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STOP AI NUOVI VIGNETI PER UN ANNO

IL PRESIDENTE UIV FRESCOBALDI CHIEDE UNO STOP DI UN ANNO AI NUOVI VIGNETI PERCHÉ L’ITALIA È IL SOLO PAESE AL MONDO DOVE AUMENTA IL VIGNETO E CALANO I CONSUMI

Consiglio UIV a Leverano chiede lo stop dei nuovi vigneti per un anno

Consiglio UIV a Leverano chiede lo stop dei nuovi vigneti per un anno

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne 

La notizia è stata ripresa da tutti gli organi di comunicazione economica e enologica in Italia. Perché è semplice, perché è logica e perché è efficace.

Il Consiglio Nazionale UIV del 6 giugno, nella sua seduta a Leverano in Puglia, ha approvato la proposta di sospensione per un anno delle nuove autorizzazioni all’impianto di vigneti. Una piccola goccia pari a l’1% della superficie vitata nazionale relativa a 6.500 ettari. Ma è comunque un’azione a ombrello che mette il timone verso la direzione giusta, del contenimento alle sovrapproduzioni. Da sola non basta a riequilibrare la situazione. Infatti da anni, e in modo crescente, l’uva di ogni raccolta supera i consumi ed ha generato, nelle cantine, un’enorme invenduto di 42-44 milioni di ettolitri corrispondente a un’intera vendemmia. Per questo il Presidente Unione Italiana Vini ritiene che il blocco dei nuovi impianti vada associato ad altre misure come l’abbassamento delle rese dei vini comuni, per intendersi, riguardano vigneti di pianura da cui provengono  3-400 quintali d’uva ad ettaro.

Anche in Italia sono le donne a comprare il vino

Nel 60% dei casi, è la donna a scegliere ed dunque lei il nuovo bersaglio del marketing del vino. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini  

Le Donne del vino in azione

Le Donne del vino in azione

La notizia arriva da Denis Pantini che ha presentato lo studio “I consumatori italiani e l’agroalimentare. Il caso dell’Emilia Romagna” dove ha indagato sulla spesa di 800 famiglie. Un campione rappresentativo che rivela come la componente femminile nello shopping alimentare e del vino prevalga su quella maschile.
Una situazione comune a molti Paesi esteri, ad esempio negli USA l’acquisto rosa vale il 65% delle vendite di vino.
Ma vediamo le logiche di questi consumi che Pantini- responsabile Agricoltura di Nomisma – ha presentato in occasione di “Enologica” (Salone dell’agroalimentare 16-19 novembre Faenza). Il primo fattore di scelta è la provenienza italiana (26%), poi la denominazione (23,8%), seguita dalla regione di origine (16,4%) e dai caratteri organolettici (12,4%). La marca del produttore orienta solo il 10% dei consumatori.

                                                                       
Cinelli Colombini
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