COSA FA LA NEUROSCIENZA PER IL VINO
VINCENZO RUSSO SPIEGA COME IL NEUROMARKETING USA L’AI PER CREARE PACKAGING CAPACI DI RACCONTARE I VINI E I TERRITORI DOVE NASCONO, FARLI COMPRARE E AMARE

Vincenzo Russo docente di neuromarketing e Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025 con le Donne del Vino
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Vincenzo Russo Professore di Psicologia dei Consumi e Direttore Scientifico del Centro di Ricerca in Neuromarketing dell’Università Iulm di Milano ha scritto libri fondamentali sul funzionamento del cervello umano in relazione alle decisioni di acquisto.
Da 18 anni studia specificamente come e perché il consumatore sceglie un vino anziché un altro. Ora usa l’Intelligenza Artificiale per << classificare le risposte emotive umane e per costruire storyboard preliminari per l’analisi neuroscientifica di spot e video istituzionali>> come Vincenzo Russo ha spiegato al settimanale TreBicchieri.
LA SCELTA DI ACQUISTARE UN VINO E’ PIU’ EMOTIVA CHE RAZIONALE
Questo perché l’uomo è una “macchina emotiva che pensa e non una macchina razionale che si emoziona” come afferma lo psicologo Antonio Damasio. Da questo dipende un processo che, in pochissimi secondi (parliamo di 200 millisecondi, prima dell’elaborazione cognitiva cosciente), fa interagire la corteccia orbitofrontale, sistema limbico e circuiti dopaminergici. Secondo Russo mentre scegli una bottiglia il consumatore agisce in modo estremamente emotivo attivando << simultaneamente aree olfattive primarie, aree deputate alla memoria episodica e il sistema cerebrale di ricompensa>>. In questa reazione che assomiglia più all’affascinazione erotica che al business anche il prezzo attiva <<quella che chiamiamo area del liking, modificando non solo le aspettative, ma anche la risposta neurale reale al piacere>> per cui il prezzo alto fa prefigurare il futuro piacere.





