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AIV Académie Internationale du Vin con me in Toscana

Due giorni nel TOP del vino toscano per l’AIV: Casanova di Neri, Antinori nel Chianti Classico, Gaja Cà Marcanda, Sassicaia e naturalmente Casato Prime Donne

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un viaggio che ha lasciato sbalorditi gli accademici AIV che non si aspettavano un livello così alto di cantine e di vini. Tanto forse troppo anche perché ovunque siamo stati accolti in modo principesco dai protagonisti in persona: Piero Antinori e Renzo Cotarella, Giacomo Neri, Priscilla Incisa della Rocchetta per non parlare di Angelo Gaja che ha invitato tantissimi produttori di Bolgheri, ha trasformato la cantina in sala conferenze e ha spiegato il suo concetto di naturalezza nella coltivazione del vigneto; poi ha fatto liberare farfalle (dai suoi addetti), coccinelle (da noi) e bachini rossi fra i filari. .
E’ vero che l’AIV – Académie internazionale du Vin nasce per salvaguardare il terroir e l’identità delle zone viticole valori che si rispecchiano maggiormente nei vitigni autoctoni e nelle piccole cantine, per questo la mia scelta di visitare anche la cantina

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

monumentale di Antinori – secondo più grande gruppo enologico italiano – e la zona di Bolgheri che tutti considerano una piccola Bordeaux per la presenza di vitigni internazionali, sembra una provocazione. Tuttavia credo di aver dato una chiara idea delle diversità che sono alla base del successo dei vini toscani. Un mix di tradizione, innovazione, artigianalità, manualità, storia, cultura, piccole e grandi dimensioni produttive. E’ questa la Toscana che vince e convince: una squadra fatta di piccole cantine come la mia, o anche più piccole, che presentano i loro vini all’estero negli stessi eventi collettivi in cui c’è anche Frescobaldi o Banfi.

Le vendemmie d’oro di tutto il mondo

Quali sono le vendemmie d’oro delle principali zone viticole del mondo? Lo dice Civiltà del Bere e rivela gli effetti del global warming sulla qualità

Vendemmia 2014 agosto Sangiovese alla Fattoria del Colle

Vendemmie d’oro prima e dopo il global warming Violante

Di Donatella Cinelli Colombini

Le vendemmie d’oro sono una al decennio. Sono da mito proprio perché sono rare e memorabili ma quelle eccellenti sono enormemente aumentate di numero con il global warming.
Un interessantissimo articolo pubblicato su Civiltà del Bere di maggio-giugno 2017 mi conferma sulla necessità di abbonarmi a questa rivista che offre pareri autorevoli, analisi lucide sul passato e idee utili per costruire il futuro. L’articolo in questione esamina le vendemmie dal 1970 a oggi in 8 aree viticole italiane e in 17 zone importanti del resto del mondo. I pareri sono di personalità di prestigio internazionale, dal sommelier campione del mondo Paolo Basso alla Master

Violante-Gardini Paolo-Basso Barbara-Magnani

Montalcino Casato Prime Donne Violante-Gardini Paolo-Basso Barbara-Magnani

of Wine Cathy Van Zyl mentre il coordinamento è di Alessandro Torcoli, grandissimo esperto che ha esaminato le vendemmie della California in prima persona.
Invitandovi a consultare Civiltà del Bere per gli interessantissimi dettagli tecnici ecco gli anni d’oro del vino italiano:
LANGHE 1970, 1971, 1974, 1978, 1982, 1985, 1988, 1989, 1990, 1996, 1997, 1999, 2001, 2009, 2010,
VALPOLICELLA 1983, 1988, 1990, 1995, 1997, 2006,2007, 2012, 2015, 2016

Tre momenti di vini di Donatella Cinelli Colombini

Momenti di vini: a casa Pellucci assaggiando vini di tutto il mondo, consorzio dei consorzi toscani AVITO e la degustazione Brunello – Amarone a Treviso

Momenti "di vini" a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Momenti di vini  a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Tre momenti di vini indimenticabili in poco più di ventiquattro ore che voglio condividere con voi. Prima tappa a Fiesole in casa dei miei amici Emanuela e Emanuele Pellucci. Amici di una vita con cui ho condiviso l’infanzia delle figlie e, soprattutto con Emanuele, uno sviscerato amore per il Brunello –lui come giornalista io come produttrice. Vini incredibili per qualità e origine. Il giorno dopo Emanule ha scritto su Facebook << neppure Jancis Robinson e Debra Meiburg, due tra le più note Masters of Wine al femminile, avrebbero saputo riconoscere la provenienza di alcuni vini>> E infatti noi commensali abbiamo padellato tutte le regioni di origine e gran parte dei vitigni. Con me e mio marito Carlo c’erano i Francois del Castello di Querceto Niccolò e

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Simonetta Magnelli delle Chiuse di Montalcino, l’enologo Vittorio Fiore con sua moglie. Ed ecco i vini
Champagne Vielle Réserve Premier Cru Sadi Malot (l’unico servito non alla cieca),
Sauvignon Pequenas Producciones 2015 Casas del Bosque (Cile), vincitore di una gran medaglia d’oro al concorso Catad’Or 2015
Riesling Edition Grainhuebel 2014 Winzerveirein Deidesheim (Germania),

Castello di Querceto in festa nel cuore del Chianti Classico

Nozze d’oro di Antonietta e Alessandro Francois con un temporale dispettoso che ha spostato la festa dal parco alle sale del Castello di Querceto

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Alessandro Francois

Alessandro Francois con Fiore e Pellucci

E’ difficile trovare una coppia più affiata di loro nella vita e nel lavoro. Antonietta e Alessandro Francois, sposi da 50 anni, festeggiano il loro amore come fosse il primo giorno. Il Castello di Querceto ci appare sotto un diluvio che costringe a un completo cambiamento nei programmi della festa. Peccato! Anche sotto la pioggia, il parco con i laghetti, i cedri centenari e le luci ci appare come un luogo da favola. Per fortuna le sale del Castello di Querceto sono un autentico museo e il tocco aggraziato di Antonietta le ha rese accoglienti e confortevoli. Che cornice fantastica per questi sposi tutti d’oro e che vini strepitosi il “Sole di Alessandro” IGT ci colpisce con la sua sontuosa potenza e rivaleggia per eleganza con il Picchio Chianti Classico Riserva servito in bottiglie magnum. Il famoso enologo Vittorio Fiore e il giornalista assaggiatore Emanuele Pellucci li gustano beati. Tanti vecchi amici a questa festa: la pittrice Elisabetta Rogai, il sindaco cacciatore Alberto Bencistà, il Principe Girolamo Guicciardini Strozzi, Paolo Saturnini past president delle Città del vino, la maestra distillatrice Priscilla Occhipinti ….