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Chianti Classico territorio di grandi vini e grandi celebrità

Il fantasma di Bettino Ricasoli barone di ferro alle vacanze di Tony Blair. Chianti Classico, un territorio glamour e anglofono che produce grandi vini e moda

Chianti-Classico-Castello-di-Brolio-tomba-Bettino-Ricasoli

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PARTE SECONDA

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle 

Il personaggio centrale nella storia del Chianti è Bettino Ricasoli (1808-1880), il Barone di Brolio, uomo di rigidezza così inflessibile da essere soprannominato “il barone di ferro”. Ancora oggi il suo fantasma vestito di nero e in sella a un cavallo, terrorizzi chi si trova, di notte, nel parco del suo splendido castello. Ricasoli fu due volte Presidente del Consiglio del neo nato Regno d’Italia e primo ministro dell’Agricoltura. A lui si deve, nel 1872,  la  “formula” del Chianti:   7/10 di Sangiovese 2/10 di Canaiolo e 1/10 di Malvasia. Quello stesso anno il

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Chianti-Classico-Collection

Chianti del Castello di Brolio vinceva la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi a significare il grande sforzo profuso dal Barone nella qualificazione dei suoi vini.

Nel tempo questa sorta di ricetta è radicalmente variata: rimane un predominanza di Sangiovese  – obbligatorio per almeno l’80% – mentre il restante 20% può essere di vitigni a bacca rossa autoctoni come il Canaiolo o il Colorino e internazionali come il Merlot o il Cabernet. Dal  2006 sono state vietate uve bianche.