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OPPORTUNITA’ PER LE PICCOLE CANTINE IN USA

Qualche buona idea per vendere il vino nei ristoranti USA e non solo. Quando il covid finirà, le bottiglie di vino dovranno essere parlanti e personalizzate

 

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

di Donatella Cinelli Colombini

Il Covid-19 ha messo a dura prova le piccole cantine indirizzate sulla produzione di vini di eccellenza e commercializzate quasi solo nei ristoranti. Per loro, entrare nel GDO è difficile e poco conveniente. Organizzare la vendita diretta è possibile solo per chi ha un bel pacchetto di contatti privati ed una forte attività on line. Ma forse ci sono canali export sottostimati e molto promettenti, anche a lungo termine.
Le note sotto riguardano gli Stati Uniti ma rispecchiano una situazione presente in quasi tutti i mercati.
Come sappiamo il sistema distributivo USA è diviso su 3 passaggi: 1) importatori o cantine locali, 2) distributori, 3) rivenditori o ristoranti. Si tratta di un’eredità del proibizionismo che solo le pochissime compagnie nate prima del 1920, riescono a superare. E’ un sistema che ingenera costi ed è adatto alle cantine italiane grandi o medio-grandi che fanno un grosso lavoro di marketing per accreditare brand e vini.

 

I PICCOLI IMPORTATORI “IN PROPRIO” PERFETTI PER LE PICCOLE CANTINE

Tuttavia esistono tanti piccoli importatori che non comprano per rivendere ma per consumare in proprio. Si tratta di titolari di catene di negozi o di gruppi di ristoranti che hanno creato una piccola ditta di import e comprano limitate quantità di vino direttamente dalle cantine. Generalmente non vengono in Italia per cercare i vini da importare ma usano il web o i consulenti. Se vengono nel nostro Paese chiedono consiglio alle migliori enoteche situate nell’area di produzione.
Cercano cantine piccole, di ottimo livello ma poco conosciute.

 

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l'astronauta

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l’astronauta

LA VOCE DEI RISTORATORI USA: COSA AMANO COMPRARE

Ovviamente c’è una componente da talent scout, ma il principale motivo di una simile strategia è quello di evitare i confronti, sia con il prezzo della stessa bottiglia sugli scaffali dei rivenditori, sia nei portali online.
Per chiarire meglio la dinamica ripercorro un articolo di W. Blake Gray su WineSearcher, intitolato “Wine List Secrets Revealed”, vi rivelo i segreti della carta dei vini.
L’autore ha intervistato Bill Rancic vincitore del programma televisivo di Donald Trump “The Apprentice” nel 2004. Successivamente Rancic ha aperto i ristoranti RPM Italian e RPM Steak a Chicago, con un avamposto a Washington, DC. Recentemente ha organizzato un evento online con i grossisti di vino e alcolici d’America. Questo ha messo a fuoco il motivo per cui i ristoranti preferiscono vendere vini sconosciuto rispetto ai “soliti noti”.
Ci guadagnano di più.