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LA RICERCA ONLINE DELLE CANTINE TURISTICHE 18

Essere visibili online è più difficile di prima per l’enorme quantità di informazioni veicolate dal web. Non esserci è mortale, solo Gaja può permetterselo

 

di Donatella Cinelli Colombini

visibilità-online-delle-cantine-le -agenzie-specializzate-Filippo-Magnani-Fufluns

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Essere georeferenziati, almeno su Google, è indispensabile in modo da consentire ai telefoni e ai navigatori di portare il visitatore fino alla porta di cantina. Così come è importante essere fra le prime destinazioni suggerite dai portali turistici grazie alle recensioni positive.
Servono, ma meno di prima, i cartelli stradali e le frecce di direzione che purtroppo sono regolati da una normativa di modello urbano che non funziona in campagna e non contiene il simbolo “cantina turistica”. Per il Codice della segnaletica stradale le aziende di produzione enologica accessibili ai visitatori non esistono.

 

RICERCA ONLINE DELLE ESPERIENZE TURISTICHE

visibilità-online-delle-cantine-i-portali-TripAdvisor

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Negli ultimi due anni le ricerca di esperienze enoiche online è aumentata enormemente. Rispetto al passato, la ricerca non parte dal nome della cantina – in base alla sua reputazione o alla fama dei suoi vini – bensì dalle offerte di intrattenimento.
Per questo è bene presentare ed indicizzare in modo corretto le proprie proposte esperienziali, scegliendo titoli e testi che aiutino il turista a capire quale esperienza soddisfa la sua motivazione di viaggio.

 

LA RICERCA DELLA DESTINAZIONE ENOTURISTICA E’ LAST MINUTE

Le ricerche crescono di 8 volte nelle ultime 12 settimane prima della visita e 6 volte quando il turista ha già raggiunto la destinazione e chiede cosa può vedere <<Things to do near me>>.
Per capire il valore economico di questo cambio di prospettiva cito TripAdvisor, secondo il quale nel 2017 la spesa per esperienze e pasti era il 17% del costo del viaggio e nel 2019 era già salita al 29%, mentre il denaro destinato ai pernottamenti calava di 6 punti.

 

Il turismo del vino in gruppo

I wine tours sono un nuovo segmento di offerta in grande crescita e generano un flusso sempre maggiore di visitatori nelle cantine. Ma sono molto molto diversi

Arblaster-and-Clarke-wine-tours-image

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Di Donatella Cinelli Colombini

I grandi tour operator che commercializzano il tour dell’Italia in bus hanno preso l’abitudine di spezzare l’itinerario nei musei e lo shopping di grandi marche, con una giornata in campagna più distensiva che rallenta il ritmo. Generalmente comprende una sola cantina in cui avvengono visita, assaggio e pranzo. La sosta enologica non è necessariamente nelle denominazioni più celebri ma sicuramente privilegia le aziende più vicine alla direttrice autostradale Venezia-Firenze-Roma. Questo tipo di clientela sceglie aziende in cui ci sono servizi o motivi di interesse accessori al vino (ristorante, scuola di cucina, castelli, giardini monumentali …. ) oltre che un’offerta dal prezzo conveniente. I tour operator firmano infatti accordi pluriennali che prevedono l’arrivo di più gruppi settimanali da marzo a ottobre.

Petra Toscana Cellar Tours - Private Luxury Food & Wine Tours

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Oltre a questi gruppi arrivano nelle cantine i wine tour che partono dagli alberghi e dagli uffici informazioni delle zone turistiche. Anche in questo caso si tratta di “turisti del vino per caso” che acquistano un’escursione fra le vigne allo stesso modo con cui vanno a Gardaland oppure a vedere la fabbrica del vetro di Murano. Si tratta per lo più di gite di  7 ore  che portano i visitatori in una città del vino (Montefalco, Barolo, San Gimignano…) e in una o due cantine.  Spiegazioni generiche, viaggio veloce, prenotazione in loco e costo abbordabile di 50-100€ a persona.

Wine tours: dove vanno e quanto costano

Fra le escursioni in cantina con guida  c’è di tutto: dal tour per milionari con degustazioni top all’enologo ciclista che accompagna il gruppo in bicicletta 

Marsala Cantine Florio bottaia1

Marsala Cantine Florio bottaia1

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ovviamente la meta più gettonata è la Toscana, ovviamente il mercato dei wine tour è on line e gli utenti sono soprattutto nordamericani ma l’offerta è talmente ricca, diversificata e piena di sorprese che conviene esaminarla con attenzione anche perché l’argomento è in gran parte inesplorato.
Prima cosa evidente è che digitando “winery tours” escono dal web prevalentemente la Toscana, qualche proposta su Veneto, Piemonte e Sicilia mentre invece scrivendo “visite in cantina” Google tira fuori una lista di proposte in Piemonte e in qualche caso, in Sicilia. Questo è già un indizio per capire quale clientela hanno le “società di incoming” cioè i trasportatori con partita iva e sito internet che commercializzano wine tours.
Un secondo e più decisivo elemento di riflessione arriva da uno studio del Gruppo Poste Italiane proposto alla

wine bus

wine bus

Confesercenti di Siena nel gennaio 2014. Sul web la ricerca della parola Tuscany si associa a wine (21%) winery (9,7%) winery tours scritto in vario modo ( 13%). Il Paese che maggiormente ricerca la destinazione Toscana sul web sono gli Stati uniti 31%, se invece prendiamo in esame la destination Siena gli utenti a stelle e strisce salgono al 64% seguiti da britannici, canadesi e australiani con una compagine anglofona che supera il 90%.