Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

Wine Spectator TOP 100 i vini migliori del 2016

Scopriamo insieme i TOP 100 Wine Spectator 2016 e al terzo posto troviamo la cantina di Robert Parker del Wine Advocate, proprio lui, l’eterno rivale di WS

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ecco a voi i primi 10 della classifica più ambita del mondo, quella del Wine Spectator TOP 100 dell’anno
1) Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis
2) Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene
3) Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères
4) Barsac 2013 di Château Climens
5) Barbaresco Asili Riserva 2011 dei Produttori del Barbaresco
6) Monte Bello 2012 di Ridge Vineyards
7) Machete 2014 di Orin Swift California
8) Tignanello 2013 di Antinori
9) Pessac-Léognan Blanc 2013 di Château Smith-Haut-Lafitte,
10) Old Vine Zinfandel Russian River Valley 2014 di Hartford Family California

Cabernet-Sauvignon-Napa Valley 2013 Lewis

Wine-Spectator-TOP-100-Cabernet-Sauvignon-Lewis

Vediamo più da vicino i 3 vini sul podio. Primo e re dei re fra i vini il Cabernet Sauvignon Napa Valley 2013 Lewis è una bottiglia che non si dimentica: un’elegantissima borgognotta con un semplice bollino rotondo giallo contenente una L maiuscola. Wine Searcher indica il prezzo di 495 Dollari, una sola rivendita con un solo esemplare disponibile e la scritta <<#1 Wine Of The Year 2016 Wine Spectator! Not cheap but not many out there!>> Alla faccia della rarità, si tratta di un vino introvabile! Ma le sorprese non sono finite: contro la diffusa convinzione che la grande stampa del vino USA privilegi sempre i colossi multinazionali i Lews sono una famiglia di 3 persone –Randy, Debby e Dennis- che fanno tutto a mano nella loro aziendina di Napa Valley acquistata nel 1992. Solo 108.000 bottiglie all’anno di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Randy è un ex corridore automobilistico, ha gareggiato anche in Formula 3 in Europa. Sua

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

Wine-Spectator-TOP-100-Chardonnay-Dundee-Hills-Evenstad-Reserve-2014-Domaine-Serene

moglie Debby è il genio marketing della situazione con un passato familiare e professionale nel vino. Il figlio Dennis è uno sportivone che prima di entrare nella cantina Lewis dirigeva le risorse umane in grandi imprese.
La visita della cantina dura un’ora e comprende l’assaggio di 4 vini, costa 40 Dollari. Una piccola azienda che punta all’eccellenza ma è ancora estremamente artigianale.Il numero due del podio 2016 Chardonnay Dundee Hills Evenstad Reserve 2014 di Domaine Serene. Il vino ha un prezzo quasi “popolare” 55$ nel catalogo di Wine Searcher. La storia di questa azienda rappresenta the “American dream”, un sogno

Domaine-Serene

Domaine-Serene

americano che in Italia non sarebbe diventato realtà perchè le vigne sono state piantate disboscando un’area selvaggia dell’Oregon. La storia comincia in Minnesota dove Grace e Ken Evenstad studiano nello stesso college e si innamorano. Lui diventa dirigente industriale nella farmaceutica (Upsher-Smith) ma coltivano insieme la passione per il vino e soprattutto per il Pinot Noir della Borgogna. Da questo amore deriva, nel 1989, l’acquisto di un terreno in Oregon nella Willamette Valley dove creano il Domaine Serene che prende nome dalla figlia mentre al figlio Mark Bradford Evenstad viene dedicata la prima vigna. Successivamente ne sono state piantate altre sei in zone differenti della stessa vallata. Fino a quel momento il pinot Noir dell’Oregon era un vino a basso costo ma è stata proprio questa cantina a puntare in alto fino dall’inizio. Nel 2013 già ottenevano il terzo posto fra i TOP 100 del Wine Spectator. La famiglia Evenstad ha anche un altro merito: dopo 25 anni di produttori borgognoni che investono in Oregon, nell’aprile 2015 loro hanno invertito la tendenza ed hanno comprato Château de la Crée in Côte d’Or puntando a strappare lo scettro a Romanée Conti. Insomma sono dei coraggiosi visionari ed è innovativa anche la loro cantina di 6 pieni dove tutti i processi enologici avvengono per gravità e senza pompe. Anche se questa volta sono entrati fra i TOP 100 con lo Chardonnay, il prodotto bandiera di Domaine Serene è il Pinot Noir ed è proprio questo vino che ho assaggiato al recente Wine Experience rimanendo colpita per la sua complessità, profondità e armonia.
Ed eccoci alla medaglia di bronzo 2016 : Pinot Noir Ribbon Ridge 2014 di Beaux Frères. E’ questa la scelta più sorprendente del Wine Spectator perché premia il rivale diretto della rivista il leggendario avvocato Robert Parker Jr. Il nome

Beaux-Frères-Pinot-Noir-2014

Beaux-Frères-Pinot-Noir-2014

dell’azienda spiega la natura della proprietà: si tratta di due cognati . Nel 1986 Michael Etzel abitava in Colorado e durante una vacanza scoprì una proprietà di 35 ettari a Ribbon Ridge nella Northern Willamette Valley, in Oregon. Convinse suo cognato a comprarla insieme e vi trasferì la famiglia. Inizialmente producevano solo uva destinata alla vendita. Poi arrivò un nuovo socio, Robert Roy e venne deciso di trasformare la stalla di maiali presente nella proprietà nell’edificio della cantina. Vigneti coltivati con il sistema biodinamico, cantina minimal con pochissima tecnologoe e ovviamente barriques. Vino artigianale dove Etzel padre e figlio sono direttamente coinvolti nella produzione e poche bottiglie molto buone.

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