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Scrittrice esordiente molto brava: Cecilia Lombardi

Cecilia Lombardi, fotografia della Toscana moderna con le sue piccolissime tragedie. Una rinascita che arriva da dove meno te lo aspetti

 

Cecilia-Lombardi-Le-Piccolissime-Tragedie

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Di Donatella Cinelli Colombini

Credi di conoscere una persona, la consideri una donna con i piedi per terra e senza troppe fantasie. Poi scopri che in lei c’è molto di più e che ha scritto un libro bellissimo, ma proprio bellissimo. Il romanzo si intitola Le Piccolissime Tragedie (Le Parche Editore pp. 276 €15,50) ed è l’esordio letterario di Cecilia Lombardi.

 

LA REALTA’ ITALIANA DESCRITTA DA CHI LA CONOSCE E LA SA INTERPRETARE

Un italiano scorrevole e di grande efficacia come chi legge molto e scrive molto. Penseresti ad un intellettuale, un giornalista e non ad una addetta al turismo.
Una tecnica narrativa attuale e molto originale. Una trama di piccolissime tragedie quotidiane che ha il solo difetto di essere troppo diffusa e normale per fare evadere il lettore. Anzi lo tiene attaccato alla realtà come una fotocopia.
In parte il romanzo è chiaramente autobiografico ma lo spessore dei personaggi fa venire in mente John Steinbeck di Pian della Tortilla con quel pizzico di ironia che alleggerisce le situazioni più realisticamente dure. La protagonista Serena si sfoga al telefono componendo un numero a caso e raccontando quello che sente senza sapere con chi sta parlando. Le reazioni sono diverse: c’è chi dice parolacce, chi cerca di aiutarla, chi tenta un approccio con proposte audaci.

 

La leggenda dei Frati nella Cantina Cecchi in Chianti

Ombretta e Filippo  Saporito grandissimi chef, Cesare e Andrea Cecchi i fratelli chiantigiani e 40 gourmet in una splendida serata di tiepido autunno

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Andrea Cecchi riceve i Gourmet nelle sue cantine

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Delegazione di Siena –Firenze e Toscana dell’Union Européenne des Gourmets torna a riunirsi dopo la pausa estiva con la visita alle Cantine Cecchi di Castellina in Chianti. Chi ricorda lo stabilimento di 20 anni fa si prepari a uno choc e soprattutto a rifarsi gli occhi perché ora è bellissimo. A destra della strada la cantina industriale di 16.000 m2 preceduta da uffici, sala da degustazione, sala convegni sale ricevimento di design raffinato e mobili moderni di grandi architetti. Sotto la bottaia è da film tanto è bella: archi, marmi e barriques nuove che la fanno assomigliare a una chiesa. 

Di fronte c’è la cantina di Villa Cerna una delle 4 fattorie del Gruppo Cecchi dove ancora oggi vive la famiglia in un castello costruito intorno all’anno mille. Le dimensioni sono meno imponenti e il carattere più “rurale” ma tutto è comunque grande, ben organizzato e ordinatissimo.