L’ENOTURISMO SPAGNOLO CON QUADRI DI PICASSO E WARHOL
DUE HUB ENOTURISTICI, IL VIVANCO DI RIOJA E IL VALDEPEÑAS, PROPONGONO DEGUSTAZIONI DI VINO IN SALE CON QUADRI CELEBRI CON NUOVO FORMAT CHE UNISCE VINO E CULTURA

Enoturismo in Spagna
Di Donatella Cinelli Colombini, wineeducation, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Mi chiedo perché non farlo anche noi? Molti piccoli musei languono per mancanza di visitatori e si avvantaggerebbero da un nuovo modello di esperienza artistica. Anzi certi artisti, e penso a Leonardo da Vinci, hanno avuto un ruolo sia nel vino che nell’arte per cui potrebbero essere molto stimolanti su entrambi. In altre parole, qui da noi in Italia quasi ovunque portare l’assaggio del vino in edifici storici e musei permette di capire meglio la storia, l’arte e il vino perché sono tre cose collegate.
IL TURISMO DEL VINO IN SPAGNA
Questa riflessione parte da un bellissimo articolo di Enrico Zucchi sul GamberoRosso riguardante l’enoturismo spagnolo.
Premetto che non concordo con alcuni numeri. Di recente sono stata in Andalusia nella zona dello Jerez. Tipo Pepe dice di essere la seconda cantina più visitata del mondo con 230.000 ingressi annui. Tre anni fa ho visitato la Ribera del Duero dove ci sono infrastrutture enoturistiche che sono star di prima grandezza: Vega Sicilia e Alma Carraovejas.
Credo quindi che il numero degli enoturisti spagnoli sia molto oltre i 3 milioni così come quelli italiani siano intorno ai 20 milioni. Concordo invece sull’incidenza dell’enoturismo sui fatturati delle cantine che in Spagna è mediamente del 3% e in Italia del 21%. Questo perché i fatturati turistici delle imprese del vino includono quelli enoturistici relativi a pernottamenti e pasti che in Italia sono molto diffusi.
Arriviamo al cuore della nostra riflessione relativamente alla creazione di HUB enoturistici che coordinano l’offerta dell’intera area e sono arricchiti da musei d’arte contemporanea.
MUSEO VIVANCO DELLA CULTURA DEL VINO A BRIONES NELLA RIOJA
Il primo Museo è nella Rioja a Briones. Si chiama Museo Vivanco della Cultura del Vino ed ha una superficie di 10.000 m2 ed è attivo da circa 20 anni. Contiene resti archeologici e capolavori a tema vino di grandi maestri come Dürer, Rembrandt, Picasso e Warhol. C’è un ristorante che propone abbinamenti con il vino, spazi per corsi, eventi e un centro di documentazione per chi vuole studiare. Fuori un vitarium con 200 varietà di vite. L’attività di Vivanco ha aiutato tutta l’area e non solo il suo enoturismo.
MUSEO VALDEPEÑAS NELLA CASTILLA-LA MANCHA
Nella regione di Castilla-La Mancha c’è il Museo Valdepeñas, nato da una collaborazione pubblico-privata per rilanciare la zona e la denominazione. Sono esposti oggetti, macchinari e foto che raccontano la storia del vino nel territorio.
L’ORO DI MONTALCINO
Entrambi i musei, anche se in modo diverso, inquadrano il vino all’interno di un contesto culturale. Questo è il messaggio colto da Entico Zucchi che ritengo sia assolutamente da accogliere. In questo senso mi preme parlarvi del complesso monumentale di Sant’Agostino a Montalcino che ospita il Museo d’arte sacra, l’Oro di Montalcino – centro di animazione interattiva sul Brunello e il suo territorio – il consorzio del Brunello, un centro studi dedicato all’architettura e una chiesa che sta per diventare centro convegni. Mi sembra che il paragone con gli HUB stagnoli sia appropriato anche se a Montalcino non ci sono opere di autori famosi come Rembrandt o Picasso ma solo tavole fondo oro e sculture lignee del XIV e XV secolo che, tuttavia, raccontano la civiltà da cui nasce il Brunello più di Dürer nella Rioja.





