SEI UN CONTADINO – E’ ANCORA UN’OFFESA?
Chi vive in città pensa alla campagna come un posto incantevole, anche per lavorare, ma non vorrebbe viverci e continua a vederla come un luogo arretrato
Donatella Cinelli Colombini #winedestination

nuovi contadini poliglotti-aggiornati e spesso laureati- donatella, con le sue enologhe giada, barbara e sabrina 8
Noi che viviamo in una fattoria ci sentiamo dire spesso <<beati voi che state in mezzo alla natura, alla pace, ai panorami …. Qui non vi sembra neanche di lavorare …>>. I turisti pensano al mondo agricolo in modo romantico anche se poi non si stupiscono di trovarci persone che parlano inglese fluentemente (non è il mio caso) e stanno davanti a internet tutto il giorno, come loro. Anzi sono sorprese se i negozi non stanno aperti a lungo, come in città, e non ci sono servizi di trasporto.
Un’immagine del mondo agricolo che corrisponde a quella rilevata nell’indagine di Eurispes e Confagricoltura. Un mondo, quello rurale, che agli occhi di chi abita in città, è arretrato.
CAMPAGNA POSTO BELLISSIMO PER LAVORARE MA NON PER VIVERE
Insomma dire a qualcuno “sei proprio un contadino” è ancora offensivo e corrisponde allo stereotipo “se non hai voglia di studiare vai a zappare” e alla convinzione che coltivare la terra sia facile e quindi i giovani migliori vadano indirizzati all’avvocatura, alla medicina, all’ingegneria … e quelli meno dotati alla terra. <<L’agricoltura è considerata una parte fondamentale dell’economia da circa l’86% degli italiani, ma non genera molti posti di lavoro per il 53,6% e non è ritenuta moderna e innovativa nel 43% dei casi>>.






