra i beni reali e i valori finanziari fa si che i primi, soprattutto se non riproducibili, come la terra, acquistino sempre più interesse agli occhi degli investitori. I detentori di patrimoni sopra i 30 milioni di Dollari sono diventati 713.626 nel mondo nel 2026. Si tratta di persone che hanno uno stile di vita “multi-residenziale”, per motivi fiscali o per affezione. E amano l’Italia che sta diventando un “tax-led magnet”, grazie al regime fiscale agevolato. Il maggior polo di attrazione è Milano ma piacciono anche Roma, la Toscana e il Lago di Como.
Le residenze di lusso hanno aumentato il loro valore del 3,2% l’anno nel 2026 a livello mondiale.





