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LE MAGGIORI PREOCCUPAZIONI DELLE CANTINE ITALIANE

GIULIA CANNADA BARTOLI MI CHIEDE COSA PREOCCUPA LE CANTINE ITALIANE: IL CALO DEI CONSUMI, IL CLIMA, I COSTI IN CRESCITA, LA MANO D’OPERA O LA BUROCRAZIA?

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori di vino

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori italiani

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, OrciaDoc 

L’intervista di Giulia Cannada Bartoli di Officina gourmet mi hanno fatto riflettere su un argomento a cui non avevo mai pensato: fra le tante preoccupazioni dei produttori di vino italiano cos’è che fa loro più paura? E soprattutto, cosa mi spaventa di più?
La mia personale risposta riguarda il cambiamento di sentiment dei consumatori giovani. Mi spaventa vederli interessati quasi solo ai vini naturali indipendentemente dalla qualità del liquido contenuto nelle bottiglie. Mi chiedo se questo porterà a un radicale cambiamento dei consumi come è avvenuto in passato per le pellicce o per alcune località turistiche passate di moda. A questo si associa la constatazione che il concetto di lusso, la ricerca di benessere personale sono radicalmente cambiati. Oggi non abbiamo davanti dei giovani che cercano di realizzarsi con il lavoro e con il successo professionale ma chiedono più tempo libero. Non risparmiano per comprare la macchina (questo avviene solo da noi in campagna dove i mezzi pubblici praticamente non esistono) ma puntano sullo sharing quando gli serve. Sono in crisi le griffe della moda ma non i cosmetici perché la cura del corpo, palestre comprese, è diventato un must che passa dalla sovraesposizione della propria immagine nei social. I ristoranti sono in crisi perché sono troppo cari per le normali famiglie e nessuno vuole lavorarci, persino i migliori chef preferiscono fare i cuochi a domicilio.
Mi chiedo quale sarà lo spazio dei vini di alta qualità in questo scenario. Soprattutto nel 2050 quando chi ha oggi 40 o 50 anni farà una vita più ritirata e più morigerata.

Identikit dei consumatori di vino USA

Sono di 6 tipi: guidati dal prezzo, indifferenti, abitudinari, cercatori di immagine, curiosi e solo il 10% di entusiasti, realmente interessati al vino

Costellation Brand profili consumatori USA

Costellation Brand profili consumatori USA

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I sei profili dei consumatori a stelle e strisce arriva da Constellation Brand, un nome che è una garanzia perché nel marketing del beverage non ha niente da imparare da nessuno. Constellation è il leader mondiale nel business dei vini premium, produce e soprattutto commercializza birra, vino e spiriti in U.S., Canada, Mexico, New Zealand e Italia dove possiede Ruffino e produce Brunello e Chianti. E’ il 4° nella classifica mondiale di chi ha più vigneti e la sua cantina più celebre, Mondavi, è la quarta nel mondo per volumi di vino prodotti e sesta fra i brand del vino più forti. Solo che Constellation ha in portafoglio oltre quaranta brand. La cosa più sbalorditiva sono i risultati di borsa: il valore delle sue azioni è quasi raddoppiato in un anno.

Quello che dovreste sapere su Robert Mondavi

Il coraggio delle grandi sfide e la difficoltà di gestire il successo in famiglia. L’ascesa e il declino della cantina che ha segnato il Novecento

Robert-Mondavi-

Robert-Mondavi-

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La maggior parte delle note di seguito provengono da un bellissimo articolo di WineSearcher che vi invito a leggere con attenzione perché vi commuoverà e vi farà riflettere.
E’ il ritratto di uno dei più grandi produttori di vino di tutti i tempi, una persona che ha cambiato il destino enologico di un’nazione intera: Robert Mondavi.
Non l’ho mai conosciuto ma ho incontrato il figlio Michael che mi è stato presentato da Ferdinando Frescobaldi. Ricordo una persona garbatissima che mi stupì per la sua piccola statura.

Violante con la magnum di Opus One

Violante con la magnum di Opus One

Forse anche Robert Mondavi, era di costituzione minuta, ma come produttore era un gigante. Un esempio per tutti specialmente per chi dice: non ho i soldi per….. non ho più l’età per …..
C’era una volta una famiglia marchigiana emigrata in Minnesota dove, nel 1908 nasce un bambino a cui viene imposto il nome di Robert Gerald. Il padre Cesare va poi a vivere in California dove compra la Charles Krug Winery dove lavorano i figli Robert e il più piccolo Peter.
Nel 1966 i due fratelli litigano al punto di prendersi a cazzotti e Robert se ne va sbattendo la porta. Robert Mondavi ha 53 anni, è senza un soldo e senza lavoro. Da questa crisi comincia la sua fortuna. “The up side of down” come sostiene Megan Mc Ardle, editorialista di Bloomberg View, secondo la quale lo sviluppo e l’innovazione nascono dalle sconfitte.
Da questo punto partono le 10 cose di Robert Mondavi che, secondo WineSearcher, tutti i produttori dovrebbero sapere

Costellation Brands ecco i più grande del mondo nel vino

Primo produttore di vini di lusso nel mondo, primo importatore di birra mondiale, questo super colosso produce anche Brunello a Montalcino

Costellation Brands portafoglio

Costellation Brands portafoglio

Di Donatella Cinelli Colombini
Costellation Brands è una multinazionale di dimensioni davvero enormi e continua a crescere. I suoi fatturati del primo semestre 2013 pubblicati da I numeri del vino mostrano come ormai i profitti generati dalla birra abbiano superato quelli del vino: 220 milioni i primi e 155 i secondi prima dei costi corporate e degli aggiustamenti. Cifre da capogiro che corrispondono a volumi in crescita di oltre il 15%.
Il vino ha fatto un fatturato 629 milioni di Dollari in 6 mesi ed ha un mercato prevalentemente statunitense anche se la Costellation vende in 100 Paesi del mondo.

                                                                       
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