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Alcol ai bambini: uovo di Pasqua con bevuta

La confezione dell’uovo di Pasqua con alcolico annesso che è stata condannata dalle autorità irlandesi apre il discorso sui bambini che assaggiano alcolici

Pasqua-serena-in-agriturismo-Toscana-Fattoria-del-Colle

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Partiamo dal fatto di cronaca: nel marzo scorso, in Irlanda e in varie parti del Regno Unito, sono state commercializzate confezioni contenenti un uovo di Pasqua di cioccolato e una bevanda alcolica da 5 Cl a base di caffè che si chiama Buckfast. La scatola pubblicizzata con la scritta <<portions should be adjusted for children of different ages>> cioè porzioni adatte a bambini di età differente, ha avuto un successo Impressionante mandando in tilt i corrieri con 2.000 ordini in un giorno ma è stata fortemente sanzionata dale autorità per I rischi collegati alla presenza di un alcolico in una confezione destinata soprattutto ai bambini.
L’intero episodio ha scioccato l’opinione pubblica britannica e ha richiamato l’attenzione della stampa sul comportamento eccessivamente disinvolto di alcuni commercianti che, in una logica di profitto, rischiano di creare un equivoco sui rischi legati al consumo degli alcolici da parte dei bambini, come se un pezzetto di cioccolata possa essere gustato come un goccetto di “vino tonico” anche dai più piccini.

alcol-e-bambini

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CONSUMO DI ALCOL DA PARTE DEI BAMBINI
Non è così, dare alcoli ai bambini significa causare loro un effetto tossico. A volte i genitori lo fanno per abitudine, perché anche loro da piccoli facevano merenda con pane vino e zucchero, ma dare da bere alcolici ai bambini è sbagliatissimo, anche in ambiente protetto come quello domestico.
Pensare che devono abituarsi al sapore del vino quando sono piccoli altrimenti da adulti diventeranno astemi è ridicolo. Voglio assicurare i colleghi produttori, mio nonno era un ottimo assaggiatore ed ha iniziato a bere vino dopo i trent’anni, mia figlia ha fatto i primi assaggi dopo i 25 ed ora ha un’ottima capacità di giudizio.

Binge drinking è ormai un problema anche femminile

In USA le grandi bevute – 6 bicchieri di seguito – crescono fra le donne bianche e ispaniche ricche. 1/5 delle studentesse delle superiori fa binge drinking

binge drinking

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Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Ecco il brutto film del binge drinking al femminile negli USA. La storia comincia al college dove l’81% delle giovani arriva senza aver mai fatto nessuna esperienza con l’alcool ma prima della fine 1/3 si sbronza. Il binge drinking cioè 6 bicchieri di alcolici che vengono tracannati come acqua uno dietro l’altro al solo scopo di stordirsi in fretta, riguarda soprattutto la fascia di età fra i 18 e i 34 anni. Sorprendentemente non si tratta poveracce bensì di donne che mettono in tasca 75.000$ l’anno (Centers for Disease Control e Prevention). La bevuta da stordimento attrae soprattutto le ragazze bianche e le ispaniche, è invece meno diffusa fra le studentesse nere oppure fra chi non frequenta la scuola superiore. Che il college sia una vera “palestra delle sbronze” è un dato generalizzato: il fenomeno interessa infatti il 42% degli studenti e il 35 dei giovani della stessa età che hanno lasciato la scuola.

Come il calo dei consumi di vino fa crescere la depressione

Meno osterie e più farmacie, sembrava una butade de “La Revue du Vin de France “ e invece è provato da una ricerca spagnola su vino e depressione

Mario Soldati all'osteria

Mario Soldati all'osteria

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Piccole dosi di vino giornaliero prevengono la depressione, l’ansia e lo stress. Questo l’esito di una ricerca dell’Università di Navarra a Pamplona pubblicata su “BMC Medicine journal”. Le indagini sono durate 7 anni su un campione di 5500 soggetti fra i 55 e gli 80 anni di età, riguardavano anche la dieta mediterranea con specifico riferimento all’olio. Martinez-Gonzalez che ha diretto gli studi è giunto alla conclusione che “un consumo moderato può ridurre l’incidenza della depressione mentre i forti bevitori sembrano avere un rischio più alto”. Bere 2 a 7 bicchieri di vino la settimana, dosandoli in giorni diversi, riduce dunque la probabilità di cadere nelle grinfie della depressione. Un rischio che le attuali condizioni dell’economia aumentano a dismisura.