SHELL ROYSTER
SHELL ROYSTER, PREMIATISSIMA FOTOGRAFA E GIORNALISTA USA ARRIVA ALLA FATTORIA DEL COLLE ED IO ME NE ACCORGO SOLO DOPO CHE È PARTITA, MA LEI AMA QUELLO CHE FACCIAMO

Fattoria del Colle Trequanda Toscana
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Shell Royster è una giornalista fotografa di cibo che vive ad Atlanta e ha vinto numerosi premi. Dopo gli studi all’ International Center of Photography di New York ha iniziato a girare il mondo guidata dalla passione e da <<the art and magic of transforming experiences into powerful images>> l’arte magica di trasformare esperienze in immagini potenti. Pubblica in numerose riviste National Geographic Traveller, Afar, Kraft, Oprah’s “Oh That’s Good” Food, Qantas Airlines….. E’ dunque un personaggio di rilievo ma questo l’ho capito solo dopo il suo soggiorno alla Fattoria del Colle quando era troppo tardi per invitarla a cena. Cioè quando mi ha mandato le domande per un’intervista, ho capito di avere davanti un talento ed ho iniziato a indagare. Si perché è molto più difficile fare domande che dare risposte e solo chi ha l’istinto del giornalista sa cosa chiedere.
INTERVISTA DI SHELL ROYSTER A DONATELLA
Ecco dunque un pezzettino della sua lunga intervista.
Shell Royster – Clemente Santi è stato il pioniere del Brunello. Potrebbe parlarci di alcune delle sue scoperte e di come ha lasciato un’eredità a questo vino?
Donatella – La famiglia Santi era composta da studiosi e farmacisti con legami con l’Università di Pisa e con la Francia, dove Louis Pasteur stava facendo importanti scoperte sui lieviti e sui batteri. Queste scoperte gli permisero di comprendere la fermentazione e le alterazioni del vino. Clemente Santi applicò queste scoperte alla produzione di un vino ottenuto dal Sangiovese coltivato a Montalcino. Successivamente, Ferruccio Biondi Santi elaborò le “regole” di produzione del Brunello moderno. Fin dall’inizio, questa famiglia cercò di coinvolgere altri agricoltori di Montalcino nel proprio progetto e di diffondere le nuove competenze enologiche.
LE SFIDE DEI PRODUTTORI DI VINO E I CONSUMATORI
Shell Royster – Quali sfide dobbiamo affrontare a causa dei cambiamenti climatici?
Donatella – Il mercato richiede vini freschi con un basso contenuto alcolico, ma il clima si sta facendo più caldo, le piogge sono scarse e troppo intense e le viti spesso soffrono la sete per mesi. Queste sono le nostre sfide. Abbiamo imparato a coltivare la vite in un modo nuovo. Meno piante per ettaro: siamo passati da 5.500 a 4.500. Le spalliere sono più piccole del passato per avere meno foglie “attive” – foglie giovani – e ridurre la traspirazione. Utilizziamo polvere di caolino, che è argilla, per abbassare la temperatura delle foglie e dei grappoli. Abbiamo imparato a usare la chioma della vite per ombreggiare i grappoli e non eliminiamo più le foglie a settembre, o almeno le eliminiamo il meno possibile.
Shell Royster – Qual è il vostro consumatore tipo e come state acquisendo e fidelizzando la clientela in un mercato così saturo?
Donatella – I nostri mercati principali sono gli Stati Uniti e il Canada. Il nostro consumatore tipo è un buongustaio tra i 35 e i 55 anni che frequenta spesso i ristoranti. Abbiamo un wine club che offre ai nostri clienti più affezionati anteprime delle nuove annate. Inoltre, pubblichiamo quotidianamente sui social media aggiornamenti su ciò che accade nelle nostre due cantine.





