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Sei un wine lover? Diventa una guida del vino

Sei un wine lovers e sai cosa assaggiare in enoteca ? Sei un foodies e conosci tutte le gelaterie? Ecco come trasformare la passione in professione turistica

Marco-Vismara-presenta-Lookals

Marco-Vismara-presenta-Lookals

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ la nuova frontiera del turismo: visitare i luoghi insieme a un residente che ti porta in posti che conosce solo lui. Ovviamente è una moda che arriva dagli States e viaggia on line. I due portali più forti –Vayable e Gidsy – hanno in catalogo proposte soprattutto culturali e in parte simili a quelle percorse del turismo di massa. Ma ci sono anche tour veramente curiosi e alcuni dedicati alla scoperta di cibi e vini, un segmento questo, con evidenti prospettive di crescita.
Vayable ha una bella gamma di proposte golose: cibi di strada a New York, passeggiata a piedi nella Rive Gauche di Parigi fra pasticceri famosi, salumerie e finale con cioccolata calda … a Roma c’è il tour gastronomico di Testaccio con 8 soste fra cui il celebre Volpetti e il tour del vino nella zona di Campo dei Fiori….

Ristorazione e turismo del vino

I turisti del vino amano mangiare bene e tipico. Per questo la ristorazione gioca un ruolo fondamentale nel successo turistico dei distretti viticoli

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Per questo il suo innalzamento qualitativo è importantissimo. Allo stesso tempo è indispensabile indagare, valorizzare e preservare il ricettario tradizionale di ogni denominazione prima che i visitatori ne corrompano l’integrità. I piatti tipici sono infatti, contemporaneamente, fra le calamite turistiche più potenti e insieme fra le cose più soggette ad alterarsi a causa del turismo. Vediamo il primo punto: enogastronomia come potenziatore dell’appeal turistico. Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino curato da Fabio Taiti del CENSIS (2011) i turisti del gusto italiani sono circa tre milioni, provengono soprattutto da piccoli centri e sono prevalentemente maschi. Anche i dati dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo (2010) confermano l’importanza numerica di questo segmento capace di ingenerare 18 milioni di presenze cioè di pernottamenti. Del resto, la nota indagine GPF per Negroni del 2009, che ha stimato il fenomeno “foodies” per l’Italia, ha rivelato che l’ 8% della popolazione cioè 4.500.000 dei connazionali vivono la buona tavola come socialità, innalzamento della qualità della vita e sperimentazione di culture diverse.