Vino e istruzione, vino e DNA

Vino e istruzione

Vino e istruzione, vino e DNA

Finalmente la scienza conferma quello che avevamo sempre pensato: c’è un legame fra il consumo del vino e l’intelligenza, specialmente fra le donne

Vino e istruzione

Vino e istruzione

Di Donatella Cinelli Colombini

Non solo, c’è anche un legame fra il DNA e la percezione del vino. Due studi confermano quello che tutti sospettavamo: le differenze di genere e di genetica influiscono sulla percezione del vino. Ma soprattutto c’è una relazione fra i risultati dei test scolastici infantili, cioè l’intelligenza e il consumo del vino.

CONSUMO DI VINO E INTELLIGENZA
Il collegamento c’è anche per i maschi ma è meno forte. Invece le donne che fino dall’infanzia (5 anni) prendono buoni voti a scuola e poi ottengono il diploma o la laurea, tendono a consumare vino più spesso ma sono anche molto più soggette al rischio di trasformare l’uso in abuso.

Pauline-Lhote Donne del vino scelte da Glamour

Vino istruzione e intelligenza

La notizia arriva dalla London School of Economics dove , Francesca Borgonovi e Maria Huerta, hanno studiato un campione di migliaia di uomini e donne nate in UK nella stessa settimana del 1970.
Confrontando le loro pagelle scolastiche con i loro consumi risulta evidente che << women with medium or high childhood test scores were up to 2.1 times more likely to have a drink most days, men who scored similarly-high scores were only 49 per cent more likely to do so>>  le donne che nell’infanzia avevano voti di livello medio o alto hanno 2,1 probabilità in più di diventare bevitrici abituali, gli uomini che hanno ottenuto punteggi altrettanto alti hanno solo il 49% di probabilità in più, di fare la stessa cosa. I dati percentuali sono impressionanti: rispetto a quelle con bassa istruzione le donne diplomate bevono vino più volte la settimana nel 71% dei casi e le laureate nell’86%.La relazione fra il livello di istruzione e il consumo di vino dipende, secondo le studiose che hanno condotto l’indagine, dallo stile di vita delle donne più intelligenti e scolarizzate, che spesso appartengono a un buon ceto sociale, del quale condividono

Donne del vino

Donne, vino, intelligenza e istruzione

l’uso del vino in associazione con i momenti di socializzazione. Fanno figli più tardi e sono in ambiti lavorativi dominati dagli uomini dove il vino rientra nelle abitudini conviviali.
Ma non tutto va per il verso giusto. <<Le donne più istruite hanno più probabilità (1,7 volte in più)>> fa notare WineNews, di avere << un problema legato al bere>>. Va comunque detto che queste sono spesso abbastanza disinibite da ammettere di avere qualche sintomo della dipendenza da alcool, mentre le donne con scarsa istruzione non lo fanno.

LA PERCEZIONE DEL SAPORE DEL VINO DIPENDE DAL DNA
Ancora da WineNews arriva la segnalazione di un altro studio, questa volta riguardante il DNA. L’Università Statale di Milano, in collaborazione con centri di ricerca tedeschi e cechi ha scoperto che dietro le abitudini di consumo ci sono motivi genetici oltre che sociali. La ricerca ha dimostrato che il DNA dei maschi italiani fa loro apprezzare i vini rossi e li rende meno sensibili agli elementi più “amari” di questi vini che sono invece avvertiti negativamente da cechi e tedeschi. Le donne, invece, sembrano più sensibili alla sensazione di astringenza del vino rosso, cosa che fa loro preferire quello bianco.
C’è dunque un’evidenza scientifica a quello che, dall’esperienza pratica, era già noto agli addetti ai lavori: le donne sono molto sensibili alle note amare dei vini.

Le ricerche proseguono al fine di arrivare a una mappatura scientifica del gusto, l’Università Iulm di Milano, insieme con gli studenti del master in “Food and Wine Communication”, dall’Università di Pavia, della Statale di Milano e dall’Associazione italiana sommelier della Lombardia, intende effettuare la mappatura neuroscientifica a livello internazionale della genetica del gusto anche attraverso il prelievo del Dna. C’è da aspettarsi che confermino altre cose note grazie alla pratica quotidiana della gente del vino, come la predilezione delle donne per i vini armonici e le bollicine oppure che i tedeschi sono meno sensibili all’alta acidità, gli statunitensi non avverto la dolcezza a meno che non sia esagerata.

 

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