ARTE E VINO A MONTALCINO CON BIZHAN BASSIRI E WINENEWS

Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico”

ARTE E VINO A MONTALCINO CON BIZHAN BASSIRI E WINENEWS

ARTE CONTEMPORANEA COME CONTAMINAZIONE E COME RICERCA DEL MODO PER SALVARE IL MONDO DALL’AUTUDISTRUZIONE MA ANCHE PER RIBADIRE CHE IL VINO E’ CULTURA

Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” Montalcino casa di WineNews

Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” Montalcino casa di WineNews

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda

Alessandro Regoli e Irene Chiari portano a Montalcino la fondazione Bizhan Bassiri con l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” dell’artista iraniano e il convegno che riunisce personalità, di ambiti diversi, in un dialogo sul significato dell’arte.

VENE D’ORO DI BIZHAN BASSIRI NELLA CASA DI WINENEWS

L’opera “Vene d’Oro” è in una grotta a piano terra della sede di WineNews, il notissimo portale online sul vino italiano. Si arriva all’opera di Bizhan Bassiri passando da stanze, sempre più piccole, che arrivano alla roccia viva su cui è costruito Montalcino. Per terra Alessandro Regoli ha disposto delle rocce laviche a formare un tappeto sui due lati di una passerella in pietra. L’ultima e più piccola grotta ha una porta angusta e una sola pietra su cui camminare. Sembra la pietra di chiusura caduta dalla porta stessa. Di fronte la roccia calcarea di Montalcino ha una forma irregolare da cui escono dei rigagnoli di bronzo placcato in oro che l’artista ha inserito quasi a suggerire la ricchezza misteriosa della crosta terrestre, sembrano i ruscelli di lava incandescente che, dal vulcano Amiata, milioni di anni fa, hanno spinto verso il basso la materia su cui è costruita Montalcino.
Al primo colpo d’occhio l’effetto è inquietante. Fa sentire quanto l’uomo poco conosce e poco capisce la terra su cui cammina. Una terra che è sempre in grado di sorprenderlo.
Poi ci sono suggestioni diverse come il passaggio dal bronzo all’oro che tanto impegnò gli alchimisti del passato.
Purtroppo, esiste anche il passaggio dall’oro al bronzo delle armi. Un passaggio che caratterizza la nostra epoca, come è stato detto dagli artisti nel convegno.
Nell’insieme l’opera “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” fa quello che deve fare l’opera d’arte contemporanea: ti costringe a pensare al destino dell’uomo.

MONTALCINO E L’ARTE CONTEMPORANEA DA KOUNELLIS A BASSIRI

Dopo l’inaugurazione dell’opera di Bassiri, è avvenuta la visita a “Il Pozzo”, opera di  Jannis Kounellis realizzata nel 2001 a Montalcino in un vero pozzo cinquecentesco riempito di vecchi occhiali. Una riflessione sulla distanza che c’è fra i verbi guardare e vedere e una metafora sulla cecità dell’uomo moderno che lo porta nel pozzo buio della disperazione.

Pensieri e concetti che tornano nel convegno organizzato nel Duomo a causa dell’inagibilità del Teatro di Montalcino. Parlano personaggi diversi dal banchiere Alessandro Profuno che ricorda come l’arte fosse il solo linguaggio comprensibile da i manager di una banca internazionale come UniCredit, al compositore  Nicola Sani che parte da Stockhausen per declinare l’importanza del tempo come strumento di espressione artistica. Un contributo importante alla riflessione arriva dal fisico Cristian Stanescu che con pessimismo spiega come <<la società umana parta da un modello animale dove il più forte domina gli altri>> e realisticamente constata come il contributo dell’arte al miglioramento della condizione umana autodistruttiva sia modesto mentre <<manca un modello differente. Io ho vissuto in un Paese comunista. Il comunismo può non piacere ma almeno era un modello di società alternativo>>. Credo che questo sia stato il contributo più alto alla riflessione.

LA FORZA RIVOLUZIONARIA DELL’ARTE

La forza rivoluzionaria dell’arte e il desiderio degli artisti di cambiare il mondo è espresso nei contributi finali: Bizhan Bassiri, Marco Papa, Antonino Bove, Renato Ranaldi, Klaus Münch e Sean Shanahan. , Gianluigi Colin….. Auspicio che si infrange contro due barrire: il mercato con i suoi condizionamenti e un linguaggio spesso poco comprensibile elle persone normali. Un distacco progressivo dalla gente comune caratterizza le arti visive tradizionali con il loro contenuto intellettuale che sopravanza l’espressione artistica mentre la critica, invece di spiegare, spesso si compiace in virtuosismi accessibili solo agli addetti ai lavori. Alla fine la persona normale si chiede <<sono scemo oppure sono loro che mi vogliono far sentire scemo e parlano solo ai consulenti dei ricchi che comprano le opere?>>.
Trovo che questo sia un limite enorme alla forza rivoluzionaria dell’arte.
Tornando all’attualità dell’inaugurazione dell’opera di Bizhan Bassiri a WineNews e al convegno che è seguito trovo estremamente importante che Montalcino ospiti cose di questo tipo sollecitando la riflessione sulla componente culturale del vino.
Il vino viene plasmato dalla mano dell’uomo fino a diventare un’espressione della civiltà in cui nasce esattamente come la musica o l’architettura. E Montalcino è un luogo privilegiato per capirlo.



                                                                       
Cinelli Colombini
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