L’OPINIONE DI DONATELLA SU CRISI DEL VINO E DONNE
NON È SEMPRE FACILE DIRE COSE SIGNIFICATIVE MA È SICURAMENTE PIÙ FACILE QUANDO LE DOMANDE SONO BEN POSTE E SU ARGOMENTI CALDI COME LE SFIDE DEL MONDO DEL VINO

Donatella Cinelli Colombini risponde al Corriere di Siena
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Donatella Cinelli Colombini risponde a un’intervista del Corriere di Siena su enoturismo, crisi del vino, donne del vino e giovani del vino. Qui è riportato un pezzo dell’intervista con alcuni spunti di riflessione che speriamo interessino.
QUALI SFIDE DEVE VINCERE IL VINO PER MANTENERE LA SUA CENTRALITA’?
CORRIERE DI SIENA Il mondo del vino sta attraversando una fase di forte ridefinizione, tra cambi di abitudine, cali dei consumi, e subisce fronte export le difficoltà dell’attuale congiuntura internazionale: quali sfide deve vincere il settore per mantenere la sua centralità e anche rilanciarsi ulteriormente?
DONATELLA E’ vero, c’è un calo dei consumatori mondiali di vino che è stimato nel 3% l’anno, ed è altrettanto vero che cambiano le modalità con cui viene bevuto il vino: meno consumo continuativo e più consumo saltuario. Quest’ultimo avviene soprattutto in momenti sociali e fuori casa.
Nel primo semestre del 2026 Valoritalia ha registrato in Italia +6% dei bianchi + 1,5 degli spumanti e -13% dei rossi. Quindi la prima cosa da fare, anche perché ha tempi di attuazione più lunghi, è piantare vitigni bianchi. Non sempre è possibile ma, generalmente, dove nascono grandi vini rossi è possibile produrre grandi vini bianchi, mentre non è vero il contrario. Su questo la Toscana dovrebbe riflettere e la seconda riflessione riguarda il Sangiovese: è possibile spumantizzarlo, con gli stessi ottimi risultati, del Pinot Noir?
A CHE PUNTO E’ LA PARITA’ DI GENERE NEL VINO?
CORRIERE DI SIENE La sua cantina “Casato Prime Donne” ha fatto da apripista, la prima in Italia gestita da un organico interamente femminile: a che punto è davvero la parità di genere nel settore?
DONATELLA Se andiamo a vedere gli esisti del PdR 125 del 2022 sul contrasto al “geneder gap” cioè il divario salariale e di progressione di carriera fra uomini e donne, vediamo che la certificazione di genere è la quarta più adottata in Italia. Questo è un successo.
Inoltre, ci sono dati oggettivi molto incoraggianti: molte delle cantine più famose in Italia, come Sassicaia o Ornellaia, hanno enologi donne. Anche le indagini recenti ci dicono che le imprese agricole condotte da donne hanno performance produttive migliori di quelle maschili per lo stile di leadership più moderno e persino per una maggiore meccanizzazione.
Dal mio piccolo osservatorio, tuttavia, vedo che non tutto funziona. Quando cerchiamo nuovo personale per la cantina non possiamo scrivere <<enologa>> ma, per legge, dobbiamo scrivere <<enologo o enologa>> e quindi ci arrivano CV di giovani di entrambi i sessi. E’ facile vedere come le famiglie investano più sui maschi facendo fare loro stage in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti … mentre le ragazze vanno al massimo in Francia o in Spagna. Questo significa che gli enologi spesso possono vantare un numero di vendemmie doppio rispetto alle enologhe e questo fa la differenza al momento dell’assunzione.





